venerdì 29 ottobre 2010

Devo farlo

Anche se di solito tengo i miei sentimenti più veri fuori da questo blog. Ma è da ieri sera che non riesco a pensare ad altro, e anche se non serve a nulla io non posso fare a meno di esprimere a Viviana ed al suo Gp la tristezza infinita che sento usando il blog, lo stesso mezzo con cui lei ha sempre comunicato la sua allegria, il suo entusiasmo, la sua generosità, e infine il suo amore di mamma.

Ciao Samuele.

mercoledì 27 ottobre 2010

Salone del gusto: ancora un po'..st

SaloneGarofalo

Di gente del fud ne avete già vista in giro, se avete letto i bei post di Lydia e di Giovanna ad esempio, e quello dei Calicanti, che mi ha fatto quasi venir voglia di posare la penna, perchè con la consueta delicatezza ha espresso moltissime delle sensazioni che ho provato. O ancora i post degli altri blogger che hanno vissuto come noi quest'avventura, Fabrizio, Sara, Lucia, Fabiana, Titti (aspettando Chiara :)

Quindi sapete già quanto siano stati accoglienti, simpatici, organizzati e pazienti, tutti i componenti dello staff Garofalo**, e quanto ci abbiano fatto sentire a casa in quello stand ultra-figo - diciamolo - che dopo i primi 5 minuti di timore è diventato un luogo amico, il punto di riferimento a cui tornare per riposarsi, ridere, mangiare, incontrare.

Allora io posso raccontarvi per esempio (e per evitare incidenti diplomatici! :) delle fantastiche introduzioni che Emidio Mansi faceva prima delle esibizioni di noi blogger (per inciso, Emidio è il direttore commerciale della Garofalo, che se per caso come me immaginate un direttore commerciale un po' attempato, impettito, incravattato e pure un po' supponenente, siete assolutamente fuori strada :). Con fare istrionico e con una favella notevole ipnotizzava gli astanti, e senza battere ciglio ha raccolto il guanto della sfida che ad un certo punto (noi, mai contenti, ehh) gli abbiamo lanciato dopo aver sentito nominare un indefinito numero di volte la cucina da 250000 euro "ma cambiare presentazione??": altro che schiaffo morale ci ha dato, peccato che ero gia' un po' in coma per godermi la sua performance con l'introduzione nuova di zecca, visto che dopo quel minuto di parlantina sicura e disinvolta avrei dovuto aprire bocca io. Io! che la sera prima, dopo aver realizzato che davvero avrei dovuto parlare, avevo provato a buttare giù due parole sulla moleskine, e che ovviamente al momento giusto ho opportunamente dimenticato, io che posso già dirmi soddisfatta che la voce non abbia tremato troppo e che sia riuscita ad infilare un paio di soggetto-verbo-complemento di fila.

Posso raccontarvi dell'unico blogger uomo presente (caso mai non si fosse detto abbastanza!) che ostentava sicurezza ma a guardargli bene le mani mentre preparava la sua gricia con le cipolle caramellate (!) ci si sarebbe accorti che gli tremavano, dell'allegria, della simpatia e dell'affetto della trend-setter dei foodblogger (smalto, collane orecchini, ditemi dove non fa tendenza) Lydia (magari potervi parlare delle sue frittatine, ma non c'ero!), della timidezza e della modestia di due delle blogger che ammiro di più, Maite e Marie, e dell'assenza (purtroppo)! del fotografo, posso raccontarvi di Giovanna che anzichè morire come pensava lei :) è stata capace di rapire il pubblico con il racconto dell'origine della pasta mista e sui fagioli freschi campani (cercavo di concentrarmi a fare le foto e niente, mi distraevo per ascoltarla :).

Posso raccontarvi delle persone che si sono sedute a quei tavolini apparecchiati per quattro, tante persone che hanno scoperto l'esistenza dei food blog, e che magari se già ne erano a conoscenza hanno scoperto che non siamo solo chiacchiere (speriamo!) ma anche chiacchiere :)

Posso raccontarvi degli incontri che -seppure programmati e desiderati, o inaspettati! - si sono alla fine materializzati nella casa-base: Artemisia, donna pacata, enigmatica e molto interessante (e altissima!), Lory (si, proprio lei, la mitica, cara cheffa, proprio la Lory che da qualche settimana ha chiuso la Mercante di spezie....ma magari di questo ne riparliamo :) che nonostante la stanchezza ha guidato me e mio marito (affamati!) nel vortice dello street food, dove abbiamo fatto veramente danni, Twostella, dolcissima e rassicurante, Daniela, ancora più simpatica di quanto mi aspettassi, ed effettivamente pazza in pari entità, la giovanissima Valentina, e ancora Lisa e Mariella.


SaloneStand


In tutto questo siamo anche riusciti a fare dei giri per gli stand (ma mica dei giri casuali....il marito tra la planimetria stampata su carta e quella che aveva lui in testa è riuscito a non farmi perdere neanche uno stand - almeno in teoria, perchè in alcuni momenti di affollamento totale ammetto di essermi fatta trascinare dalla folla senza riuscire a capire dove fossi :)), come previsto sempre il suddetto marito ha frenato danni economici e logistici notevoli (se fossi stata da sola avrei comprato di sicuro sia il sedano rosso che i porri di Cervere, salvo darmi della deficiente ad ogni passo del viaggio di ritorno :)

Siamo tornati con una prosperosa treccia di aglio di Nubia (quello di Enza sta finendo, potevo rimanere senza??), con una vaschetta di topinambur (non ho resistito, qui il Lidl mi ha illuso solo una volta che potevo trovarlo), con un vasetto di confettura di pere pericine (che avrà un seguito :), con un kg di farina Marino (quella che usa Bonci, non si sa mai che faccia il miracolo con le mie pizze con il LM:), e infine con un pezzetto di Fatulì un formaggetto di capra stagionato e affumicato con i rami di ginepro, di cui sono già innamorata nonostante la mia tolleranza per i formaggi di capra non arrivi neanche ai petits chèvres, e le cui scaglie dal profumo intenso sono finite già su questa zuppetta, ed infine un sacchetto di chips di fagioli nordici (con la scusa di regalarli pero' :)

Oltre che ai porri ed al sedano, ho resistito al boccaccio gigante di olive in salamoia pugliesi (si, quelle di Gaeta sono buonissime, quelle greche qualche volta si puo' fare, ma le mie olive "in acqua" cominciano a mancarmi davvero troppo!), a sedermi davanti ad un banco di ostriche e mandare in malora tutto il resto (e anche il mio fegato), a decine e decine di confetture, composte e mostarde (ne ho assaggiata una de Le Tamerici, sublime), alla tête de moine e soprattutto all'attrezzino con cui si ricavano le sfoglie, agli aceti di Banyuls aromatizzati (li ho assaggiati tutti, e tutti li avrei comprati), e a tante altre cose, che per la mia salute mentale cerco di rimuovere.

Ora non resta che tornare con i piedi per terra, e magari anche riguadagnare il foro sulla cintura che è pericolosamente scivolato troppo in là :)



**Siccome ho sempre la memoria di un pesciolino, cito da Lydia i nomi: Rita, Piero, Laura, Giorgio, Luca, Silvia, Giusy, Guya, Thoeun, Emidio naturalmente, e ancora la signora Palmira e lo chef Daniele, davvero grazie a tutti :)

lunedì 25 ottobre 2010

Il salone del gusto: cominciamo dalla pasta!

SigaretteGarofaloeCimeDiRape
La ricetta cucinata nello stand Garofalo


Sono stati due giorni intensi quelli al Salone del Gusto di Torino, pieni di incontri, belle persone, cibo, blogger che non conoscevo e blogger che desideravo tanto conoscere, cammino a piedi - e quanto cammino, i piedi urlano vendetta.
Appena metto un po' in ordine le idee e le foto vi racconterò un po' del Salone visto e vissuto da me, per ora questo post lampo serve a chi, dopo la degustazione nello stand della Garofalo, mi ha chiesto la ricetta della pasta che avevo preparato insieme allo chef Daniele Abbate e con l'aiuto infaticabile della signora Palmira. La ricetta prevista era la stessa con cui ho partecipato al contest, questa, poi è cambiata leggermente per adattarsi agli ingredienti che avevamo trovato (anzi, che lo staff Garofalo ha trovato, grazie davvero a tutti, ed in questo caso a Laura per la spesa :), ed è anche migliorata grazie alla mano sapiente un paio di trucchetti dello chef che è meglio che annoti subito, prima di dimenticarli :)


SIGARETTE CON LE CIME DI RAPA, ACCIUGHE E FAGIOLI A FORMELLA

Ing x 4 persone
350 g di pasta (formato sigarette Garofalo)
1 kg di rape da pulire per ricavare circa 200 g di cime e piccole foglie (molto dipende da come sono le cime di rapa, e quanto scarto dovrete fare)
1 piccolo peperoncino (o mezzo)
1 spicchio d'aglio
acciughe sotto sale (circa 60 g già diliscate)
olio extravergine d'oliva


Fagioli a formella già lessati, 200 g (o 300 g di fagioli cannellini, o di Controne, o altro fagiolo bianco dal sapore delicato)
Sale, pepe
Olio extravergine di oliva
1 spicchio d'aglio


Preparare la purea di fagioli: io nella ricetta li avevo frullati nature, aggiungendo solo un po' di sale e n filo d'olio sul piatto finito, invece..

Cosa ha fatto lo chef: ha preparato un fondo di cottura con olio abbondante ed uno spicchio d'aglio, facendolo soffriggere bene, poi ha versato i fagioli lessi e li ha lasciati insaporire per 5-1o minuti, poi ha salato e pepato. L'olio serve non solo ad insaporire, ma anche a far si che la crema di fagioli si leghi e resti molto più liscia ed omogenea rispetto a quella senza olio (ed infatti era liscissima, bellissima da vedere :). Tenere in caldo.
Pulire le cime di rape ricavando solo le cime e le foglie più tenere, lavarle accuratamente. Ora ci sono due possibilita': lessarle a parte in acqua bollente salata, o lessarle insieme alla pasta (per la pasta secca io verso prima la pasta nell'acqua bollente, poi aspetto che riprenda il bollore e poi verso le cime di rapa).
Preparare un soffritto con abbondante olio, lo spicchio d'aglio ed il peperoncino. L'aglio deve dorare, o diventare "rosso" come dice mia madre :)
Eliminare l'aglio ed il peperoncino ed aggiungere le alici precedentemente bene sciacquate sotto l'acqua e tagliate a piccoli pezzi (battuto di acciughe).
Tenere da parte 4 alici, tagliarle a meta' e saltarle a parte in olio bollente, serviranno per la decorazione (idea dello chef Daniele anche questa, è importante saltarle in una padella diversa da quella del battuto).

Cosa ha fatto lo chef: dopo aver aggiunto il battuto di alici salate, ha versato un mestolo di acqua di cottura della pasta nell'olio bollente (occhio che schizza, la sua casseruola aveva i bordi alti), e allo stesso tempo muoveva la casseruola con l'altra mano, come per "cullarla". L'amido contenuto nell'acqua della pasta serve a far si che il fondo di cottura si cominci a legare da subito, addensandosi leggermente, mentre il movimento della teglia serve a favorire l'emulsione delle molecole dell'olio con gli zuccheri rilasciati dalle verdure.

Il risultato è una salsina scura e leggermente densa, che lega molto meglio del semplice olio in cui si è fatto soffriggere l'aglio (nota: dirlo alla mamma :)
Ora il gioco è fatto: scolare la pasta, versarla nella casseruola contenente il fondo di acciughe (unire le cime di rape, se le avete lessate a parte) e mescolare per un minuto a fuoco spento, in modo che i sapori leghino bene e l'amido della pasta e del fondo creino un legame perfetto :)

Impiattare disponendo uno specchio di purea di fagioli sul piatto, e poi la pasta. Decorare infine con un pezzetto di acciuga saltato a parte.






venerdì 22 ottobre 2010

Biscotti vitaminici e...si parte per il Salone del Gusto!

DSC_0050

Biscotti alle carote e avena - palline
English below



La pila di fogli A4 su cui stampo le ricette da provare - il cui iter naturale sarebbe quello di essere man mano provate, appunto, ed in caso di riuscita positiva trascritte a mano sui quadernetti ad anelli dalle pagine a righe gialle (è un retaggio preistorico, lo so, ma non so farne a meno) - sta assumendo proporzioni ingestibili. Impossibile piegarla completamente in due per conservarla in ordine in attesa dell'archiviazione, la massa cartacea assume una forma semi ellittica i cui bordi sfuggono foglio per foglio ai tentativi di schiaffarla a forza in quell'angolo della mensola tra i due quadernetti ad anelli: e per la serie "faccio quello che voglio!!"(cit.) , ho autonomamente deciso di poggiare l'informe sul ripiano della cucina (e posto d'onore accanto al kenwood!).



La premessa ovviamente sottintende che questa ricetta io l'abbia presa proprio da questa lista d'attesa dai tempi Aslici (si, ci potete arrivare, ma poi non venitemi a picchiare), e trattasi di una ricetta di Martha Stewart, ma siccome sono furba, sul foglia A4 su cui l'avevo stampata non avevo indicato dove l'avessi trovata, per cui ho rivoltato la rete come un calzino (ora, non mi venite a dire che se avessi messo su Google "Biscuits aux carottes fourrés" cioe' il nome esatto della ricetta, il primo risultato sarebbe stato esattamente quello che cercavo, e non venite neanche a chiedermi come ho potuto dimenticare il delizioso post dei calicanti pieno di biscotti e di simpatici petits mangiatori degli stessi, io ho perso circa mezz'ora girando a vuoto in rete con tutte le parole legate a Martha Stewart, ai biscotti e ai vari ingredienti, in italiano e in inglese, tirandomi giù tutto il calendario da sola :) ma infine posso citare e ringraziare i calicanti, appunto, che hanno condiviso questa ricetta, ed alla quale io ho apportato lievi modifiche (ho eliminato l'uvetta, che non amo molto, ho diminuitoburro e zucchero (forse per questo sono venuti più morbidi che croccanti?), ho sostituito lo zucchero di canna con la vergeoise, e volendoli mangiare per colazione ho eliminato la farcitura.


Sono buonissimi, più o meno sani (carote e fiocchi d'avena insieme sono l'alibi perfetto) e sufficientemente energici per affrontare il......
.



'

....Salone del Gusto!!!

E già, perchè incidentalmente e da perfetta incosciente, come dice Giovanna, ho partecipato e vinto (insieme ad altri 9 blogger, tra cui Lydia, i Calicanti -lupus in biscottus - e Giovanna, da lei e Lydia trovate tutto il programma) il concorso "Blogger in scena al salone del gusto" organizzato dalla Garofalo, e quindi sabato e domenica mi faro' felicemente inghiottire in questo marasma, insieme all'incolpevole marito, che avrà i molteplici compiti di riportarmi con i piedi per terra, impedirmi di dissipare lo stipendio, assistere pazientemente agli incontri con le amiche blogger (non vedo l'ora!!), darmi una botta in testa quando l'ansia prenderà il sopravvento, e altre cose cosi, e per tutto questo sarà canonizzato quanto prima.

Chi di voi andrà al Salone, si materializzi in qualche modo, io starò vagando con sorriso ebete e famelico tra gli stand, ed in particolare mi troverete domenica alle ore 14 a cucinare le sigarette con le alici, friarielli e purea di fagioli di Controne nello stand della Garofalo, dove, come per tutti gli altri blogger vincitori, potete prenotare la degustazione gratuita.

E visto che si esibisce stasera alle 20 con le sue frittatine di maccheroni (prenotatevi!) e che noi povere ansiose ci poggeremo sulle sue spalle per scaricare l'ansia......in bocca al lupo, Lydia!!!

BISCOTTI ALLE CAROTE E AVENA FARCITI (ANCHE NO)


Ing:
160 g di burro a temperatura ambiente (230 g nella ricetta originale)
100 g di zucchero semolato (200 g nella ricetta originale)
100 g di vergeoise (200 g di zucchero di canna nella ricetta originale)
2 uova a temperatura ambiente
1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia
280 g di farina più quella per la lavorazione
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di lievito per dolci
1/4 di cucchiaino di sale
1 cucchiaino di cannella in polvere
una grattugiata generosa di noce moscata (1/2 cucchiaino nella ricetta originale)
1/2 cucchiaino di zenzero grattugiato (macinato nella ricetta originale)
200 g di fiocchi d'avena
3 grosse carote grattugiate
145 g di uvetta (io non l'ho usata)


Lavorare il burro con gli zuccheri fino a quando diventa spumoso, poi incorporare le uova e la vaniglia. Tritare i semi d'avena grossolanamente (non previsto nella ricetta originale, ma io li preferisco tritati, danno il sapore senza attaccarsi fastidiosamente ai denti).
A parte mischiare gli ingredienti secchi (farina, bicarbonato, lievito, spezie) ed unirli alla crema di burro, poi aggiungere i fiocchi d'avena, le carote ed eventualmente l'uvetta, mescolare velocemente e far riposare in frico per una o più ore.
Formare con le mani delle palline grandi più o meno come una noce e porli su una placca da forno rivestita di carta forno, distanziandoli di 5 cm. I biscotti tendono a "sedersi": i biscotti in foto non sono molto schiacciati perchè li ho fatti usando le palline ancora congelate, mentre quelli cotti subito, appena formati, si sono chiacciati un pochino di più.
Cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 15 minuti, devono essere dorati, ed anche croccanti, in teoria, ma a me sono rimasti morbidi, forse per le quantità inferiori di burro e zucchero, ma a me sono piaciuti molto anche così.
A questo punto potete congelare le palline crude mettendole su un vassoio e poi trasferendole in un sacchetto di plastica quando sono indurite e cuocerle quando volete direttamente in forno.
Potete farcirli con una crema ottenuta mescolando 225 g di formaggio fresco, 120 g di zucchero a velo, 115 g di burro a temperatura ambiente, 1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia (come da ricetta di Martha Stewart) .
OATMEAL FLAKES AND CARROTS COOKIES
Ing:
160 g of butter at room temperature (230 g in the original recipe)
100 g caster sugar (200 g in the original recipe)
100 g vergeoise (200 g of sugar cane in the original recipe)
2 eggs at room temperature
1 teaspoon pure vanilla extract
280 grams of flour plus a bit for working
1 teaspoon baking soda
1 teaspoon baking powder
1/4 teaspoon salt
1 teaspoon ground cinnamon
grated nutmeg (1/2 teaspoon in the original recipe, I put a little less)
1/2 teaspoon grated ginger (ground in the original recipe)
200 g of oat flakes
3 large carrots
145 g of dried raisins (I have not used)
Cream the butter with the sugar until it becomes soft, then incorporate the eggs and vanilla extract. Coarsely chop the oats flackes (not chopped in the original recipe, but I prefer so,to have oat flavor without annoyingly sticking pieces under the teeth). Mix apart the dry ingredients (flour, baking soda, baking powder, spices) and add to the creamed butter, then add the oatmeal flakes, carrots and raisins (if used), stir quickly and put in fridge for an hour or more . Form little balls (about the size of a walnut) by hands and place them on a baking sheet covered with oven sheet, 5 cm far from the next. Cookies tend to "sit": cookies in the picture are not very flat because I made them using the balls still frozen, while those cooked just after the rest in the fridge, just formed were more flat. You can freeze the balls still raw putting them on a tray and thei in a plastic bag, and cook directly in oven when you want. Bake in preheated oven at 180 degrees for about 15 minutes, should be golden and crisp. Mine were soft rather than crispy, maybe for the minor quantity of sugar anfd butter, but I really liked that. You can stuff them with a cream made mixing 225 grams of fresh cheese, 120 g of sugar, 115 g of butter at room temperature, 1 teaspoon of pure vanilla extract (as Martha Stewart recipe)

lunedì 18 ottobre 2010

Lunedi' rosa per la campagna di prevenzione del tumore al seno

PinkOctober
Questa è una di quelle occasioni in cui vale davvero la pena aderire ad iniziative collettive, è importante fare da cassa di risonanza ad un messaggio che deve ancora e continuamente essere diffuso (sono una cassetta? certo, ma ormai so che possiamo essere assordanti tutti noi insieme), essere parte di una folla che per una volta non è bête, ma al contrario, è informata e consapevole.
La campagna Nastro Rosa ha lo scopo di diffondere l'importanza della prevenzione e della diagnosi precoce del tumore al seno, una forma tumorale che oggi è in larghissima parte curabile, MA è fondamentale arrivare in tempo, e questo sta a noi, alla nostra volontà di sottoporci ai controlli periodici senza star li' a rimandare perchè non si ha tempo o magari perchè bloccate da una sorta di timore.
Ci sono diversi livelli di controlli diagnostici da eseguire dopo i trent'anni, dopo i trentacinque, e dopo i quaranta, sul sito http://www.nastrorosa.it/ li trovate descritti esaurientemente.
Andate, leggete, e se per quest'anno non avete ancora fatto "i compiti", prenotate! E' una cosa toppo importante, di cui non si può sottovalutare l'importanza, e che non deve essere messa in coda a tutte le altre cose (e sono tante, si sa) che si hanno sempre da fare.
Ringrazio mamma felice per aver coordinato questo lunedi' rosa dei food blogger.
Buon ottobre della prevenzione ragazze, e diamoci una mossa!!

sabato 16 ottobre 2010

Lievito madre, kaki ed io: presenti al WBD 2010

DSC_0030
English below


Anche quest'anno (per il terzo anno!), impastando di notte e lievitando a slot di ore consentiti dal sonno e dal lavoro, partecipo molto volentieri alla quinta edizione de World Bread Day, indetto da Zorra.
Insieme al mio vedrete, o avete già visto, un'esplosione di pani di tutte le fogge, lingue e dimensioni (appena Zorra lo mette online, andarsi a guardare la lista delle ricette partecipanti e' da sturbo, vedere gli anni precedenti per credere): cosi' ancestrale, cosi' necessario, cosi' affascinante, cosi' caro, ormai, e.........cosi' difficile da fare in casa. Cosa? Allora non mi sono spiegata!
Il pane si puo' fare in casa, ci vuole esercizio e magari la michetta del panificio sotto casa o il pane cafone del forno all'angolo, o il pane di semola di Altamura rimarranno sempre i vostri preferiti, ma con il pane si può e ci si deve provare, perchè farsi invadere la casa dal profumo della pasta lievitata che cuoce nel forno (e poi fare la scarpetta con il tozzetto di pane esclamando orgogliosi "questo l'ho fatto io!!") è un'esperienza da fare, e da rifare.Ora, in questo caso questi strani funghetti atomici sono una riprova del fatto che la lievitazione ha le sue regole, e che se anziche' infornare le forme di pane quando sono raddoppiate si prende, si va al lavoro e si torna dopo dieci ore, le suddette forme crescono, raddoppiano, le bolle cercano di tenersi sulla punta dei piedi con tutte le forze che il glutine consente, ma poi si spatafasciano, e addio lievitazione.

Li pubblico ugualmente perchè sono troppo simpatici con il loro cappello spiaccicato, che poi è come un crackers duretto ma croccante, e con la base cilindrica che invece è ben lievitata. L'idea di rifare i panini a forma di babà (stampo dell'ikea, comprato doppio, perchè non si sa mai) me la conservo per giorni in cui potrò seguire meglio i tempi di lievitazione, e quella di aggiungere la purea di cachi all'impasto.....pure! Il sapore del frutto non incide molto su quello del pane (anche perchè questo è praticamente un pane del rinfresco (dalle sorelle Simili), ed è molto percettibile il sapore del lievito madre, però dà quella dolcezza discreta che rende questi paninetti adatti ad una farcitura salata, ma anche dolce.
Io li ho provati con una crema al burro allo zahtar, una miscela di spezie che comprende il sumac, con cui sto facendo e farò esperimenti, e per la quale ringrazio la pazza Daniela, che ha esaudito uno dei desideri che reprimevo da più tempo. Grazie!!!!!!!!!!!!!! :))
Il sumac (o sommacco) è una spezia molto usata in tutto il medio oriente, il suo sapore è un po' acre, ed il profumo non lo so spiegare, ma è buona, fidatevi, e nella miscela che ho trovato qui si esprime magnificamente.
E lo zathar nella crema al burro con un po' di fior di sale, è pericoloso, molto pericoloso :))


Buon WBD a tutti! (e pure buon week end visto che ci siamo :))


DSC_0025


PANINI DEL RINFRESCO AI KAKI CON CREMA DI BURRO ALLO ZATHAR


Ing (per 12 panini)
300 g di lievito madre (io lo avevo rinfrescato diversi giorni prima)****
150 g di farina semintegrale bio
150 g di farina Manitoba
75 ml di acqua
75 ml di latte
130 g di polpa sgocciolata di kaki
una bella manciata di semi di girasole
un cucchiaino raso di sale (o anch emeno se accompagnate i panini con qualcosa di salato).

***Per usare il lievito di birra le dosi diventano: 35o g di farina manitoba, 150 g di farina semiintegrale, 175 ml di acqua e 75 ml di latte, 10 g di lievito di birra (o 25 g se avete poco tempo) il resto tutto uguale

Per la crema di burro allo zathar
1 cucchiaio di foglioline di timo, 1 cucchiaio di semi di sesamo tostati, 1 cucchiaio di sumac, 50 g di burro morbido, una presa di fior di sale.


Sciogliere il lievito madre con l'acqua ed il latte, poi aggiungere le farine setacciate, il sale, la polpa di kaki ed i semini e lavorare al lungo in una ciotola o con l'impastatrice (l'impasto deve essere molto morbido e appiccicoso). In quest'ultimo caso aspettate l'incordatura, se lavorate a mano (metodo focaccia: ciotola sotto il braccio sinistro e lavorazione a manovella con la mano destra -se siete destrorsi, ovviamente - è una faticata, lo so :)

Coprire con la pellicola, far lievitare in un posto riparato fino al raddoppio (ci vorranno circa 3 ore).
Riprendere l'impasto e disporlo sulla spianatoia ben infarinata: stenderlo leggermente con le manie portare al centro gli angoli, uno alla volta (pieghe del secondo tipo). Ripetere l'operazione.
Ungere con olio le cavità dello stampo, poi distribuirci pezzi di impasto riempiendole fino a un po' meno di 2/3.
Far lievitare ancora in un posto riparato fino a quando non saranno aumentati di volume uscendo dalle pareti: se affondate leggermente un dito sull superficie, la pasta deve riprendere la sua forma originaria. Preriscaldare il forno a 210 gradi, infornare lo stampo e dopo 10 minuti abbassare la temperatura a 180 gradi e cuocere finche' sono dorati (altri 2o' circa). Far intiepidire e poi farli raffreddare su una gratella o semplicemente su un vassoio di cartone.

Per la crema al burro, lavorate il burro morbido con le spezie ed il fior di sale ino a farlo diventare cremoso e servitelo con i funghetti atomici....io l'ho detto che è pericoloso!



PERSIMMONS LITTLE LOAVES WITH ZATHAR BUTTER CREAM

These little loaves was made for the 5th edition of Zorra's World bread Day: they was born to look like muffins but a too long rising time made them "top".....to sit down! This is the why of their funny shape, but with their well rised body and their crunchy hat they was delicious, anyway! More and more with the zathar cream butter, good way to test the sumac (thanks to Daniela!)

Enjoy your world bread day and...your week end too!


Ing (for 12 pieces)
300 g of surdough (I had refreshed it several days before)****
150 g semi-wholemeal flour bio
150 g of Manitoba flour
75 ml of water
75 ml of milk
130 g of persimmon pulp
a handful of sunflower seeds
a teaspoon of salt (or half if you'll eat them with something quite salted).

***You can use normal fresh yeast with these proportions: 150 g mid-wholemeal flour, 350 g Manitoba flour, 175 g water, 75 g milk, 10 g fresh yeast (or 25 g if you have lack of time), the other ingredients unchanged.

For zathar butter cream
1 tbs of thyme leaves
1tbs of roasted sesame seeds
1 tbs of sumac
50 g butter
1 pinch of fleur de sel

Melt the sordough with water and milk, then add the sifted flours, salt and sunflower seeds and work in a bowl or the mixer (the dough should be very soft and sticky). You must work long time (at least 15 minutes by hand) to allow the gluten develop (by hand: the bowl goes under your left arm and work with the right hand, if you're right-handed, of course - is a grind, I know:)
Cover with plastic film, let rise in a sheltered place until doubled (it will take about 3 hours).Take over the dough and place it on floured work surface: roll it out lightly with hands, then bring the corners toward the center, one at a time (look at second type of folding, here). Repeat another time this operation.
Oil the cavities of the muffin or babà mold, then distribute pieces of dough filling them up a bit less than 2/3 high.
Let rise again in a sheltered place until increased in volume coming out from the walls: if you sunk a finger lightly on the surface, the dough should return to its original shape. Preheat the oven to 210 degrees, and put in the mold;after 10 minutes lower the temperature to 180 degrees and cook until little loaves are golden (it 'll take about 20 minute ). Let cool, better onto a wire rack or just on a cardboard tray.

For zathar butter cream: make the zathar mixing thyme, sumac and roasted sesame seeds, then work the softned butter with a tbs of this mixtur and fleur de sel, until creamy.

martedì 12 ottobre 2010

E' l'autunno bellezza, consoliamoci con la zucca

Flan di zucca
Flan di zucca2


Piove, tira vento, le temperature si sono abbassate, le sneaker estive inzuppate di acqua mentre cerco di raggiungere l'autobus-chimera si rivelano tragicamente inadeguate, esco dal lavoro ed è buio (e siamo ancora in ora legale!): è autunno, c'è poco da fare, so che molti lo trovano poetico, coccoloso, romantico e introspettivo, ma per me è la stagione che porta con sè il buio, ed in qualche modo devo mandarla giù. Magari con la zucca, che è nel banco frigo tutto l'anno, ma nel mio di frigo può starci solo nel periodo giusto, e questo lo è.

La settimana scorsa cercavo una ricetta per un flan, e mi ha colpito questa riportata da Artemisia, la ricetta originale del richiestissimo flan di zucca dell'osteria "La zucca" di Venezia: pratico e piuttosto veloce da realizzare (o almeno, non c'è bisogno di stargli tanto dietro, si fa quasi da solo), questo flan si è rivelato - o si è confermato, perchè con Artemisia andavo sul sicuro - davvero buono, tant'è che nonostante si ostinasse a restare un po' sfigato sotto l'aspetto visivo (leggi foto scattate sotto la lampada a incandescenza, sia al primo che al secondo tentativo) ho deciso di pubblicarlo. Be', deciso...provate voi a contraddire Lydia che con tono perentorio dice "Elvi, pubblica il flan, che è buono!" (dove Lydia compare oltre che in voce anche in mani e chiccosissimo smalto).

Artemisia consiglia di accompagnarlo con burro fuso e salvia o con una salsa di burro, panna e zafferano: io ho rifatto la salsa al brie che si era rivelata così adatta per le madeleines alla zucca, senonchè stavolta non mi è bastata passarla al setaccio come la scorsa volta ma ho dovuto passarla al mixer per ottenere un effetto vellutato.

Il flan può essere servito come antipasto, come secondo, o se vogliamo anche come piatto unico, per questo le dosi indicate (divise a metà rispetto al post originale) possono valere per 5, per 4, per 3...o anche per 2!


FLAN DI ZUCCA DE "LA ZUCCA"

Ing: (per 2-5 persone)
1/2 kg di zucca
125 g di mascarpone
2 uova
40 g di fecola di patate
30 g di burro
peperoncino (omissis)
latte
sale, cannella noce moscata
pangrattato (omissisis)

Per la crema
250 g di Brie, latte

Tagliare la zucca a dadini, salarla e cuocere nel burro fino a quando divenda morbida, anzi, fino a quando si disfa fino a diventare puré. Se serve aggiungere un po' di latte durante la cottura. Nel mio caso la zucca non era molto dura, anzi, ha rilasciato un po' d'acqua che ho dovuto far asciugare.
In una ciotola lavorare le uova con il mascarpone e la fecola, aggiustare di sale ed aggiungere un pizzico di noce moscata ed un pizzico (abbondante per me) di cannella, Mescolate la zucca cotta al composto e distribuirla in una pirofilina o negli stampini individuali, precedentemente imburrati (e cosparsi di pangrattato, io non l'ho usato).
Cuocere a bagnomaria in forno a 180° per circa un'ora (provate ad infilare uno spiedo di legno, dovrà uscire asciutto).

Per la crema al brie: sciogliere in un pentolino il brie con un bicchiere di latte: passare la salsa al mixer in modo che diventio liscia (inizialmente si fomano dei grumi brutti da vedere).
Per sformare il flan (o tagliare delle forme con il coppapasta, come ho fatto io, fatelo raffreddare bene dopo averlo sfornato, altrimenti potete servirlo subito accompagnato dalla salsa al Brie.



PUMPKIN FLAN FROM "LA ZUCCA" IN VENICE

Ing: (for 2-5 people)
1 / 2 kg pumpkin
125 g mascarpone
2 eggs
40 g of potato starch
30 g butter
chili (omitted)
milk
salt, cinnamon, nutmeg
breadcrumbs (omissisis)

For the cream
250 g of Brie, milk


Cut the pumpkin into cubes, add salt and cook in a pan with butter until soft, indeed, until it unravels to become like a purée. Add a little of milk during cooking if your pumpink is too hard. let cool. In my case, the pumpkin was quite tender and I had to let the water come out from it evaporates.
Put the eggs in a bowl with the mascarpone and potato starch, salt, and add a pinch of nutmeg and a pinch (plenty for me) of cinnamon, mix well and then add the cooked pumpkin to the mixture and spread it into a oven dish or in individual molds, before buttered (and sprinkled with bread crumbs, Ididn't use it).
Bake in a bain-marie in oven at 180 degrees for about an hour (try to stick a wooden skewer, it will be dry).

For the brie cheese sauce: In a saucepan melt the brie with a glass of milk, then pass the sauce to the mixer so that it becomes smooth.
If you want to unmold the flan (or cut shapes with cutter as I did, let it cool well after baked: if not, you can serve the flan immediately, with the brie cheese sauce..

venerdì 8 ottobre 2010

Quattro mani in pasta e un pettine per garganelli

garganelli


Garganelli collage


garganello_bn
English below


Questi appuntamenti tra Lydia, me e la pasta fatta in casa cominciano a sapere di consuetudine, di tradizione, di buone abitudini. La buona abitudine ad esempio di incontrarsi appena si può considerando che si vive a 1000 km di distanza (e considerando che tante volte non ci si riesce a vedere neanche con l'amica che abita a 3 km per colpa della routine, il tran tran o come vogliamo chiamare il vortice di impegni più o meno inutili che ci assorbe tutto il tempo -si, anche inutili) e che anche nei giorni in cui ci troviamo nell'ambito dello stesso prefisso la logistica e la tecnologia (leggi strade ingarbugliate e navigatori che non prendono il segnale) non sono esattamente dalla nostra parte.
Questa volta però ci aspettava una sfida oltre i nostri confini, una incursione in una regione diversa dalle nostre: nessuna zia, tata o suocera da cui poter trarre i ricordi di un insegnamento, ma qualche video su youtube (e stendiamo un velo pietoso soprattutto sul tizio che ritaglia la pasta con le rotelle a carrarmato) e soprattutto una tutor a distanza, lei, la fornitrice ufficiale di pettini per garganelli, braccialetti dell'alleanza e dosi farmaceutiche.

Come aveva già detto ad Enza, Silvia mi riepiloga l'utile e l'essenziale

- la dose è di un uovo per 100 g di farina 00 (una zemna ad farèna par ogni ova)
- la sfoglia va tirata sottile, pena la cattiva riuscita del garganello (grazie per non avermi detto che o si fa a mano o niente, l'Imperia è stata felice di lavorare per noi :)
'- l'impasto si può preparare il giorno prima e conservare in frigorifero bene avvolto nella pellicola, cosa che ho fatto.
Update: Silvia mi dice che garganello va arrotolato direttamente sul pettine, come in effetti mi aveva segnalato Lydia post-session guardando i post di Luvi, la prossima volta sara' fatto :)

Il resto è stato puro divertimento, maccheroni che si formavano piuttosto facilmente e con una certa velocità (una passeggiata di salute rispetto alle orecchiette, dice Lydia, ma tutto è una passeggiata di salute rispetto alle orecchiette :), fotografie in abbondanza scattate sul filo del tramonto e sbrighiamoci finchè c'è un filo di luce naturale.

Per questioni di tempo abbiamo cotto i garganelli subito dopo aver finito di prepararli, e forse è questo il motivo per cui in cottura hanno perso la loro tridimensionalita (pur non acciaccandosi): forse lasciandoli asciugare per bene non sarebbe successo?

Update: conferma sia da Silvia che da papà Tzaziki, se i garganelli vengono lasciati essiccare sul tagliere non perdono la loro forma in cottura

Sempre semplice all'ennesima potenza il condimento, una teglia di pomodorini confit che si faceva da sola in forno mentre noi lavoravamo di sfoglia e pettine.

Come in una radio di quartiere, questo post lo dedico ad Alex (almeno in foto, potrai!) che ha saputo leggere -quasi prima che me ne rendessi conto io stessa - nel mio sguardo raggiante, mentre Silvia mi metteva in mano quest'attrezzino sconosciuto e pieno di sconosciute tradizioni, il pensiero fulmineo alla pasta session che sarebbe stata.

Quale sarà la prossima pasta?


GARGANELLI CON POMODORINI CONFIT ALLE ERBE PROVENZALI


Ing: per 3 porzioni
200g di farina 00
2 uova (le mie uova erano piccole, ho usato 2 uova e un tuorlo)

Per il condimento
400 g di pomodorini perini o pachino
un cucchiaio di erbe provenzali*
sale fino
olio extravergine
uno spicchio di aglio

*ho ricevuto in poco tempo due tipi di erbe provenzali, da Alex e dalla parte belga della famiglia: qui ho usato queste ultime, in cui l'odore della lavanda era meno intenso


Impastare la farina con le uova fino ad avere un impasto liscio e sodo. Io non ho lavorato molto a lungo la pasta, prevedendo che lo avrei fatto con la macchinetta Imperia. Potete conservarlo in frigo anche per 24 ore, avvolto nella pellicola.

Dividere l'impasto in 4 parti, prenderne una e coprire l'impasto restante con una ciotola. Passarlo parecchie volte sotto i rulli scegliendo lo spessore più doppio: mama e suocera mi hanno insegnato che in questi casi bisogna passare, piegare e ripassare il rettangolo di sfoglia fino a quando non forma una bollicina di aria.
Passare ora il rettangolo di sfoglia con la terza tacchetta (partendo dalla più sottile) e infine spostare la manopola sull'ultima tacchetta (più sottile) e ricavare la sfoglia finale.
Ritagliare con un coltello dei quadrati di circa 4x4 cm, avvolgerli sul bastoncino di legno e passarli sulel corde del pettine. Consiglio: fare in modo che il rettangolo di pasta aderisca bene al bastoncino, ma non premere troppo, o non si riuscirà a sfilare il garganello. Insomma, come al solito di tratta sempre di fare un po' di pratica, ma in questo caso si impara subito. Continuare fino ad esaurimento dell'impasto, infarinando quando necessario con farina 00.

Per i pomodori confit: ungere con un filo d'olio una pirofila, sistemare sul fondo i pomodori tagliati a fette, distribuirvi l'aglio tritato, le erbe, il sale, ed ancora un filo generoso di olio e infornare a 150 gradi per circa un'ora.

Cuocere la pasta in acqua salata (ci vorrà meno di un minuto), scolarla e condirla con i pomodorini ed il loro olio.


GARGANELLI WITH CONFIT TOMATOES AND PROVENCAL HERBS


Ing: 3 servings
200g flour 00 (plain flour)
2 eggs (my eggs were small, I used 2 eggs and one yolk)

For the dressing
400 g "perini" tomatoes or cherry tomatoes
a tbs of Provencal herbs *
salt
extra virgin olive oil
a clove of garlic

* I recently received two types of herbs of Provence, from Alex and from the Belgian family: here I used the latter, where the scent of lavender was less intense

Mix the flour with eggs until you have a smooth and hard dough. I didn't work very long the dough, because I would have done with the Imperia machine. You can keep in the refrigerator for 24 hours, wrapped in plastic film.

Divide the dough into 4 pieces, take one and cover the remaining one with a bowl. Passe several times under the rolls, with bigger thickness: mother and mother-in-law taught me that you have to repeate this movement until the rectangle of dough forms a little bubble of air.
Now pass the rectangle of dough at the third notch (starting from the thinnest part) and then move on the last notch (thinner) and obtain final sheet.
Cut with a knife squares of about 4x4 cm, wrap them onto the wooden stick and pass the cilinder onto the little comb for garganelli. Tip: make sure that the rectangle of dough fit the stick well, but do not press too much, or you won't be able to remove the garganelli from the stick. So, as it is always, some practice will help. Continue until the dough is over, dusting with flour when necessary.

For the tomatoes confit: grease with a little oil a baking dish, place the tomatoes sliced, on the bottom and the chopped garlic, herbs of Provence, salt, and oil (be generous) and bake at 150 degrees for about hour.

Cook pasta in salted water (it will take less than a minute), and dress with the tomatoes and their oil.


Le altre sessioni di pasta con Lydia - The other homemade pasta session with Lydia

I fusilli cilentani - Campania
I minuicchi (cavatelli) - Puglia
Le orecchiette - Puglia


martedì 5 ottobre 2010

Japanese sweeties: quando i fagioli sono golosi e dolci come.....

Biscotti al sesamo nero ripieni di azuki
English below

....le castagne? Forse. Cerco ancora di capire cosa mi possa ricordare la crema di azuki mentre la mangio a cucchiaini, e riesco solo ad associarla vagamente alla crema di castagne, se mi sforzo un po' mi viene in mente quella fantastica crema di marroni dell'Ardèche arrivata dritta dritta da Parigi.
A qualunque cosa la si possa associare, la pasta - o marmellata - di azuki, che poi non sono altro che la soia rossa, è davvero buona, non tanto per dire che una cosa sana alla fine non è del tutto brutta o insipida, e questa cosa io la scopro ora (buongiorno!!) perchè mi ostino a vivere quasi sempre nel mio mondo di biscotti-pastefrolle-sfogliatelle-torte e tutto l'armamentario di dolci occidentali, e quando mi capita (o mi vado a cercare) un post come questo, la curiosità se la gioca con la diffidenza: ma è possibile che si parli di una pasta di fagioli come se fosse la leccornia più desiderabile del mondo?

Be', sul fatto che sia la cosa più buona del mondo si può discutere, ma sulla questione "è buona tanto per dire o no" direi proprio che non ci sono dubbi, è buona e basta, buone come sanno essere le cose semplici, che possono essere semplici anche quando non sono vicinissime alla nostra cultura.

Sempre nel blog di Mingoumango - mi è sempre piaciuta molto questa blogger - ho trovato la ricetta di questi biscotti ripieni, che - non vorrei sbagliarmi visto che non sono ferrata in materia - potrebbero definirsi anche vegani (niente uova ne' burro!) e che nonostante ciò (il nonostante sarebbe fuoriluogo se non si fosse un po' prevenuti come lo ero io) sono piaciuti quasi a tutti (un voto negativo c'e' stato :).

A me sono piaciuti molto, per la consistenza un po' croccante dei bordi e morbida al centro, per quei sapori rustici e poco usuali in un dolce - sesamo nero, fagioli - che si fondono insieme formando sapori ancora inusuali. Tant'e' che il giudizio quasi comune è stato "non so perchè, non so di cosa sa, ma mi piace".
Lo troviamo un difetto? Sono un po' fastidiosi da preparare, l'impasto e un po' appiccicaticcio e va appiattito in cerchi, da soprapporre due a due dopo aver messo il ripieno (nel post originale c'è molto più ripieno e meno biscotto, il che rispecchia perfettamente i gusti dell'autrice :) : non è difficile, ma ci vuole un filo di pazienza in più che con i classici biscotti, e secondo me vale la pena trovarlo, questo filo :)
Ah, la pasta di azuki io l'ho adattata ai miei che erano già lessi, se volete seguire una ricetta più ortodossa andate qui


BISCOTTI AI SEMI DI SESAMO NERO RIPIENI DI PASTA DI AZUKI


Ing: (per circa 10 biscotti, dipende dalla dimensione)
50 g farina di grano saraceno (di segale nella ricetta originale)f
40 g di fiocchi d'avena (o riso soffiato, per renderli gluten free)
70 g mandorle tritate (40 nella ricetta originale)

(2 cucchiai di purea di mandorle -l'ho omessa aumentando la quantità di mandorle)1 cucchiaio di semi di sesamo nero
60 g vergeoise (40 g di zucchero di canna nella ricetta originale)
2-3 cucchiai di latte (magari di soia, il mio era normale latte vaccino)


Per la farcitura: pasta di azuki versione express
Ing: fagioli azuki lessi 200 g
zucchero 100 g

Preparare la pasta di azuki secondo la ricetta che preferite.
Io sono partita dai fagioli azuki che avevo precedentemente messo a bagno per 12 ore e lessato in acqua per 1 h e 30', poi li ho frullati e messi in una casseruola con lo zucchero e pochi cucchiai di acqua. Ho fatto cuocere per circa 30' mescolando molto spesso e aggiungendo acqua calda all'occorrenza. La consistenza finale deve essere a metà tra una crema ed una marmellata. Si conserva in frigo per diversi giorni.

Preparare i biscotti
mescolare tutti gli ingredienti e impastare con le mani (o con la frusta k del Kenwood) fino ad avere un impasto compatto. Io ho preferito tritare i semi d'avena prima di aggiungerli agli altri ingredienti, ma nella ricetta originale non è previsto.
Staccare delle palline di impasto ed appiattirle su un ripiano infarinato, posarci sopra un cucchiaino di pasta di azuchi e chiudere con un altro disco di impasto, sigillando bene i bordi.
Cuocere per circa 15-20' in forno preriscaldato a 180°. I biscotti sono pronti quando i bordi sono coloriti e la superficie risulta asciutta al tatto.


BLACK SESAME SEEDS AND AZUKI COOKIES

Ing: (about 10 cookies, depending on size)
50 g buckwheat flour (rye in the original recipe)
40 g oatmeal (or puffed rice to make them gluten free)
70 g ground almonds (40 in the original recipe)
(2 tablespoons of mashed almond-l I have omitted it and increased the amount of almonds)
1 tablespoon black sesame seeds
Vergeoise 60 g (40 g of sugar cane in the original recipe)
2-3 tablespoons milk (even soy, mine was ordinary cow milk)


For the filling: express azuki paste
Ing: 200 g boiled azuki beans
100 g sugar

Prepare the azukiu paste according to the recipe you prefer.
I have adapted this recipe to my already boiled red beans (soaked for 12 hours and boiled in water for 1 h and 30 '). Then I've blended them and put into a saucepan with sugar and a few tablespoons of water. Cook for about 30 'stirring often and adding water if necessary. The final consistency should look like something between a cream and a jam. Keeps in the fridge for several days.

Prepare the biscuits
Mix all ingredients and knead with your hands (or with the K whip of Kenwood) until the dough is homogeneous but hard. I preferred to crush the seeds of oats before adding them to the other ingredients, but the original recipe does not says so.
Take a little ball of dough and flatten on a floured tray, put on a teaspoon of azuki paste and close with another disc of dough, sealing the edges well. Bake for about 15-20' in preheated oven at 180 degrees.
Cookies are ready when the edges are brown and the surface is dry to the touch.

venerdì 1 ottobre 2010

Fiamme che si riaccendono (sotto la pentola per la pasta)

Sigarette friarielli, alici e fagioli di Controne1
English version coming soon

Il terzo post in una settimana, io non ci posso credere, il server di blogger potrebbe avere un coccolone nell'essere sollecitato così tante volte dal filo d'erba cipollina dopo mesi, mesi e mesi di tiraggio-a-campare con un post-a-week se andava bene.

Il fatto è che un po' mi si è riaccesa la fiamma cuciniera, un po' (un bel po') è in scadenza, direi agli sgoccioli, il concorso organizzato da Garofalo che mette in palio per i blogger non solo l'ingresso al salone del gusto, ma anche la possibilita' di cucinare nel loro stand, Foodblogger in scena al salone del gusto. Mica cotiche.

Il tema del piatto da preparare è il territorio, benedetto, amato, finalmente tanto rivalutato territorio, bellissimo tema che, come avviene spesso in questi casi, mi suscita immagini nostalgiche e sovrapposte di orecchiette, lampascioni, cime di rapa, cozze (con annessi patate e riso), primitivo, etc etc.
Solo che io non metto piede in terra di Puglia da un po',; ma vi pare che qui in Campania, tra provincia di Napoli e di Salerno (senza rivalità stavolta!) non si trovi un po' di territorio da mettere nel piatto?
I friarielli che cominciano a fare capolino in questi giorni, anche se mi sembra così strano vederlì in estate (come? non è più estate??? :), un vasetto di fagioli di Controne che sembrava non aspettare che questa occasione per manifestarsi nel freezer, quelle alici piccole, del Tirreno, per carità, che sennò non sanno di niente, comprate in abbondanza e anche loro conservate in freezer, l'aglio di Nubia (grazie Enza!!), con gli spicchi rosa dal profumo intenso e delicato: a me è sembrato abbastanza naturale vederli insieme, le alici con i friarielli che mi ricordano la presenza delle acciughe nella pasta con le cime di rape pugliese, il pizzico del peperoncino, il velo di purea dei delicati fagioli a dare morbidezza all'insieme dei sapori decisi di friarielli e delle alici.
Io dico che questo entra nei miei piatti per l'autunno/inverno 2010, a patto di riuscire nell'impresa titanica di acchiappare il pescivendolo nel suo improbabile e striminzito orario di apertura :)


SIGARETTE CON I FRIARIELLI, ALICI E PUREA DI FAGIOLI DI CONTRONE

Ing (x 2 porzioni)
100 g di friarielli già mondati (solo i germogli e le foglioline più tenere)
100 g di fagioli di Controne già lessati
10-15 alici piccoline
uno spicchio d'aglio di Nubìa
un pezzetto di peperoncino
Sale, pepe
150 g di pasta formato sigarette

Mettere a bollire l'aqua per la pasta in una pentola che possa contenere anche i friarielli. In una padella antiaderente far soffriggere l'olio con il peperoncino e lo spicchio d'aglio pelato e schiacciato leggermente, poi adagiarvi le alici con la parte della pelle poggiata sul fondo della padella, e farle cuocere qualche minuto senza girarle. Eliminare l'aglio ed il peperoncino, mettere da parte 4 alici.
Frullare i fagioli con un po' della loro acqua di cottura (o aggiungerne un po' se ci vuole), salare, pepare e fare uno specchio di purea di fagioli su ciascun piatto.
Versare la pasta nell'acqua bollente, e dopo 5 minuti aggiungere i friarielli: quando la pasta è ancora al dente conservare un po' dell'acqua di cottura, scolarla e saltare la pasta e i friarielli nella padella con le alici, aggiungendo un po' di acqua se necessario e portando a cottura.
Sistemare le sigarette così condite sulla purea di fagioli, completare con un giro d'olio e le alici lasciate da parte e servire.