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Il coniglio fa un po' parte di quelle ipocrisie alimentari che mi appartengono (se immagino un coniglietto vivo mi prende male, mi fa impressione guardarlo anche già spellato e pulito, mi sento un po' una truce divoratrice di esseri indifesi guardandolo nel bancone con la sua testina a punta) e che cerco di farmi passare perchè sono ipocrisie, appunto, anche se dettate dalla suggestione.
Certo nessuno mi obbliga a comprarlo, direte voi, ma l'intenerirmi per il povero coniglietto e di fregarmene allegramente per il pollo che gli sta vicino o per il vitello che era quell'ottimo filetto che ho mangiato l'altra sera mi sembra un'accoppiata di stati d'animo che ha dell'insensato; o dell'ipocrita, appunto.
In macelleria questa volta con me c'era anche il marito: che se non era intervenuto quando con un sorriso piuttosto sofferente avevo detto al macellaio che la testa poteva anche tenersela, arrivati alle interiora si è risvegliato "ma no, prendile, possiamo fare il soffritto!".
Ora, per soffritto se siete in Campania e se siete soprattutto nel periodo in cui si uccidono i maiali (gennaio), non si intende quel gentile composto a base di cipolla e sedano che sfrigola nell'olio, ma un piatto a base di fegato, cuore, polmoni e reni fritto in olio con molto peperoncino. Una botta di salute.
Aggiungendo un po' di sofferenza al sorriso di cui sopra mi sono sentita dire "si, lasciali" pensando al volo parabolico che avrebbero fatto nel cestino (dell'umido, ovvio).
In perfetta linea con la mia coerenza, la mattina del gorno dopo ero davanti al pacchetto con un aria di sfida tipo "o voi o io": hanno vinto loro ovviamente, nel senso che sotto la guida del truce consorte ho realmente sezionato il cuore ed i reni, ed affettato il fegato, per farci il leggerissimo soffritto, ma alla fine ero provata come se avessi ucciso e scuoiato una renna (ho visto into the wild da poco, si capisce?).
Cosa c'entra tutto questo preambolo con la ricetta?? Embe', scusatemi, ma stavolta non c'entra davvero niente :), tranne per il fatto che proprio la testa sarebbe servita per fare il brodo, ed io non l'avevo. Ma tranquilli, con l'acqua e' andata benissimo lo stesso :)
La ricetta del coniglio alla sanremese viene dal libro "La gola", vincitore del premio Bancarella della cucina 2010 (premio per il quale ho avuto la fortuna di essere uno dei giurati "a distanza", cosa di cui probabilmente mi sono dimenticata di parlare qui), un libro in cui la stroria e la tradizione della cucina ialiana sono raccontato anche attraverso le ricette. Molto, moldo godibile. Io in genere per valutare l'affidabilità dei libri pan-regionali vado sempre a guardare i capitoli o i tratti che riguardano la Puglia, e ne La gola ad un certo punto si parla anche di focaccia barese, è vero che son giusto tre righe, ma non si fa riferimento alla presenza della patata, che invece e' necessaria, ma, ripeto, si parla di una citazione di poche righe, per il resto ho ragione di credere che le ricette siano piuttosto affidabili, compresa questa,che ha dato un ottimo risultato. Ai liguri o ai sanremesi che passano di qui, chiedo un parere e magari il bollino di autenticità (si, anche senza olive taggiasche :))
CONIGLIO ALLA SANREMESE
Ing per 4-6 persone
Un coniglio già diviso in pezzi
50 g di olive liguri in salamoia (io ho usato olive di Gaeta)
Una cipolla
Olio extravergine di oliva
Un rametto di rosmarino
una foglia d'alloro
un pizzico di timo (ho messo un paio di rametti)
una costa di sedano
qualche gheriglio di noce
buon vino rosso (io avevo appena aperto una Falanghina, ho usato quello anche se bianco)
sale
Il coniglio deve essere pulito e tagliato a pezzi, tenendo da parte la testa ed il fegato, potete farlo fare dal macellaio. Io la testa gliel'ho lasciata volentieri, spiegherò come deve essere usata nella ricetta, ma io non l'ho fatto. In una casseruola capiente di coccio (io ne ho usata una di smalto) far soffriggere la cipolla affettata, son il sedano tritato, i rametti di rosmarino e di timo, e la foglia d'alloro. Unire i pezzi del coniglio e farli rosolare bene (io avrei potuto farlo un po' di più), poi aggiungere i gherigli pestati ed un bicchiere di vino, farlo evaporare a fuoco vivace.
A questo punto bisognerebbe aggiungere del brodo fatto lessando la testa del conoglio spaccata a meta (se ci riuscite avrete la mia ammirazione incondizionata) ed il fegato. Ricavare la carne dalla testa e tritarla, tritare anceh il fegato ed aggiungerli al coniglio nella casseruola. Completare al cottura del coniglio aggiungendo il brodo ottenuto dalla testa. Io ho completamente saltato questa parte, e al posto del brodo ho usato semplicemente dell'acqua calda. Se volete addensare il sugo potete diluire della farina in un pò di brodo ed aggiungerla al coniglio: io di solito amo i sughetti cremosi ma questa volta non l'ho fatto.
Non lesinate con il brodo perchè il condimento dovrà essere abbondante. A metà cottura aggiungere le olive.
L'autore dice che con questo sughetto si possono condire delle tagliatelle, ed in tal caso bisognerà omettere le olive.
SANREMO RABBIT
Ing for 4-6 people
A rabbit already cut into pieces
50 g Ligurian olives in brine (I used Gaeta olives)
1 onion
Extra virgin olive oil
A sprig of rosemary
one bay leaf
a pinch of thyme (I put a couple of sprigs)
a branch of celery
some walnuts kernel
good quality red wine (I had just opened a Falanghina bottle, I used it although white)
salt
50 g Ligurian olives in brine (I used Gaeta olives)
1 onion
Extra virgin olive oil
A sprig of rosemary
one bay leaf
a pinch of thyme (I put a couple of sprigs)
a branch of celery
some walnuts kernel
good quality red wine (I had just opened a Falanghina bottle, I used it although white)
salt
The rabbit must be cleaned and cut into pieces, keeping aside the head and the liver, you can get it done by the butcher. I gladly left the head to the butcher: I'm going to explain how it sould be used, but I didn't. In a large crock pot (I used a glaze one), fry the onions sliced, the celery chopped , sprig of rosemary and thyme, and bay leaf. Add the pieces of rabbit and brown well (I could do a little more), then add the crushed kernels and a glass of wine, let it evaporate over high heat.
At this point, you should add the broth made boiling the rabbit head split in half (if you manage to do this you will have my unconditional admiration) and the liver. Extract the meat from the head and chop, chop the liver too and add to the rabbit in the casserole. Finish cooking the rabbit adding the stock obtaioned from the head. I completely missed this part, so I used plain hot water instead of broth. If you want to thicken the sauce you can dilute some flour in a little cup of broth and add it to the rabbit: I usually love the creamy sauce but this time I did not.
Do not skimp with the stock because the sauce must be plentiful. Add the olives at mid-cooking time (whole time will be about 40 minute).
The author says that you can season some tagliatelle with the sauce, and in this case you must omit the olives.
Do not skimp with the stock because the sauce must be plentiful. Add the olives at mid-cooking time (whole time will be about 40 minute).
The author says that you can season some tagliatelle with the sauce, and in this case you must omit the olives.






