Non avevo intenzione di fare un dolce ieri, anche se in questo periodo ne sto facendo almeno un paio alla settimana da consumare a colazione (questo se fossi una persona morigerata, anzichè quella golosa indefessa che sono), ma ieri dicevo non mi passava per la testa di fare un dolce, visto che il piccolo Daniele era reduce dalla sua prima febbre dovuta al vaccino; senonchè nelle chiacchiere (ante)mattutine fatte intorno ad un non-caffè con due le blogger tra le più brave e insonni della rete, Lydia, supportata da Alex, suggerisce che ci vuole una torta per festeggiare la prima febbre (l'antefatto è che quisi festeggiano tutti i compimese, ogni scusa è buona per fare una torta, che di solito è quella che il papà pensa che Daniele desideri, e per pura combinazione coincide sempre con una torta che piace a lui), ed io, seppure con molte remore (credeteci :), ho colto il suggerimento perchè la verità vera è che mamma e papà avevano proprio bisogno di una coccola!!!
giovedì 29 settembre 2011
mercoledì 21 settembre 2011
L'hanno fatto sapere anche a me
La storia del cacio con le pere, di quanto è buona, in molti hanno provato a tenerla segreta, soprattutto al contadino (povero, ma perchè?), ma alla fine la voce si è sparsa - come succede sempre - ed alla fine è arrivata anche a me. Che però ho opposto una certa diffidenza per molto tempo, fino ad oggi.
Anzi, fino all'ora più-o-meno-di-pranzo, quando ho messo a bollire del farro perlato pensando che lo avrei condito velocemente con delle zucchine saltate in padella che avevo nel frigo. Le zucchine, certo....quelle che mezz'ora prima avevo mangiato come aperitivo? (si, lo so, un Martini avrebbe fatto più scena, ma tant'è :). Si, quelle zucchine!
Ho pensato per qualche secondo di mangiare il farro solo con un filo d'olio, sarebbe stato buonissimo e ammetto che spesso i miei pranzi in questo periodo sono qualcosa di simile, però stavolta mi è caduto l'occhio sulle pere spadone che la zia lettrice mi aveva portato domenica scorsa dal mercato della Coldiretti (le pere spadone, sia io che lei non le vedevamo da una vita, per me sono state per tanti anni la merenda che mia madre portava al mare, ed io le adoravo con la loro polpa dolce e croccante e la buccia verde che non si doveva togliere, una vera street pear), e mi sono detta che era ora di provare se la fama del cacio con le pere era infondata o no.
Non ho usato ovviamente il pecorino, che continua a non avere diritto di asilo nel mio frigorifero, ma scaglie di Parmigiano reggiano, e ho aggiunto dei pezzetti delle nocciole tostate che ci stavano benissimo.
Non si può dire che sia una ricetta vera e propria, ma se non vi avevano ancora fatto sapere quanto è buono il Parmigiano con la pera spadona, fidatevi di me, e provate questa insalata, Mi sembra anche un'ottima soluzione per il pranzo fuori casa, da prolungare in inverno a patto di trovare la pera giusta :)
INSALATA TIEPIDA DI FARRO CON PARMIGIANO, PERE E NOCCIOLE
Ing per 2 persone
140 g di farro perlato
1 pera spadona
Parmigiano reggiano
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
una manciata di nocciole tostate tritate grossolanamente
sale
Cuocere in acqua bollente salata il farro per almeno 10-15 minuti, scolarlo e metterlo in una ciotola, unire l'olio e far intiepidire. Unire le pere tagliate a pezzetti (con la buccia), il Parmigiano a scaglie e le nocciole. Mescolare e mangiare!
giovedì 15 settembre 2011
Green velvet (e il mistero del torsolo scomparso)
La ricetta è di quelle semplicissime ed elaborate allo stesso tempo: semplice perchè si tratta di lattuga cotta con del brodo e addensata con un po' d'amido. Elaborata perchè il brodo è un brodo di pollo, che non ci vuole certo la scienza per farlo, ma un minimo di tempo bisogna prenderselo, soprattutto tempo di cottura.
Allora se avete la fortuna di avere un bel freezer, preparatene un po' e congelatelo per usarlo all'occorrenza,
Ho dato uno sguardo in rete, e ci sono diverse vellutate di lattuga, io ho deciso di fare a modo mio, ed il risultato mi è piaciuto molto, con il suo giusto equilibrio tra sapore e delicatezza.
Grazie a Monica, che su FB ha risposto al grido di aiuto "cosa faccio col brodo di pollo??? suggerendomi la vellutata di zucca: ho adattato il suggerimento al contenuto del mio frigo, una bella lattuga romana. Che al momento della pulitura si è rivelata senza cuore! La parte più interna, quella più tenera, quella chè già pregustavo come aperitivo, era stata tagliata di netto. Vi è mai capitato? Io ho pensato che i grossi produttori conservano i cuori per venderli a parte, mio marito dice che probabilmente nella parte più interna erano stati messi concimi o diserbanti nocivi, e quindi per sicurezza è stata eliminata.
In ogni caso, una lattuga senza cuore è di una tristezza infinita, sento che dovrò farmi forza e cazziare il fruttivendolo. Per ora vi lascio la ricetta, sperando che voi troviate lattughe normali!
PS: non sto qui ogni volta a scusarmi per le foto scarse che sto scattando da un paio di mesi a questa parte, ma tutto il kit dell perfetta foodblogger (piattini, ciotoline, forchettine, per non parlare del cavalletto della macchina fotografica, e lasciamo stare poi tutti i libri e le riviste...), sono imballati in attesa della loro nuova vita nella capitale, per ora aspettano speranzosi in Campania. Ed io mi arrangio come posso :)
VELLUTATA DI LATTUGA CON POLLO
Ing per 2 persone
un cespo di lattuga romana
500 ml di brodo di pollo caldo (o anche vegetale se preferite)
20 g di burro
un cucchiaio di amido di frumento (o di mais, così sarà gluten free)
un quarto di cipolla
sale
Carne del pollo con cui si è fatto il brodo (facoltativo)
Antefatto: ho preparato il brodo di pollo utilizzando le ali di un pollo, che ho fatto rosolare brevemente in un filo d'olio, e poi lasciato cuocere a lungo in acqua abbondante con una carota, mezza cipolla ed un gambo di sedano, senza salare.
Mondare e lavare accuratamente la lattuga, sgocciolarla e tagliarla a pezzi. Far rosolare la cipolla tagliata a fettine sottili nel burro, aggiungere la lattuga e far insaporire bene, poi aggiungere il brodo lasciandone da parte un mestolo. Lasciar cuocere per circa 20-30 minuti a fuoco moderato, poi frullare con il frullatore ad immersione.
Stemperare l'amidp con il brodo rimasto, aggiungendolo gradatamente per non far formare grumi. Versarlo nella casseruola con la lattuga, mescolare bene e portare ad ebollizione, lasciando cuocere fino a quando non avrete la densità voluta: la mia era abbastanza fluida.
Servire calda o tiepida con dei crostini di pane e. se l'avete, con un po' di carne di pollo sfilacciata: provato ed è buonissima :)
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venerdì 2 settembre 2011
La torta Paradiso unplugged
Le temperature del dopoferragosto ci hanno messo a dura prova, si boccheggiava e si recitavano mantra del tipo "temperatura abbassati-temperatura abbassati-temperatura abbassati": io e Daniele uscivamo per la passeggiata mattutina (molto mattutina) in un quartiere che in confronto il deserto del Sahara è affollato per godere di un'aria appena respirabile.
Ora non è che sia cambiato ttantissimo, ma quei 5 o sei gradi in meno mi hanno dato il coraggio un po' infame di riaccendere il forno, avevo troppo voglia di fare una torta e dei commenti fatti sulla homepage FB di Genny mi avevano messo voglia di provare la torta paradiso, si, ammetto, non lìavevo mai fatta!
In rete ovviamente ci sono decine di ricette, io ho scelto quella pubblicata da Tuki de La ciliegina sulla torta, un po' perchè mi fido a priori del suo perfezionismo quasi maniacale (e non è un'offesa, anzi!) ma soprattutto perchè la sua ricetta arriva da una sua lettrice di Pavia, la città che ospita la pasticceria Vigoni, famosa appunto per la sua torta Paradiso.
Gli ingredienti sono pochi e semplici (e tra di essi NON c'è il lievito!), ma il segreto è nella procedura manuale, senza uso di sbattitore o planetaria (unplugged appunto): la laavorazione avviene partendo dalla montatura del burro con il cucchiaio di lego e incorporando lentamente gli altri ingredienti in modo da inglobare aria ma in modo da avere una massa consistente. Ci vuole solo un po' di pazienza, ma non tanto tempo, ve lo assicuro io che di tempo in questo periodo ne ho davvero poco!
Il risultato ripaga ampiamente di questa piccola rinuncia all'aiuto della corrente elettrica (e anche di aver acceso il forno il primo giorno di settembre con temperature poco settembrine).
TORTA PARADISO
Ricetta da La cilegina sulla torta
Ing
100 g farina 00
100 g fecola di patate
200 g di burro morbido
200 g di zucchero a velo (io avevo lo Zefiro)
2 uova intere e 2 tuorli a temperatura ambiente
la buccia grattugiata di un limone
Lasciare il burro fuori dal frigo per tre ore, o finchè sia morbido e lavorabile: lavorarlo con il cucchiaio di legno finchè è bello cremoso. Aggiungere lo zuchero in due volte lavorando sempre molto bene con il cucchiaio di legno per ottenere una massa spumosa. Sbattere a parte le uova con i tuorli come per fare una frittata ed incorporarle un cucchiaio per volta al composto di burro e zucchero. E molto importante che prima di aggiungere il cucchiaio successivo, quello precedente sia stato completamente incorporato, sempre lavorando col cucchiaio di legno.
Aggiungere infine le farine setacciate e la scorza del limone grattugiata, amalgamando delicatamente dal basso verso l'alto per non far smontare il composto.
Versare l'impasto in una teglia di 20 cm di diametro (la mia era leggermente puù grande, per questo motivo la torta mi è venuta un po' più bassa) imburrata ed infarinata e cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa un'ora (a me sono bastati 30 minuti): controllare la cottura con uno stuzzicadenti di legno, sfornare e lasciar raffreddare bene prima di sfornare. Si mantiene benissimo per qualche giorno, meglio se chiusa in un sacchetto.
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