venerdì 29 ottobre 2010
Devo farlo
mercoledì 27 ottobre 2010
Salone del gusto: ancora un po'..st
Di gente del fud ne avete già vista in giro, se avete letto i bei post di Lydia e di Giovanna ad esempio, e quello dei Calicanti, che mi ha fatto quasi venir voglia di posare la penna, perchè con la consueta delicatezza ha espresso moltissime delle sensazioni che ho provato. O ancora i post degli altri blogger che hanno vissuto come noi quest'avventura, Fabrizio, Sara, Lucia, Fabiana, Titti (aspettando Chiara :)
Quindi sapete già quanto siano stati accoglienti, simpatici, organizzati e pazienti, tutti i componenti dello staff Garofalo**, e quanto ci abbiano fatto sentire a casa in quello stand ultra-figo - diciamolo - che dopo i primi 5 minuti di timore è diventato un luogo amico, il punto di riferimento a cui tornare per riposarsi, ridere, mangiare, incontrare.
Allora io posso raccontarvi per esempio (e per evitare incidenti diplomatici! :) delle fantastiche introduzioni che Emidio Mansi faceva prima delle esibizioni di noi blogger (per inciso, Emidio è il direttore commerciale della Garofalo, che se per caso come me immaginate un direttore commerciale un po' attempato, impettito, incravattato e pure un po' supponenente, siete assolutamente fuori strada :). Con fare istrionico e con una favella notevole ipnotizzava gli astanti, e senza battere ciglio ha raccolto il guanto della sfida che ad un certo punto (noi, mai contenti, ehh) gli abbiamo lanciato dopo aver sentito nominare un indefinito numero di volte la cucina da 250000 euro "ma cambiare presentazione??": altro che schiaffo morale ci ha dato, peccato che ero gia' un po' in coma per godermi la sua performance con l'introduzione nuova di zecca, visto che dopo quel minuto di parlantina sicura e disinvolta avrei dovuto aprire bocca io. Io! che la sera prima, dopo aver realizzato che davvero avrei dovuto parlare, avevo provato a buttare giù due parole sulla moleskine, e che ovviamente al momento giusto ho opportunamente dimenticato, io che posso già dirmi soddisfatta che la voce non abbia tremato troppo e che sia riuscita ad infilare un paio di soggetto-verbo-complemento di fila.
Posso raccontarvi dell'unico blogger uomo presente (caso mai non si fosse detto abbastanza!) che ostentava sicurezza ma a guardargli bene le mani mentre preparava la sua gricia con le cipolle caramellate (!) ci si sarebbe accorti che gli tremavano, dell'allegria, della simpatia e dell'affetto della trend-setter dei foodblogger (smalto, collane orecchini, ditemi dove non fa tendenza) Lydia (magari potervi parlare delle sue frittatine, ma non c'ero!), della timidezza e della modestia di due delle blogger che ammiro di più, Maite e Marie, e dell'assenza (purtroppo)! del fotografo, posso raccontarvi di Giovanna che anzichè morire come pensava lei :) è stata capace di rapire il pubblico con il racconto dell'origine della pasta mista e sui fagioli freschi campani (cercavo di concentrarmi a fare le foto e niente, mi distraevo per ascoltarla :).
Posso raccontarvi delle persone che si sono sedute a quei tavolini apparecchiati per quattro, tante persone che hanno scoperto l'esistenza dei food blog, e che magari se già ne erano a conoscenza hanno scoperto che non siamo solo chiacchiere (speriamo!) ma anche chiacchiere :)
Posso raccontarvi degli incontri che -seppure programmati e desiderati, o inaspettati! - si sono alla fine materializzati nella casa-base: Artemisia, donna pacata, enigmatica e molto interessante (e altissima!), Lory (si, proprio lei, la mitica, cara cheffa, proprio la Lory che da qualche settimana ha chiuso la Mercante di spezie....ma magari di questo ne riparliamo :) che nonostante la stanchezza ha guidato me e mio marito (affamati!) nel vortice dello street food, dove abbiamo fatto veramente danni, Twostella, dolcissima e rassicurante, Daniela, ancora più simpatica di quanto mi aspettassi, ed effettivamente pazza in pari entità, la giovanissima Valentina, e ancora Lisa e Mariella.
Ora non resta che tornare con i piedi per terra, e magari anche riguadagnare il foro sulla cintura che è pericolosamente scivolato troppo in là :)
**Siccome ho sempre la memoria di un pesciolino, cito da Lydia i nomi: Rita, Piero, Laura, Giorgio, Luca, Silvia, Giusy, Guya, Thoeun, Emidio naturalmente, e ancora la signora Palmira e lo chef Daniele, davvero grazie a tutti :)
lunedì 25 ottobre 2010
Il salone del gusto: cominciamo dalla pasta!
Olio extravergine di oliva
Il risultato è una salsina scura e leggermente densa, che lega molto meglio del semplice olio in cui si è fatto soffriggere l'aglio (nota: dirlo alla mamma :)
venerdì 22 ottobre 2010
Biscotti vitaminici e...si parte per il Salone del Gusto!
La pila di fogli A4 su cui stampo le ricette da provare - il cui iter naturale sarebbe quello di essere man mano provate, appunto, ed in caso di riuscita positiva trascritte a mano sui quadernetti ad anelli dalle pagine a righe gialle (è un retaggio preistorico, lo so, ma non so farne a meno) - sta assumendo proporzioni ingestibili. Impossibile piegarla completamente in due per conservarla in ordine in attesa dell'archiviazione, la massa cartacea assume una forma semi ellittica i cui bordi sfuggono foglio per foglio ai tentativi di schiaffarla a forza in quell'angolo della mensola tra i due quadernetti ad anelli: e per la serie "faccio quello che voglio!!"(cit.) , ho autonomamente deciso di poggiare l'informe sul ripiano della cucina (e posto d'onore accanto al kenwood!).
Sono buonissimi, più o meno sani (carote e fiocchi d'avena insieme sono l'alibi perfetto) e sufficientemente energici per affrontare il......
.
'
....Salone del Gusto!!!
E già, perchè incidentalmente e da perfetta incosciente, come dice Giovanna, ho partecipato e vinto (insieme ad altri 9 blogger, tra cui Lydia, i Calicanti -lupus in biscottus - e Giovanna, da lei e Lydia trovate tutto il programma) il concorso "Blogger in scena al salone del gusto" organizzato dalla Garofalo, e quindi sabato e domenica mi faro' felicemente inghiottire in questo marasma, insieme all'incolpevole marito, che avrà i molteplici compiti di riportarmi con i piedi per terra, impedirmi di dissipare lo stipendio, assistere pazientemente agli incontri con le amiche blogger (non vedo l'ora!!), darmi una botta in testa quando l'ansia prenderà il sopravvento, e altre cose cosi, e per tutto questo sarà canonizzato quanto prima.
Chi di voi andrà al Salone, si materializzi in qualche modo, io starò vagando con sorriso ebete e famelico tra gli stand, ed in particolare mi troverete domenica alle ore 14 a cucinare le sigarette con le alici, friarielli e purea di fagioli di Controne nello stand della Garofalo, dove, come per tutti gli altri blogger vincitori, potete prenotare la degustazione gratuita.
E visto che si esibisce stasera alle 20 con le sue frittatine di maccheroni (prenotatevi!) e che noi povere ansiose ci poggeremo sulle sue spalle per scaricare l'ansia......in bocca al lupo, Lydia!!!
BISCOTTI ALLE CAROTE E AVENA FARCITI (ANCHE NO)
Ing:
160 g di burro a temperatura ambiente (230 g nella ricetta originale)
100 g di zucchero semolato (200 g nella ricetta originale)
100 g di vergeoise (200 g di zucchero di canna nella ricetta originale)
2 uova a temperatura ambiente
1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia
280 g di farina più quella per la lavorazione
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di lievito per dolci
1/4 di cucchiaino di sale
1 cucchiaino di cannella in polvere
una grattugiata generosa di noce moscata (1/2 cucchiaino nella ricetta originale)
1/2 cucchiaino di zenzero grattugiato (macinato nella ricetta originale)
200 g di fiocchi d'avena
3 grosse carote grattugiate
145 g di uvetta (io non l'ho usata)
Lavorare il burro con gli zuccheri fino a quando diventa spumoso, poi incorporare le uova e la vaniglia. Tritare i semi d'avena grossolanamente (non previsto nella ricetta originale, ma io li preferisco tritati, danno il sapore senza attaccarsi fastidiosamente ai denti).
A parte mischiare gli ingredienti secchi (farina, bicarbonato, lievito, spezie) ed unirli alla crema di burro, poi aggiungere i fiocchi d'avena, le carote ed eventualmente l'uvetta, mescolare velocemente e far riposare in frico per una o più ore.
Formare con le mani delle palline grandi più o meno come una noce e porli su una placca da forno rivestita di carta forno, distanziandoli di 5 cm. I biscotti tendono a "sedersi": i biscotti in foto non sono molto schiacciati perchè li ho fatti usando le palline ancora congelate, mentre quelli cotti subito, appena formati, si sono chiacciati un pochino di più.
Cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 15 minuti, devono essere dorati, ed anche croccanti, in teoria, ma a me sono rimasti morbidi, forse per le quantità inferiori di burro e zucchero, ma a me sono piaciuti molto anche così.
Potete farcirli con una crema ottenuta mescolando 225 g di formaggio fresco, 120 g di zucchero a velo, 115 g di burro a temperatura ambiente, 1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia (come da ricetta di Martha Stewart) .
lunedì 18 ottobre 2010
Lunedi' rosa per la campagna di prevenzione del tumore al seno
sabato 16 ottobre 2010
Lievito madre, kaki ed io: presenti al WBD 2010
Il sumac (o sommacco) è una spezia molto usata in tutto il medio oriente, il suo sapore è un po' acre, ed il profumo non lo so spiegare, ma è buona, fidatevi, e nella miscela che ho trovato qui si esprime magnificamente.
E lo zathar nella crema al burro con un po' di fior di sale, è pericoloso, molto pericoloso :))
130 g di polpa sgocciolata di kaki
***Per usare il lievito di birra le dosi diventano: 35o g di farina manitoba, 150 g di farina semiintegrale, 175 ml di acqua e 75 ml di latte, 10 g di lievito di birra (o 25 g se avete poco tempo) il resto tutto uguale
Per la crema di burro allo zathar
1 cucchiaio di foglioline di timo, 1 cucchiaio di semi di sesamo tostati, 1 cucchiaio di sumac, 50 g di burro morbido, una presa di fior di sale.
Coprire con la pellicola, far lievitare in un posto riparato fino al raddoppio (ci vorranno circa 3 ore).
Per la crema al burro, lavorate il burro morbido con le spezie ed il fior di sale ino a farlo diventare cremoso e servitelo con i funghetti atomici....io l'ho detto che è pericoloso!
Enjoy your world bread day and...your week end too!
130 g of persimmon pulp
***You can use normal fresh yeast with these proportions: 150 g mid-wholemeal flour, 350 g Manitoba flour, 175 g water, 75 g milk, 10 g fresh yeast (or 25 g if you have lack of time), the other ingredients unchanged.
For zathar butter cream
1 tbs of thyme leaves
1tbs of roasted sesame seeds
1 tbs of sumac
50 g butter
1 pinch of fleur de sel
For zathar butter cream: make the zathar mixing thyme, sumac and roasted sesame seeds, then work the softned butter with a tbs of this mixtur and fleur de sel, until creamy.
martedì 12 ottobre 2010
E' l'autunno bellezza, consoliamoci con la zucca
Ing: (per 2-5 persone)
1/2 kg di zucca
125 g di mascarpone
2 uova
40 g di fecola di patate
30 g di burro
peperoncino (omissis)
latte
sale, cannella noce moscata
pangrattato (omissisis)
Per la crema
250 g di Brie, latte
Per sformare il flan (o tagliare delle forme con il coppapasta, come ho fatto io, fatelo raffreddare bene dopo averlo sfornato, altrimenti potete servirlo subito accompagnato dalla salsa al Brie.
Ing: (for 2-5 people)
1 / 2 kg pumpkin
125 g mascarpone
2 eggs
40 g of potato starch
30 g butter
chili (omitted)
milk
salt, cinnamon, nutmeg
breadcrumbs (omissisis)
For the cream
250 g of Brie, milk
Put the eggs in a bowl with the mascarpone and potato starch, salt, and add a pinch of nutmeg and a pinch (plenty for me) of cinnamon, mix well and then add the cooked pumpkin to the mixture and spread it into a oven dish or in individual molds, before buttered (and sprinkled with bread crumbs, Ididn't use it).
Bake in a bain-marie in oven at 180 degrees for about an hour (try to stick a wooden skewer, it will be dry).
If you want to unmold the flan (or cut shapes with cutter as I did, let it cool well after baked: if not, you can serve the flan immediately, with the brie cheese sauce..
venerdì 8 ottobre 2010
Quattro mani in pasta e un pettine per garganelli
Come aveva già detto ad Enza, Silvia mi riepiloga l'utile e l'essenziale
- la sfoglia va tirata sottile, pena la cattiva riuscita del garganello (grazie per non avermi detto che o si fa a mano o niente, l'Imperia è stata felice di lavorare per noi :)
'- l'impasto si può preparare il giorno prima e conservare in frigorifero bene avvolto nella pellicola, cosa che ho fatto.
Per questioni di tempo abbiamo cotto i garganelli subito dopo aver finito di prepararli, e forse è questo il motivo per cui in cottura hanno perso la loro tridimensionalita (pur non acciaccandosi): forse lasciandoli asciugare per bene non sarebbe successo?
Update: conferma sia da Silvia che da papà Tzaziki, se i garganelli vengono lasciati essiccare sul tagliere non perdono la loro forma in cottura
Come in una radio di quartiere, questo post lo dedico ad Alex (almeno in foto, potrai!) che ha saputo leggere -quasi prima che me ne rendessi conto io stessa - nel mio sguardo raggiante, mentre Silvia mi metteva in mano quest'attrezzino sconosciuto e pieno di sconosciute tradizioni, il pensiero fulmineo alla pasta session che sarebbe stata.
Quale sarà la prossima pasta?
Ing: per 3 porzioni
200g di farina 00
2 uova (le mie uova erano piccole, ho usato 2 uova e un tuorlo)
Per il condimento
400 g di pomodorini perini o pachino
un cucchiaio di erbe provenzali*
sale fino
olio extravergine
uno spicchio di aglio
*ho ricevuto in poco tempo due tipi di erbe provenzali, da Alex e dalla parte belga della famiglia: qui ho usato queste ultime, in cui l'odore della lavanda era meno intenso
Impastare la farina con le uova fino ad avere un impasto liscio e sodo. Io non ho lavorato molto a lungo la pasta, prevedendo che lo avrei fatto con la macchinetta Imperia. Potete conservarlo in frigo anche per 24 ore, avvolto nella pellicola.
Dividere l'impasto in 4 parti, prenderne una e coprire l'impasto restante con una ciotola. Passarlo parecchie volte sotto i rulli scegliendo lo spessore più doppio: mama e suocera mi hanno insegnato che in questi casi bisogna passare, piegare e ripassare il rettangolo di sfoglia fino a quando non forma una bollicina di aria.
Ritagliare con un coltello dei quadrati di circa 4x4 cm, avvolgerli sul bastoncino di legno e passarli sulel corde del pettine. Consiglio: fare in modo che il rettangolo di pasta aderisca bene al bastoncino, ma non premere troppo, o non si riuscirà a sfilare il garganello. Insomma, come al solito di tratta sempre di fare un po' di pratica, ma in questo caso si impara subito. Continuare fino ad esaurimento dell'impasto, infarinando quando necessario con farina 00.
Per i pomodori confit: ungere con un filo d'olio una pirofila, sistemare sul fondo i pomodori tagliati a fette, distribuirvi l'aglio tritato, le erbe, il sale, ed ancora un filo generoso di olio e infornare a 150 gradi per circa un'ora.
Cuocere la pasta in acqua salata (ci vorrà meno di un minuto), scolarla e condirla con i pomodorini ed il loro olio.
Ing: 3 servings
200g flour 00 (plain flour)
2 eggs (my eggs were small, I used 2 eggs and one yolk)
For the dressing
400 g "perini" tomatoes or cherry tomatoes
a tbs of Provencal herbs *
salt
extra virgin olive oil
a clove of garlic
Mix the flour with eggs until you have a smooth and hard dough. I didn't work very long the dough, because I would have done with the Imperia machine. You can keep in the refrigerator for 24 hours, wrapped in plastic film.
Now pass the rectangle of dough at the third notch (starting from the thinnest part) and then move on the last notch (thinner) and obtain final sheet.
Cook pasta in salted water (it will take less than a minute), and dress with the tomatoes and their oil.
Le altre sessioni di pasta con Lydia - The other homemade pasta session with Lydia
I fusilli cilentani - Campania
I minuicchi (cavatelli) - Puglia
Le orecchiette - Puglia
martedì 5 ottobre 2010
Japanese sweeties: quando i fagioli sono golosi e dolci come.....
....le castagne? Forse. Cerco ancora di capire cosa mi possa ricordare la crema di azuki mentre la mangio a cucchiaini, e riesco solo ad associarla vagamente alla crema di castagne, se mi sforzo un po' mi viene in mente quella fantastica crema di marroni dell'Ardèche arrivata dritta dritta da Parigi.
40 g di fiocchi d'avena (o riso soffiato, per renderli gluten free)
70 g mandorle tritate (40 nella ricetta originale)
(2 cucchiai di purea di mandorle -l'ho omessa aumentando la quantità di mandorle)1 cucchiaio di semi di sesamo nero
60 g vergeoise (40 g di zucchero di canna nella ricetta originale)
Preparare la pasta di azuki secondo la ricetta che preferite.
Preparare i biscotti
Staccare delle palline di impasto ed appiattirle su un ripiano infarinato, posarci sopra un cucchiaino di pasta di azuchi e chiudere con un altro disco di impasto, sigillando bene i bordi.
Cuocere per circa 15-20' in forno preriscaldato a 180°. I biscotti sono pronti quando i bordi sono coloriti e la superficie risulta asciutta al tatto.
Ing: (about 10 cookies, depending on size)
50 g buckwheat flour (rye in the original recipe)
40 g oatmeal (or puffed rice to make them gluten free)
70 g ground almonds (40 in the original recipe)
(2 tablespoons of mashed almond-l I have omitted it and increased the amount of almonds)
1 tablespoon black sesame seeds
Vergeoise 60 g (40 g of sugar cane in the original recipe)
2-3 tablespoons milk (even soy, mine was ordinary cow milk)
For the filling: express azuki paste
Ing: 200 g boiled azuki beans
100 g sugar
I have adapted this recipe to my already boiled red beans (soaked for 12 hours and boiled in water for 1 h and 30 '). Then I've blended them and put into a saucepan with sugar and a few tablespoons of water. Cook for about 30 'stirring often and adding water if necessary. The final consistency should look like something between a cream and a jam. Keeps in the fridge for several days.
Prepare the biscuits
Take a little ball of dough and flatten on a floured tray, put on a teaspoon of azuki paste and close with another disc of dough, sealing the edges well. Bake for about 15-20' in preheated oven at 180 degrees.
Cookies are ready when the edges are brown and the surface is dry to the touch.
venerdì 1 ottobre 2010
Fiamme che si riaccendono (sotto la pentola per la pasta)
Il tema del piatto da preparare è il territorio, benedetto, amato, finalmente tanto rivalutato territorio, bellissimo tema che, come avviene spesso in questi casi, mi suscita immagini nostalgiche e sovrapposte di orecchiette, lampascioni, cime di rapa, cozze (con annessi patate e riso), primitivo, etc etc.
Solo che io non metto piede in terra di Puglia da un po',; ma vi pare che qui in Campania, tra provincia di Napoli e di Salerno (senza rivalità stavolta!) non si trovi un po' di territorio da mettere nel piatto?
I friarielli che cominciano a fare capolino in questi giorni, anche se mi sembra così strano vederlì in estate (come? non è più estate??? :), un vasetto di fagioli di Controne che sembrava non aspettare che questa occasione per manifestarsi nel freezer, quelle alici piccole, del Tirreno, per carità, che sennò non sanno di niente, comprate in abbondanza e anche loro conservate in freezer, l'aglio di Nubia (grazie Enza!!), con gli spicchi rosa dal profumo intenso e delicato: a me è sembrato abbastanza naturale vederli insieme, le alici con i friarielli che mi ricordano la presenza delle acciughe nella pasta con le cime di rape pugliese, il pizzico del peperoncino, il velo di purea dei delicati fagioli a dare morbidezza all'insieme dei sapori decisi di friarielli e delle alici.
Io dico che questo entra nei miei piatti per l'autunno/inverno 2010, a patto di riuscire nell'impresa titanica di acchiappare il pescivendolo nel suo improbabile e striminzito orario di apertura :)
Ing (x 2 porzioni)
100 g di friarielli già mondati (solo i germogli e le foglioline più tenere)
100 g di fagioli di Controne già lessati
10-15 alici piccoline
uno spicchio d'aglio di Nubìa
un pezzetto di peperoncino
Sale, pepe
150 g di pasta formato sigarette
Frullare i fagioli con un po' della loro acqua di cottura (o aggiungerne un po' se ci vuole), salare, pepare e fare uno specchio di purea di fagioli su ciascun piatto.
Versare la pasta nell'acqua bollente, e dopo 5 minuti aggiungere i friarielli: quando la pasta è ancora al dente conservare un po' dell'acqua di cottura, scolarla e saltare la pasta e i friarielli nella padella con le alici, aggiungendo un po' di acqua se necessario e portando a cottura.
Sistemare le sigarette così condite sulla purea di fagioli, completare con un giro d'olio e le alici lasciate da parte e servire.















