mercoledì 29 giugno 2011

Senza tempo (meteorologico e cronologico): le lingue di gatto

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Si, fa caldo, molto caldo, il buon senso suggerirebbe di spegnere ogni fonte di calore che non sia indispensabile per la sopravvivenza o per non sbattere il naso contro un muro di sera al buio, e invece io accendo il forno. Che sì, è un fornetto, ma di calore ne emette parecchio anche lui nel suo piccolo...
oggi però l'ho acceso per cuocere i biscottini con la cottura più veloce del mondo (a parte forse le paste di mandorla), 5-7 minuti per infornata! (pensò lei prima di realizzare che forno piccolo = teglie piccole  => molte infornate = 40 minuti di forno acceso).


mercoledì 15 giugno 2011

Ho trovato qualcosa di bianco......

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Apple flower


...con cui vestire il blog per ricordarvi che giovedi sera (16 giugno) a Villa Pamphili i Calycanti ne faranno un'altra delle loro (ricordate il picnic in bianco dell'anno scorso??): un picnic notturno in bianco in una villa splendida, con un menu tutto bianco preparato da ViviBistrot con ricette calycante, e tanta bella gente, blogger e non, di questo sono sicura....trovate tutte le informazioni QUI.
Maricler ha avuto la bella idea di rendere candidi i nostri blog per festeggiare questo evento anche a distanza, e soprattutto per festeggiare Maite, Marie ed il fotografo, che sanno sempre stupirci con la bellezza che riescono a creare in una foto, o in una ricetta, in un pdf (per non parlare dei libri.... !), se siete lontani vestite di bianco il votro blog il 16 giugno e saremo tutti virtualmente (e candidamente) alla notte bianca dei Calycanti :)







venerdì 10 giugno 2011

Votare per il nostro futuro, astenersi per chi?

La parola "referendum" mi fa ancora ribollire il sangue perchè mi riporta alla mente in particolare l'ultima consultazione in cui il quorum non è stato raggiunto, su un quesito che, in quanto donna (ma cosa c'entra, in quanto essere umano), mi stava particolarmente a cuore, quello del 2005 sulla fecondazione assistita che avrebbe dovuto abrogare la famigerata Legge 40. Allora, come oggi, chi avversava il quesito (governo e Chiesa, in primis) usò senza remore la tecnica dell'incitamento all'astensione, cavalcando, il primo la naturale inclinazione di molti italiani a partecipare poco e svogliatamente alla vita pubblica (che poi è sinonimo di NOSTRA vita) e la seconda il seguito dei cattolici, un po' in obbediente buona-fede, un po' in irritante bigottismo.
Questa legge, purtroppo in vigore perchè il quorum non fu raggiunto, mette il nostro paese (tanto per cambiare) in coda a tutti i paesi europei e a molti paesi extraeuropei direi prima di tutto sul piano del rispetto della donna e della coppia, e poi sul piano della ricerca, anche se un po' mitigata nella sua iniquità da una sentenza della Corte costituzionale. Però questa è un'altra storia, una storia che spero in un futuro non tanto lontano potrà avere un'evoluzione diversa.

Mi preme invece parlare dell'astensione, e di quanto possa essere dannosa molto più per chi la pratica che per chi la evoca.
Certo, incitare a NON fare qualcosa è certamente più convincente, accarezzare quella parte di noi che, dopo che magari ci siamo anche infervorati e abbiamo appoggiato a parole una causa, tende a lasciarsi andare, a dire "ma si, ma in fondo non è il mio voto che cambia le cose", o "ho avuto una settimana nera, vuoi vedere che devo caricarmi anche il peso della vita politica, ci sono i politici a posta, che lavorino", o "certo, non vorrei mai il nucleare in Italia, ma se vado a votare vado contro la mia parte politica".

Sono obiezioni umane, su cui ovviamente io dissento, ma che possono essere parte ed effetto delle nostre debolezze.

Però, se siete ancora indecisi, o questi pensieri vi sono già passati per la testa, o vi state chiedendo chi cavolo abbia ragione tra sostenitori del referendum e contrari, provate a pensare "cui prodest?": a chi giova l'astensione? E a chi gioverebbe il raggiungimento del quorum?

L'astensione gioverebbe al singolo cittadino?
Un'altra consultazione popolare verrebbe privata di significato, con il pericolo che in futuro non ci sia più data la possibilità di esprimerci in prima persona, e consideranto la legge elettorale che abbiamo, che non ci consente di scegliere un bel niente, questa non è una bella prospettiva per la democrazia.

Le leggi nei quesiti non verrebbero abrogate, non per scelta di chi magari ha detto no, ma solo per ignavia e disinteresse nel proprio futuro, e in questo periodo soprattutto mi sento di chiedermi con preoccupazione, se non ci pensiamo noi al nostro futuro, chi volete che lo faccia?

A chi può giovare l'astensione, se non al governo in carica, che ha tutto l'interesse a

-tenersi libero, in un futuro non molto lontano (sappiamo tutti che la moratoria è temporanea) di poter tornare sull'argomento nucleare con argomentazioni che non hanno nulla di scientifico (e vi assicuro che mi sono impegnata a sentire le ragioni del no)

-preservare una legge che tutela la classe politica mettendola al di sopra dei comuni cittadini, ancora di più di quanto non lo sia già di fatto

-conservare due articoli di legge, quelli che riguardano la privatizzazione dell'acqua, che in teoria dovrebbero servire a migliorare l'efficienza del servizio di fornitura idrico e a evitare gli odiosi fenomeni di clientelarismo molto diffusi negli enti pubblici. Qualcuno di voi vive già in un Comune in cui l'acqua è gestita da una società privata? Ha visto dei miglioramenti? Io ho visto solo un aumento vertiginoso della mia bolletta, per un servizio uguale ed identico a quello che mi forniva il Comune.


E tutto questo lo otterrebbe semplicemente spingendoci a non fare, a non partecipare, a non interessarci del nostro futuro e della nostra stessa vita - perchè di questo si tratta, la politica non è una sezione di un telegiornale, le leggi condizionano e regolano ogni aspetto della nostra esistenza - spingendoci ad assecondare quella punta di ignavia che appartiene un po' a tutti e che ci riesce così facile giustificare come se fosse un difetto veniale.

Io non ci sto ad essere usata così, e voi??

Vi segnalo il post di Sara (nella colonna a sinistra) in cui sono spiegate molto bene le ragioni del SI per il nucleare (ricordo che bisogna votare si per dire no, cioè per abrogare la legge che consentirebbe la costruzioni di nuove centrali in Italia) e quello di Stella di sale, in cui Stella con molte meno parole delle mie, e molta più efficacia, parla dell'importanza del voto.

PS2: sembra che le schede siano copiative, non sovrapponetele quando votate o rischiereste di invalidare le schede sottostanti

lunedì 6 giugno 2011

Il destino della banana in una torta, anzi in cake, anzi in un bread!

Banana bread alle arachidi



E' una storia sentita e risentita, letta e riletta: banane comprate con le migliori intenzioni e poi lasciate lì ad annerire senza pietà, guardate con indifferenza anche se con quella riserva di potassio farebbero tanto bene a polpacci e piedi che sempre più spesso si incastrano in crampi dolorosi (niente di preoccupante, eh, solo una crocetta in più sul ce l'ho-ce l'ho-mi manca dei sintomi della gravidanza :). Indifferenza che in realtà ha un doppio fine, perchè è una vita che ho voglia di rifare un dolce alle banane (dopo questi muffin banana-caffè-cardamomo e questi con il cioccolato e altri non registrati sul blog e ovviamente dimenticati) e si sa che per avere il massimo del profumo dalle banane bisogna pazientare, e aspettare che diventino mature al limite della commestibilità :)

Per la ricetta di un banana bread di cui fidarmi ho cercato in rete (prima con "torta banane", ma Mr Google sputava risultati completamente distanti da quello che cercavo, colpo di genio, sostituisco torta prima con "cake", poi con "bread" e vengono fuori le ricette dei miei blog preferiti, be', ma allora potevo cercare direttamente su questi blog?? Certo, ma avete presente la differenza tra ascoltare la propria canzone preferita da un CD e beccarla per caso alla radio? E' un piacere completamente diverso :) dicevo, dunque, dai risultati che son venuti fuori ho scelto la ricetta del banana bread di Cynthia Barcomi pubblicata da Alex, con tutte le sue varianti. L'ho adattata un po' avendo solo 2 banane anzichè 5, ho usato della vergeoise (sostituibile con la cassonade scura belga, o anche con dello zucchero muscovado) al posto dello zucchero per rendere il dolce ancora più scuro e profumato, ed ho sostituito le noci con le arachidi. Come sempre quando la ricetta di base è buona le piccole variazioni non fanno danni, anzi, vi avviso che in compenso se siete in lizza per la prova costume, questo dolce può fare mooolti danni! E' buonissimo, anche dopo diversi giorni, e in questo momento sono legata alla sedia per impedirmi di azzannare l'ultima fetta sopravvissuta, ovviamente non per fronteggiare la prova costume, ma così, solo per decenza. Finisco di scrivere e poi mi slego :)

BANANA BREAD ALLE ARACHIDI

Ing:
250 g di farina 00
150 g di vergeoise
115 g di burro ammorbidito
una manciata di uvetta sultanina
2 banane mature
2 uova
1 cucchiaio di estratto di vaniglia  (o i semi di un baccello di vaniglia)
1 cucchiaino di bicarbonato
70 g di arachidi non salate tritate grossolanamente
(ci sarebbero anche la cannella e la noce moscata che ho omesso)


Lavorare con le fruste elettriche il burro con lo zucchero, poi aggiungere le uova e l'estratto (o i semi) di vaniglia e lavorare bene. Aggiungere le banane schiacciate con la forchetta e mescolarle al composto, poi aggiungere la farina setacciata ed il bicarbonato, le arachidi, l'uvetta, e se li usate la cannella e la noce moscata, mescolando bene per amalgamare.
Imburrare uno stampo da cake (o da semplice torta, se dovete farlo entrare in un fornetto elettrico come me!), io l'ho anche infarinato, e versarvi il composto: cuocere in forno preriscaldato a 180° gradi (io, che ormai comincio a conoscere il fornetto, ho impostato la temperatura a 160° o avrei rischiato di bruciare il dolce) per un'ora.
Il dolce è prondo quando uno stecchino di legno infilato nella parte più alta ne esce asciutto. Far intiepidire prima di sformarlo e farlo raffreddare su una griglia (ma anche direttamente sul vassoio).