martedì 24 maggio 2011

La zucchina lunga siciliana e la minestra, destini intrecciati

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Vi ricordate la disquisizione sui mille tipi di zucchina di un paio di anni fa giusti giusti?? (ma come passa il tempo, e come cambiano le cose, e non esiste più la mezza stagione, etc etc): oltre alle zucchine verde chiaro che in Sicilia sono le genovesi, in Campania sono "quelle col fiore" e a Roma sono le romanesche -croccanti e ottime da saltare in padella, me ne sto facendo scorpacciate-, alle classiche scure (le uniche che si possono grigliare, cedendo docilmente al taglio), e alle tonde - salite agli onori dei blog qualche tempo fa - cd infine c'è il cucuzziello, o cucuzza lunga, o cocozza, insomma, quella zucchina dalla buccia molto liscia e chiara che è lunga, spesso notevolmente lunga,  (a volte esageratamente lunga!!), tipica della Sicilia e relativamente sconosciuta in molte altre regioni (tra cui la Puglia, ma noi siamo così concentrati ad apprezzare la bontà dei cetrioli e delle loro declinazioni  che qualcosa ci sfugge :).
La zucchina lunga l'avevo già trovata a Napoli l'anno scorso (e se vi dico che non ricordo assolutamente cosa ne ho fatto, credetemi, non vi sto chiedendo una cosa molto difficile :-D), e la settimana scorsa mi si è ripresentata dal fruttivendolo dietro casa, già da qualche giorno sotto esame per capire se posso fidarmi oppure no (allo stato dell'arte posso affermare che quasi-quasi-sì, anche perchè tra i vari tipi di pomodori ho trovato nientepopodimeno che i pomodori di Sorrento!), come non provarci di nuovo, magari scrivendo stavolta quello che ci ho fatto, in modo da non stressare quel paio di celle di memoria che ho in dotazione, che poi -ne sono sicura- saranno anche loro più sballate del solito come tutto il resto causa ormoni, che tra le altre cose riescono a cambiare anche le diottrie (!!!!) ?

Volevo la ricerca di una minestra semplice semplice, e  su cookaround ho trovato questa, che siciliana è siciliana, con le dosi un po' a naso, come più o meno le darò io, e che ci è piaciuta molto; vi segnalo anche le ricette dei Calicanti segnalatemi da Elena (QUI e QUI), che proverò penso con più cautela, perchè io ed il mio palato refrattario ancora non riusciamo a stilare un armistizio col pecorino, e vi assicuro che le relazioni bilaterali sono piene di buona volontà da parte nostra, ma il pecorino si ostina a profumare e a sapere di pecorino :)
Ah, solo scrivendo mi sono accorta che la ricetta originale non prevedeva le patate che io ho aggiunto in modica quantità, non so perchè ce le ho messe, ma erano perfette, mettiatecele anche voi :)



MINESTRA DI CUCUZZA (O ZUCCHINA LUNGA SICILIANA)

Ing per 3 persone
1 zucchina lunga (circa 50 cm, più o meno 600 g)
2 patate di medie dimensioni
un pezzetto di peperoncino
mezzo cipollotto
2-300 g di pomodorini (o mezzo barattolo di pomodoro a pezzetti)
Olio extravergine di oliva, 4 cucchiai
150 g di spaghetti spezzati (ottime sia le linguine che gli spaghetti alla chitarra :))

Far soffriggere dolcemente la cipolla tritata nell'olio, aggiungere il peperoncino, le patate pelate e tagliate a tocchetti e far insaporire per qualche minuto. Togliere il peperoncino (o lasciarlo ancora, dipende da quanto è forte e da quanto amate il piccante.
Aggiungere poi la zucchina lavata e tagliata a tocchetti, i pomodori lavati e tagliati a metà (o la polpa di pomodoro) ed aggiungere acqua fredda sufficiente per coprire abbondantemente la verdura. Salare e far cuocere a fuoco moderato per almeno venti minuti (ma io direi che è meglio prendersi almeno 30-40 minuti) e infine cuocere la pasta nella stessa pentola, avendo cura di far bollire a parte un pentolino con dell'altra acqua per aggiungerla se la minestra dovesse asciugarsi troppo.
Sapendo di avere poco tempo per cena, ho preparato la minestra la sera prima e la sera dopo l'ho riportata ad ebollizione versando la pasta,  comodo! (PS: con queste temperature calcolate anche 10 minuti in più per farla intiepidire :)



lunedì 16 maggio 2011

Un gatto' per Wine and the City

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Mercoledi prossimo, 18 maggio, prenderà il via per il quarto anno Wine and the City, una manifestazione nata a Napoli inizialmente come fuori salone di Vitigno Italia e che ora invece vive oramai una vita propria che lega il piacere del vino al piacere di passeggiare per le strade di Napoli e fermarsi a degustare un buon calice di vino in una boutique, o in un negozio di design, o in una galleria d'arte, o in una gioielleria, scoprendo angoli di una città che non si conosce mai abbastanza.


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Questo è quello che è successo a me l'anno scorso, passeggiando sotto una sottilissima pioggia primaverile e saltellando da una stradina all'altra con la guida di Lydia: scoprire una Napoli diversa da quella ultraconosciuta dei monumenti e delle opere d'arte, una Napoli ricca di sorprese e di inventiva, da gustare, anzi degustare, come un buon calice di vino.

Se siete in zona in questi vi invito davvero a farci un salto, magari scegliendo il giorno, il percorso o l'iniziativa che più vi piacciono: trovate il programma dei quattro giorni con i tanti indirizzi da visitare ed eventi a cui partecipare QUI.




Questo gateau di patate e asparagi (o "gatto" che è la trasformazione franco-napoletana che mi ha sempre fatto morire dal ridere) reso soffice e delicato dalla presenza della ricotta e degli asparagi, appunto, è il mio contributo per la staffetta che unisce tanti blogger questa settimana per diffondere Wine and the City, e per il quale, unica volta nella vita di questo blog, sono in grado di dare un abbinamento con un vino speciale, grazie a Tommaso Luongo, delegato dell'AIS Napoli (associazione che curerà le degustazioni in tutta la manifestazione), e scusate se è poco, che consiglia un Collio Sauvignon Blanc Fumat 2009 Collavini.

Da Lydia e Giovanna trovate il calendario dei blogger che partecipano a questa iniziativa con le loro ricette, tutte abbinate a vini eccellenti.



GATEAU SOFFICE DI PATATE E ASPARAGI

Ing: 1 kg di patate
300 g di asparagi
250 g di ricotta
100 g di prosciutto cotto
150 g di scamorza (provola)
3 uova
40 g di Parmigiano Reggiano
burro
sale

Lavare bene le patate e metterle in una pentola colma di acqua fredda, lessarle fino a quando sono morbide, poi pelarle ancora calde (sarebbe l'optimum, ma io l'ho fatto quando erano già fredde, va bene lo stesso) e schiacciarle con lo schiacciapatate (se come me lo avete chiuso in uno scatolone o semplicemente non lo avete, schiacciatele con una forchetta).
Nel frattempo che le patate cuociono, lavare gli asparagli, spezzare la parte più legnosa del gambo e lessarli in acqua bollente salata.
Taglaire a piccoli pezzi il prosciutto cotto e la scamorza.
In una ciotola mettere le patate schiacciate, le uova, il parmigiano, la ricotta, salare e lavorare il tutto accuratamente fino ad ottenere un composto omogeneo.
Imburrare una teglia e cospargela di pangrattato, distribuirvi la prima parte del composto di patate, cospargerlo con la provola ed il prosciutto a pezzetti e con i gambi degli asparagi anch'essi tagliati a pezzetti (lasciate le punte per la parte superiore).
Versare il restante composto, livellarlo bene e cospargerlo di pangrattato. Sistemare le punte di asparagli sulla superficie e cospargere di fiocchetti di burro.
Cuocere in forno caldo a 200° per circa 30 minuti: la superficie deve risultare dorata. Se gli asparagi si stanno seccando troppo potete coprirli con dei piccoli pezzi di carta stagnola.
Far riposare il "gatto" per una ventina di minuti prima di servire.


SOFT POTATOES AND ASPARAGUS CAKE

Ing: 1 kg potatoes
300 g asparagus
250 g ricotta cheese
100 g of ham
150 g scamorza (not smoked) or sweet provolone  
3 eggs
40 g of Parmigiano Reggiano
butter
salt


Wash the potatoes and put them in a pot filled with cold water, boil them until they are soft, then peel while still hot (it would be the optimum, but I did it when they were already cold, that's okay) and mash with a masher (if like me you've locked in a box or simply do not have it, mash with a fork).
While the potatoes are cooking, wash asparagus, break the wooden part of the stem and boil in salted water.
Cut the ham and scamorza into small pieces.
In a bowl put the mashed potatoes, eggs, Parmigiano, ricotta, salt and work it all thoroughly until mixture is smooth.
Butter a baking dish, sprinkle with bread crumbs and spread half of potatoes mixtur, level and sprinkle this surface with scamorza (or provolone) and ham and also the stalks of asparagus also cut into pieces (leave the tips for the top).
Pour the remaining mixture, level and sprinkle with breadcrumbs. Place the tips of asparagli on the surface and sprinkle with small pieces of butter.
Pre-heat the oven and bake at 200 degrees for about 30 minutes until the surface will be golden. If the asparagus are drying up too much you can cover them with small pieces of aluminum foil.
Let rest the cake for about twenty minutes before serving.

martedì 10 maggio 2011

La polpetta unica

Polpette farro e zucchine

Polpette darro e zucchine 1
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Ovvero come unire primo secondo e contorno polpettando felicemente, e contemporaneamente rifilare al marito inconsapevole il buonissimo farro che lui continua a snobbare......ma magari voi cucinate per qualcuno che adora il farro e detesta le zucchine, a meno che non siano ben "impupazzate" (io ne conosco una, che è anche una folle polpettatrice, tra le altre cose :), in ogni caso con questa ricetta fatta apposta per usare la carne tritata avanzata dal ragù alla bolognese della domenica, e, come tutte le polpette in fondo, per usare quello che si ha in frigo, fa al caso vostro come ha fatto al mio :)
Le polpette sono morbide e saporite anche se cotte al forno, anzi, siccome sulla placca del minifornetto non me ne entravano giusto tre, le ho fritte e così ho potuto vedere la differenza: vi assicuro che in questo caso la cottura dietetica non fa rimpiangere assolutamente nulla rispetto a quella goduriosa e malefica in padella, per cui andate di forno tranquillamente!
Io le ho accompagnate con una salsina semplicissima di pomodoro e basilico servita a parte, con pane servito a parte per fare la scarpetta :-D (si, sono senza vergogna, lo so :)

Il post è dedicato non solo a Lydia la polpettatrice folle, ma anche a Chiaretta, la polpetta bellissima di cui è diventata neo-zia, e naturalmente alla sua mammissima, mitica Virginia!!