giovedì 24 febbraio 2011

La polenta senza fatica?

Polenta bianca


E allora che foto è questa? Qualità a parte, è solo un tagliere di polenta.....
A parte che sul "solo" potrebbe rivoltarsi tutta l'Italia oltre Po, ma secondo me anche un bel po' di quella al disotto, questa è una polenta di mais bianco (integrale nel caso specifico), che per chi abita in Veneto può continuare a sembrare una banalità, ma che nel resto di Italia si fa molta fatica a reperire.
Ne avevo già parlato in questo post, dove avevo fatto i pestarei al latte, tradizionale merenda di polenta bianca calda immersa nel latte freddo, e dove avevo usato la farina da polenta classica proprio perchè non ero riuscita a trovare questa tipica farina, che si ricava dal mais bianco perla, presidio slow food veneto.
Inutile dire che da allora la ricerca della farina di mais bianco è stata pervicace ed inarrestabile, ed inaspettatamente qualche mese fa me la trovai davanti in uno scaffale della Coin (!) tra una caccavella e l'altra.
Il sacchetto tanto anelato però, era finito in dispensa in attesa che mi venisse la voglia di rimestare una polenta per 50-60 minuti, il tempo di cottura richiesto da questo tipo di farina, fino a quando: evento numero 1) Ho dovuto svuotare la dispensa come sto svuotando il resto della casa e mi è tornato in mano il sacchetto in procinto di scadere (uomini, donne e soprattutto foodblogger, vi rendete conto di quente cose riempiamo le nostre case? Quante adorabili ciotole,e  utensili, e piattini, e cucchiaini, per non parlare di spezie e farine, dovrete incartare in caso di trasloco?)  e evento numero 2) ho avuto in regalo dalla zia lettrice il secondo libro di Fabio Picchi "Senza vizi e senza sprechi" e sono riuscita a leggerlo velocemente nonostante la catalessi che mi coglie dopo le nove di sera da qualche tempo a questa parte (anche perchè il Picchi, nonostante il pessimo pregiudizio che mi ero fatta di lui vedendolo in una rubrica culinaria del tg2 -piacione, paravento, molto fumo e poco arrosto - scrive di cibo e di cucina in un modo direi più che piacevole, trascinante, e sia con questo libro che con il precedente ("I dieci comandamenti per non far peccato in cucina"), mi è capitato che leggendo mi venisse davvero una voglia travolgente di cucinare per il piacere di condividere, soprattutto)

Leggendo uno dei capitoli iniziali, mi colpì il fatto che lo chef fiorentino affermasse che la storia che la polenta vada rimescolata per tutto il tempo di cottura è in realtà una bufala, e che lui, dopo la rimescolata iniziale mentre versa la farina, lascia la polenta a cuocere per i fatti suoi su un fornello fornito di diffusore. Capite che questa pulce nell'orecchio, insieme alla pregiata farina dalla lunga cottura in odore di scadenza, doveva per forza smuovermi dalla mia pigrizia!

POLENTA DI MAIS BIANCO (SENZA RIMESTARE)

Dunque ieri ho provato, ho lasciato che l'acqua salata bollisse in una ppentola di acciaio con il fondo abbastanza spesso, ho creato un vortice con la frusta ed ho continuato a girare mentre versavo la farina, fino ad avere un composto omogeneo (io la desideravo piuttosto morbida, ho usato circa 1,3 l d'acqua e 250 g di farina di mais bianco) e poi ho lasciato la polenta a borbottare sul fornello (il mio diffusore era in realtà un riduttore, di quelli semplici a forma di croce, per intenderci) incrociando le dita.

La polenta era cotta dopo 45 minuti, perfetta, ma, orrore, il fondo della pentola era orribilmente incrostato, strato superiore di polenta, strato inferiore nero carbone. Panico!
Ho respirato, ho deciso di fidarmi di questo sito che affermava che lasciando la pentola a bagno per tutta la notte si sarebbe scrostata da sola, e mi sono goduta la polenta tagliata a fette, caldissima, con della salsiccia (bè quella l'ho lasciata al marito :) e del caciocavallo irpino appena fuso (embè sì, una cena light...).

E la pentola? La polenta si era effettivamente scrostata quasi del tutto ed il poco residuo nero rimasto sul fondo è andato via con pochissimo sforzo....mi sembra un po' la pubblicità di un detersico per i piatti o il manuale della perfetta casalinga, ma, scusate, per me il fatto di non dover consacrare la serata a pulire una pentola non è un fatto secondario :)

Se ancora non vi è venuta voglia di preparare la polenta vi rimando al post di oggi di Jaio, che ha unito la polenta ad un ragù pazzesco di spuntature di maiale.....prova costume? Ma fa ancora (e di nuovo) un freddo cane!!! Famose sta' polenta!!  :)



mercoledì 9 febbraio 2011

Nonostante l'assenza....

Rose2011


Questa rosa (bè, è una rosellina, ma il primo piano le dà una certa importanza) si trova sul balcone di casa mia, insieme al ficus, al rosmarino, alla salvia, e a tutte le altre piante che nonostante me si sono ostinate in questi anni non solo a sopravvivere, ma anche a crescere e fiorire.

Ora però c'è di strano, e se siete in un momento di mollezza d'animo, anche commovente, che io abbia trovato la rosellina nel pieno del suo sbocciare dopo un periodo di assenza da casa piuttosto lungo, sostentata dall'acqua che le avevo lasciato prima di partire e sopravvissuta al freddo rigido di gennaio (scusate ma questa è colpa di tutti i Remì che mi sono vista quando ero piccola).

Allora, ho lasciato  (e ri-lasciato) la rosa al suo destino, ho lasciato che il ficus ingiallisse completamente senza possibilità di recupero, ho salutato il fucsia acceso dei ciclamini ripetendo come un matra (resistete-resistete-resistete), ed ho abbandonato anche il blog. O così sembra. No, al momento così è.

Cosa è successo?

Mi hanno rapito gli alieni ed ora mentre scrivo mi gratto un chip sottopelle attraverso il quale mi controllano degli omini con gli occhi molto grandi e vuoti su un'astronave (sembrerebbe che nella mia crescita da teleutente sia passata da Remì a X-files senza passare dal via, ma vi giuro che in mezzo ci sono state anche le Charlie's Angels)?

Ho avuto un ingaggio da un ristorante stellato di Parigi ed ora cucino felice nella cucina di Ratatouille?

Sono fuggita nel paradiso fiscale in cui durante tutti questi anni di attività impiegatizia di copertura ho conservato i miei immensi averi?

(Nonostante la stanchezza potrei tirarne fuori tante altre di queste scemenze, ma vi risparmio, almeno per somministrarvi un ritorno non troppo traumatico :)  )

La verità non ha nulla di così fantascientifico o sconvolgente, anche se un po' di sconvolgimento nella mia vita c'è stato: un nuovo lavoro, una nuova città, un nuovo matrimonio....ehm..no, no, il marito è sempre lo stesso, ma il matrimonio è nuovo perchè dopo due lunghi (si, lunghi) anni in cui la vita coniugale si svolgeva a distanza per 5 giorni su 7, ora siamo tornati finalmente a riconvivere, e questo mi rendo conto che non sia di tanto interesse per i lettori del blog, ma vi assicuro che invece per la scrittrice del blog è stata una bella iniezione di entusiasmo e di felicità :)

Dunque sono nella capitale! In questa città che ho sempre amato fin da piccola e in cui ho sempre desiderato abitare, questa città che non è affatto facile da vivere e che però si fa amare lo stesso anche ora che comincio a sbatterci il naso (e qualcuno tra di voi conosce l'entità del mio naso....), questa città che sembra già fin troppo piena e a cui però tocca beccarsi ancora un'altra emigrante, un'altra abbonata atac, un'altra novellina imberbe in fatto di coda alla vaccinara, trippa, gnocchi di semolino, gricia e se vogliamo pure di amatriciana (avevo appena imparato a fare la genovese, ecco che devo ricominciare :)

Il mio collegamento ad internet purtroppo è un po' scalcagnato, la mia attività cuciniera è al momento ridotta ai minimi termini nonchè spesso e volentieri regredita ai livelli del periodo studenteso, e la macchina fotografica l'ho usata una volta in quasi due mesi, per rendere onore alla rosellina quassù.

Questo penso che sarà anche per il prossimo periodo medio-e-spero-non-proprio-lungo, magari ogni tanto proverò a fare capolino sul filo d'erba cipollina, anche senza ricette, così, per fare due chiacchiere (vi devo dire quanto mi manca la blogosfera? Ve lo devo dire???? Mi manca assaissimo, sapevatelo), ma io a chiudere il blog non ci penso proprio, e poi proprio ora che da qualche giorno ha compiuto tre anni......tre anni! Troppe amicizie, troppe persone in gamba, troppe cose ho imparato per mollare.
No, il filo d'erba sarà paziente e mi aspetterà, come spero lo sarete anche voi!