venerdì 30 luglio 2010

S'i fossi un pomodoro, mi riempirei di riso :)

Pomodori al riso
English below

Decido così, su due piedi, con uno che era già infilato nel letto (da un paio di giorni a quest'ora sono già a letto da un po', delle due una, o sono malata o sto guarendo dalla mania di fare cose su cose anche a notte fonda :) di pubblicare questo post anche se si tratta di una ricetta classicissima, almeno per i romani, e copiata integralmente da Alex. Ho fatto per la prima volta i pomodori ripieni di riso, (anche se avrei voluto aspettare che la zia lettrice mi insegnasse il suo metodo, vorrà dire che quando li faremo insieme sarò già "imparata"), e sono rimasta colpita dalla loro semplicità (quanti ingredienti ci sono? Pomodori, riso, aglio, basilico, patate, sono 5, mettiamoci anche il sale e l'aglio, 7) e dalla loro bontà.
Le patate velate di pomodoro bruciacchiato insieme al riso mi ricordano la familiarissima patate riso e cozze, ed anche la carne al forno con le patate ed i pomodorini che fa mia madre (e che io non ho mai provato a rifare), due piccole madeleines che mi hanno fatto apprezzare ancora di più questo totem della cucina estiva romana.
Ho deciso così su due piedi perchè come succede tra innamorati, scoprire una cosa bellissima e non condividerla ne dimezza il valore, ed io invece vorrei moltiplicarlo, anche se magari voi l'avete scoperta un milione e mezzo di anni fa. o forse due. Come mi insegnò una certa cuoca dell'altro mondo quando in uno dei miei primi post, asserii con sicumera che mai avrei replicato le ricette altrui, è anche bello vedere come una ricetta evolve passando dai vari blog.
Alex, questi pomodori più che evolversi si sono adattati all'ambiente circostante (ho usato dei bellissimi pomodori di Sorrento), ma per il resto sono rimasti uguali uguali, e acciderbolina se erano buoni!
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POMODORI AL RISO

Ricetta di Alex di Foto e Fornelli
Ing:
4 pomodori grandi (pomodori di Sorrento per me) e uno medio (ho usato 2-3 pomodorini ciliegia)
4 patate
8 cucchiai di riso (ho usato un Vialone nano)
1 spicchio d'aglio
una manciata di foglie di basilico
sale (non ho messo il pepe)
olio extravergine d'oliva


1) Pelare le patate, tagliarle a spicchi, metterle sul fondo di una teglia che dovrà contenere anche i pomodori e condirle con olio e sale.
2) Lavare i pomodori grandi, tagliare la calotta superiore e svuotarli accuratamente senza romperli. Se non stanno in piedi da soli, tagliare una fetta sottile dalla calotta inferiore.
3)Frullare la polpa dei pomodori insieme al quinto pomodoro (pelato e primato dei semi diceva Alex, ma io ho messo i pomodorini così com'erano), alle foglie di basilico, all'aglio e all'olio. Salare e unire il riso mescolando bene. (prima di unire il riso "sporcate" con il pomodoro frullato le patate, si formerà una deliziosa crosticina di pomodoro bruciacchiato).
4) Salare i pomodori all'interno e riempirli con il composto di riso e pomodoro. Chiudere i pomodori con la loro calotta e poggiarli sulle patate. Cospargere con un filo d'olio e cuocere a 180° per circa un'ora.
5) Servire caldi o freddi, anche (e preferibilmente) il giorno dopo.


RICE TOMATOES

This recipe come from Alex'blog Foto e Fornelli
Ing:
4 large tomatoes (Sorrento tomatoes for me) and a medium one (I used
2-3 cherry tomatoes)
4 potatoes
8 tbs of rice (I used a rice type Vialone nano)
1 clove of garlic
a handful of basil leaves
salt (I did not put the pepper)
extra virgin olive oil


1) Peel the potatoes, cut into wedges, put them on the bottom of a pan which will also contain tomatoes and season with salt and olive oil.
2) Wash the big tomatoes, cut the top and empty them carefully carving with a knife, without breaking them. If they doesn't stand alone, cut a thin slice from the bottom.
3) Mix the pulp of the tomatoes with the fifth tomato (peeled and without seeds says Alex, but I put the whole cherry tomatoes), leaves of basil, garlic and oil. Season with salt and add the rice , then stir well. (Brush potatoes with tomatoes sauce before adding the rice, it will result in a delicious crust).
4) Salt the tomatoes shells inside and fill with the mixture of rice and tomato. Close tomatoes with their cap and place over potatoes. Sprinkle with a little olive oil and bake at 180 degrees for about an hour.
5) Serve hot or cold, even (and preferably) the next day.


mercoledì 28 luglio 2010

Il cake al cocco che ho messo in frigo

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English below


Era da tanto che non facevo un cake: lo stampo rettangolare cominciava a dare segni di insofferenza acuta, cadeva fuori dall'armadietto ogni volta che lo aprivo per prendere una delle 250 caccavelle ivi stipate in modo coatto e disordinato (certo che un'analisi razionale porterebbe alla conclusione che lo stampo semplicemente cadeva per il gran casino in cui è infilato, MA io vi assicuro che lui voleva essere usato), ed io ho approfittato di un po' di yogurt alla frutta e di un paio di uova in scadenza per infilarci dentro una torta allo yogurt, appunto.

Che però non è la celeberrima torta sette vasetti, ma una variante che mi inventai anni anni e anni fa (e basta), quando ero una donnina a modo che pur amando smodatamente fare e mangiare dolci, era capace ad un certo punto di fermarsi e contare le calorie sulla punta delle dita, o meglio, prendere una calcolatrice e le tabelle delle calorie e mettersi a contare quante calorie c'erano nella pasta al forno della mamma (mamma che poi non la mandava a quel paese, ma rispondeva a domande del tipo "si ma esattamente quanto olio hai messo?" "ma più o meno qant'è un po' di Parmigiano? e così via) e che si cimentava nell'alleggerimento delle cose che le piacevano di più, in modo che poi ne potesse mangiare quantità infinitesimali senza sballare le 1200 kcal giornaliere. Yes, vi assicuro che quel mostro ero io :)

In questa variante avevo prima di tutto trasformato l'olio in burro - questo non è ne' un miracolo ne' un alleggerimento, ma solo una variazione fatta a mio gusto - poi aumentato la quantità di yogurt e diminuito i grassi. Inoltre avevo sostituito un po' della farina con l'amido per rendere la torta più leggera. Ho ripreso la ricetta scritta nel quadernetto ad anelli dopo un tempo incalcolabile e ne è venuto fuori un cake sicuramente più compatto della classica sette vasetti, ma ugualmente buono. Per confermare che non sono più quella di una volta, e che la calcolatrice in cucina ormai la uso solo se devo cambiare le dosi di qualche ricetta, ho pensato di completare il cake con una crema al latte di cocco, semplicissima ed irresistibile, da mangiare a cucchiaiate se vi avanza (fatela avanzare).
Unico neo: nonostante abbia coperto e messo in frigo il cake dopo avergli versato su la crema, questa si è ingiallita a causa dell'ossidazione dopo qualche ora, mentre quella che era avanzata e che avevo conservato chiusain un vasetto è rimasta di un bianco accecante per diversi giorni, per cui consiglio vivamente di nappare tutto il cake solo se prevedete di consumarlo tutto subito, o altrimenti è meglio servirlo a parte. Il fatto di aver dovuto conservare il dolce in frigo per evitare che la crema irrancidisse me lo ha fatto gustare con piacere anche freddo :)


CAKE ALLO YOGURT LEGGERO CON CREMA AL LATTE DI COCCO

Ing.
200 g di farina
100 g di amido di mais (o anche fecola di patate)
3 uova
70 g di burro
200 g di mele sbucciate e tagliate a dadini (omesse in questo caso)
200 g di yogurt (il mio era alle ciliegie)
120 g di zucchero
1 bustina di lievito per dolci

Per la crema al cocco
200 ml di latte di cocco
1 cucchiaio di amido di mais
2 cucchiai di zucchero


Montare i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare bianchi e spumosi, poi aggiungere poco a poco il burro fuso e intiepidito, le farine setacciate insieme con il lievito, lo yogurt. Montare a neve gli albumi ed unirli delicatamente al composto. Io questa volta ho montato insieme a lungo albumi e tuorli per risparmiare tempo. Aggiungere (se la mettete) la mela a dadini, mescolare bene e versare in uno stampo imburrato ed infarinato.
Cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 40 minuti (dipende dal forno), fare la prova dello stecchino (infilato nella parte più alta deve uscirne asciutto) per essere sicuri della cottura.

Preparare la crema: In un pentolino mettere l'amido setaccito con lo zucchero e stemperare con qualche cucchiaio di latte di cocco mescolando bene, poi aggiungere man mano il restante latte, sempre mescolando. Mettere sul fuoco e portare ad ebollizione senza smettere di mescolare, poi spegnere e far raffreddare.
Sformare il cake quando si è raffreddato e napparlo con la crema al latte di cocco.
Se vi piace il latte di cocco



YOGURT LIGHT CAKE WITH COCONUT MILK CREAM

Ing
200 g flour
100 g of corn starch (or potato starch)
3 eggs
70 g butter
200 g apples, peeled and diced (I didn't use this time)
200 g of yogurt (mine was cherries yogurt)
120 g sugar
1 sachet of baking powder (16 g)

For the coconut cream
200 ml coconut milk
1 tablespoon cornstarch
2 tablespoons sugar

Whip the egg yolks with sugar until white and foamy, then gradually add the melted and warmed butter, flour and starch sifted together with baking powder, the yogurt. Whisk the egg whites untill stiff and add gently into the mixture. This time I wisked whites and yolks together to save time. Add (if you put it) the apples cut into cubes, mix well and pour into a buttered and floured cake mold.
Bake in preheated oven at 180 degrees for about 40 minutes (depending on the oven), test it is internally dry with a stick.

Prepare the filling: put in a saucepan the sieved starch and sugar, ad 2-3 tbs of coconut milk and mix well, then gradually add the remaining milk, stirring constantly. Place over heat and boil without stop stirring, then turn off and let cool.

Unmold the cake when cool and overspread with coconut milk cream. If you won't finish soon all the cake, is better to serve the cream separately (keep it in a glass jar well closed in the fridge until that moment). If you overspread all the cake and keep it in the fridge for several hours, the cream will become light yellow because of the oxidation.


If you like coconut milk...
Chocolat coconut delight
Lemon coconut cake with starch lemon cream

lunedì 26 luglio 2010

Vecchi ombrelli e amiche di fusilli

Fusillo
English recipe below


Vi ricordate delle orecchiette? E dei minuicchi? Bè, la settimana scorsa si è tenuta un'altra pasta-fatta-in-casa session, ma stavolta ero io a giocare fuori casa. Cioè, la cucina era sempre quella di casa mia (stavolta afosa ai limiti del sopportabile), ed il tavoliere era sempre lo stesso, ma la pasta in questione era un formato tipicamente campano, e più precisamente della zona del Cilento e del Vallo di Diano: i fusilli, o maccheroni col ferretto.

In realtà ho capito che questo tipo di pasta si ritrova nella tradizione di un po' tutto il Sud Italia, anche se in forme e con impasti leggermente diversi. Il mio know-how in questo caso (che, come avevo detto a Lydia mettendo le mani avanti, era ancora più scarso di quello su orecchiette e cavatelli), viene dalla suocera, alla quale ho visto fare negli anni quintali di fusilli, immancabili insieme ai ravioli con la ricotta nel pranzo della domenica, o almeno in quelli delle feste comandate, come Natale, Pasqua e anche Ferragosto (eh, si ho detto Ferragosto). Anzi, in realtà i fusilli vengono fatti in genere con l'impasto avanzante dopo avere esaurito il ripieno di ricotta per i ravioli, e si servono insieme a questi ultimi.
Sulla loro lunghezza ci sono scuole di pensiero diverse: per alcuni dovrebbero essere molto lunghi per dimostrare l'abilità di chi li ha fatti, per altri sono più belli corti (o semplicemente non vale la pena di dannarsi per chi lo fa più lungo :) e poi sono meno a rischio (un fusillo lungo con il sugo di pomodoro è indomabile e pericolosissimo, poi ricordiamo anche che stiamo indossando il vestito della festa :D).
Noi sulla lunghezza come si può notare siamo state un po' indecise (ma no, la verità è che usavamo due ferretti diverse, erano due mani diverse, poi forse anche la diversa inclinazione della spianatoia ha avuto il suo peso...ma come siamo brave a raccontarcela!!! :), ma la verità è che indipendentemente dalla nostra destrezza, abbiamo preferito farli non tanto lunghi.
Per quanto riguarda l'impasto: è fatto di farina, una parte di semola di grano duro (ma non sempre), uova, acqua e sale. La farina rende la pasta più morbida e più capace di assorbire il condimento, la semola dà quel "nervo" che la fa restare più al dente (callosa, che diventa "gaddus'" dalle mie parti). Noi abbiamo deciso (Lydia ha proposto ed io non me lo sono fatta dire due volte) di usare tutta semola, e devo dire che nel confronto vince assolutamente questa versione, almeno per me, poi si capisce che è questione di gusti.

Il ferretto: il mio (questo) è stato comprato dalla suocera in una fiera di paese, e so che non è stato neanche così facile (sembra che lo vendano gli zingari). Quello che ha eroicamente usato Lydia è stato staccato da un ombrellino richiudibile (questo), è di plastica ed è più sottile. Mi sento di consigliarvi una cosa: prima di sfasciare l'ombrello Burberry, assicuratevi che abbia delle stecchette utilizzabili a questo scopo: in genere le parte finale dello scheletro degli ombrelli è fatta di listarelle sottilissime, e le altre parti hanno una sezione a C. In alcuni paesi (credo più verso la Calabria) si usava addirittura usare gli steli delle spighe di grano, e forse si usa ancora, ecco, questa è una cosa che mi piacerebbe tanto vedere :).

Ovviamente dopo averli fatti i fusilli, ce li siamo mangiati, ed io avendo nel freezer un vasetto di fagioli spollichini (cioè i fagioli freschi, comprati un paio di settimane sotto consiglio -o influsso malefico?? :D di Giovanna, quando tra l'altro non avevo ancora capito che si chiamano spollichini o spullecarielli perchè per togliere i fagioli dal baccello si usa il pollice, grazie Lydia :) ho pensato alla magica accoppiata vongole e fagioli. Purtroppo le vongole erano orribili - Lydiuzz è riuscita a ricavare le poche che meritavano meno delle altre di finire nella spazzatura (ho già detto che ho messo una croce sulla pescheria dell'ipercoop? lo dico ora) - ed io ho fatto asciugare un po' troppo la pasta saltandola nel sughetto, insomma, la teoria era buona ma sulla pratica non vegliava una buona stella, io però la ricetta la scrivo lo stesso perchè sono sicura che voi attuerete la teoria perfettamente :)

Il post di Lydia, con annunci, titoli di coda, foto numerate con ordine e versione international lo trovate QUI :)


Fusilli1
Foto 1- dall'alto a sx, in senso orario: Lidia fotografa me mentre fotografo i fusilli, la sfoglia taglaita a rettangolini, un vassoio di fusilli dalla lunghezza variabile, le mani di Lydia che arrotolano un fusillo e poi lo sfilano dal "ferretto"


Fusilli2
Foto 2 - dall'alto a sx, in senso orario: Lydia che arrotola i fusilli destinandone qualcuno al (piccolo) cimitero dei fusilli (onesta lei, io ho dato per buoni i peggiori obbrobri :), i fusilli in fila ed il piatto finito


FUSILLI (MACCHERONI CON IL FERRETTO) VONGOLE E FAGIOLI



Ing: per i fusilli
(3 persone)
250 g semola di grano duro
1 uovo
1/4 cucchiaio di sale
acqua q.b (circa 120 ml)

Per il condimento
300 g di fagioli cannellini lessi (spollichini nel mio caso, cioè freschi)
400 g di vongole veraci FRESCHE! già spurgate in acqua e sale
5 o 6 pomodorini o un paio di pomodori pelati
Olio extravergine di oliva
sale, peperoncino (secondo il gusto)
Prezzemolo
uno spicchio d'aglio

Preparare i fusilli
1)Impastate gli ingredienti a mano o con l'impastatrice aggiungendo l'acqua poco a poco. L'impasto deve essere liscio e non troppo morbido, sarà necessario lavorarlo a lungo. Avvolgetelo nella pellicola (o metterlo sotto una ciotola) e fatelo riposare per mezz'ora.

2)Ricavate una sfoglia di circa 2-3 mm di spessore e ritagliate una grata di rettangoli di lato 3 x 1 cm. Mettete un rettangolino davanti a voi e posizionare il ferretto sul lato più lungo. Arrotolate velocemente per far si che si formi il maccherone e continuate ad arrotolare senza premere troppo per far allungare il fusillo. Tenendo il ferretto delicatamente con la mano sinistra, ruotatelo ripetutamente dall'altra estremità con la mano destra per sfilare il maccherone.

3) Preparate così tutti i fusilli e poggiarli su un vassoio cosparso con un po' di semola. E' meglio non ricavare la sfoglia un'unica volta, i rettangolini tendono ad asciugarsi e diventa più difficile arrotolarli, meglio usare una metà o un terzo dell'impasto e coprite il restante.

4) Preparate il condimento: far aprire le vongole in una padella con pochissima acqua, sgusciarle (tutte tranne una decina) e filtrate l'acqua di cottura attraverso un tovagliolo di cotone. Frullare un terzo dei fagioli con un po' della loro acqua di cottura (o di conservazione).
In una padella capiente mettete lo spicchio d'aglio pelato, l'olio e mezzo peperoncino (se lo usate) e fate soffriggere un po', poi aggiungete i pomodorini tagliati a pezzi, la purea di fagioli ed i fagioli con la loro acqua di cottura e fa cuocere a fuoco lento per circa 10-15', solo verso la fine aggiungere le vongole intere e quelle sgusciate, aggiustate di sale. Eliminare l'aglio ed il peperoncino.

5) Cuocere i fusilli in abbondnte acqua bollente salata con un cucchiaino di olio, scolarli al dente conservando una tazza di acqua e farli saltare in padella con il condimento, portandoli a cottura, aggiungendo la loro acqua se necessario. Non fateli asciugare troppo come ho fatto io, essendo pasta fresca tendono ad assorbire molto il liquido. Serviteli subito :)


FUSILLI (MACARONI AND MADE) CLAMS AND BEANS

Ing: for fusilli (3 persons)
250 g durum wheat flour
1 egg
1/4 spoon of salt
q.b water (about 120 ml)

For the sauce
300 g of boiled beans (fresh ones in my case)
400 g clams (really fresh!) alreadi let in cold salted water for one hour
5 or 6 cherry tomatoes or a couple of peeled tomatoes
Extra virgin olive oil
salt and chili (to taste)
Parsley
a clove of garlic

You'll need a little iron stick like that

Prepare the fusilli
1) Mix the ingredients by hand or with mixer adding water little by little. The dough should be smooth and not too soft, you will need to work it long. Wrap in plastic sheet(or put it under a bowl) and let rest for half an hour.

2) Roll out the dough a layer about 2-3 mm thick and cut a grid of rectangles of side 3 x 1 cm. Put a rectangle in front of you and place the iron stick on the longer side. Roll quickly in order for the form the macaroni and continue to roll without too much pressure to lengthen the fusillo. Keeping the irin stick lightly with the left hand, rotate it again and againd at the other end with your right hand (beetween index inch ) to remove the macaroni.

3) Prepare in this way all fusilli and place them on a tray sprinkled with a little durum wheat flour. Don't roll out the whole dough once, it tends to dry and it becomes more difficult, it's better to use a half or one third of the dough at time and cover the remaining.

4) Prepare the sauce: let the clams open in a pan with very little water, shell them (all but a dozen), then strain the cooking water through a cotton towel. Mix 1/3 of beans qith a little of their cooking water.
In a large skillet put a clove of peeled garlic, olive oil, ½ red pepper (if you use) and fry a bit, then add the chopped tomato, beanse purée and whole beans with their cooking water and cook over low heat for about 10-15 '; only towards the end add the clams, the whole ones and the shelled ones. Remove garlic and chilli, salt and stir well.

5) Cook the fusilli in plenty of boiling salted water added with a teaspoon of oil, drain when slightly undercooked preserving a cup of their water and sauté in a pan with the sauce, bring to end of cooking adding their water if necessary. Do not let them dry too much as I did, as fresh pasta tends to absorb much liquid. Serve immediately:)

giovedì 15 luglio 2010

La zuppa "cold mint" :)

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Non starò qui a dirvi che fa caldo e uff quanto fa caldo, siamo a metà luglio ed è perfettamente normale che sia così, può essere fastidioso ma non è una notizia da telegiornale (ma su questo punto mi sa che i vari direttori non sono d'accordo con me), e non è neanche un mantra da ripetere come se servisse a raccogliere le energie positive convogliandole alla temperatura di 25 gradi centigradi.

Il corpo certo fa fatica ad adeguarsi alle temperature alte, specie se è sottoposto ad un andirivieni tra ambienti condizionati e ambiente esterno, e personalmente sono giorni che di sera riesco a mangiare solo verdure FREDDE di frigorifero e frutta (eh va bene, anche latte e biscotti, non mi so tenere niente).

Dopo aver mangiato peperoni in ogni guisa (gazpacho, zuppa di peperoni di Tessa Kiros, peperoni semplicemente arrostiti e conditi, etc) sono passata alle zucchine. Che, a dirla tutta, se non si agghindano in qualche modo particolarmente calorico non sono proprio una delle mie verdure preferite, ma di sgarri in questo periodo ne sto facendo così tanti che non era decisamente il caso di fare le zucchine alla scapece.

Fortuna che ci sono le zuppe, o creme, o vellutate, insomma quelle robe che in tanti ti guardano e ti chiedono se per caso non hai i denti (vero Daniela?), e che invece per me sono la quintessenza della coccola non solo d'inverno, in versione fumante, ma anche d'estate, anzi forse soprattutto d'estate, quando tra colori e sapori ci si può davvero sbizzarrire. Un frullatore, un po' di frigorifero e via, se non avete in casa masticatori a ciclo continuo potete davvero risolvere buona parte delle cene canicolari.

Questa di zucchine è davvero basica e semplice, nonchè light, visto che non ci sono grassi (anche il latte era scremato :), ma giuro che non si sentiva, anzi, con una manciata di calorie in più rispetto a una tristissima zucchina al vapore (e un quarto d'ora di tempo, di corsa prima di andare al lavoro) ho ottenuto una zuppetta buonissima che tra l'altro è stata il mio viatico per entrare nel magico mondo in cui le zucchine sposano la menta. Ehi ehi, piano, non vi spintonate, lo so che anche nell'era del ferro sulle zucchine ci mettevano la menta, ma io ho sempre avuto un problema con questa erba aromatica, ad usarla e ad immaginarla fuori da una caramella balsamica. E invece anche gli avi dell'età del ferro avevano ragione :)


Perchè uso la polvere di menta in piena stagione estiva? Perchè nel mio orticello aromatico non ho mai voluto farla entrare, ed i rametti profumatissimi portati dal suocero sono rimasti da parte inutilizzati fino a seccarsi del tutto. Siccome sapevo che prima o poi anche i miei percettori irrazionali si sarebbero piegati alla menta, ho polverizzato le foglie e aspettato che mi venisse l'ispirazione, e devo dire che quando l'ispirazione è arrivata la polvere di menta è stata di una comodità pazzesca :)

Altre zuppe fredde estive

Vichissoise alleggerita
Zuppa fredda di cetrioli


ZUPPA FREDDA DI ZUCCHINE E MENTA


Ing per 1-2 persone
2 zucchine medie più una piccolina
una patata media
mezzo bicchiere di latte scremato
un cucchiaino di menta in polvere (o 5-6 di foglioline fresche)
mezzo scalogno
sale

Lavare le zucchine medie, tagliarle a pezzi e cuocerle al vapore per 10 minuti o finchè sono tenere. Pelare la patata e lo scalogno, tagliarli a pezzi e metterli in una casseruola con l'acqua fredda: cuocere per 20' circa (la patata deve essere tenera).
Versare nel frullatore o nel blender le zucchine cotte, la patata e lo scalogno con qualche cucchiaio della loro acqua, la menta e il latte, fino ad ottenere una crema liscia. Salare a piacere e conservare in frigo fino al momento di servire, poi completare con la zucchina piccola tagliata a dadini.



ZUCCHINI AND MINT COLD SOUP

Ing for 1-2 people
2 medium zucchini and one smaller
A medium potato
½ glasses skimmed milk (100 ml)
a teaspoon of mint powder (or 5-6 fresh leaves)
half shallot
salt

Wash the medium size zucchini, cut into pieces and steam for 10 minutes or until tender. Peel the potatoes and shallots, dice them and put in a saucepan with cold water: simmer for about 20 minutes (the potatoes should be tender).
Pour into blender cooked zucchini, potato and shallot with a tablespoon of their cooking water, mint and milk until and blend creamy and smooth. Salt to taste and keep refrigerated: garnish with the small zucchini raw, cut into small cubes.


martedì 13 luglio 2010

Utopici biscotti

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English below

Le ricette per i biscotti da latte si sprecano in giro per la rete. Io però ho niente meno che due obiettivi utopici da raggiungere, che tra l'altro non sono neanche uguali tra di loro, quindi mi basterebbe raggiungerne almeno uno, magari l'altro lo prendo dopo aver fatto il giro, sulla strada di ritorno, diciamo? Di ritorno da dove? Dalla ricetta di partenza, ovviamente, ma andiamo per ordine (lo sanno tutti che sono una personcina ordinata :D)

Il primo irraggiungibile obiettivo sono dei biscotti da latte cotti nel forno a legna dalla mamma di un'amica di scuola (una amica e basta, ora :), cuoca eccezionale: irraggiungibile non solo per quanto erano buoni realmente, ma anche perchè il ricordo si perde nella notte dei tempi del diploma, e si sa che la preistoria rende tutto più bello.
Il secondo irraggiungibile obiettivo è quello di riprodurre i biscotti - o meglio pasterelle - che solo nel paesino sugli Alburni (sissi, lo stesso dove fanno le salsicce più buone dell'universo :D) sanno fare così (affermazione del marito , sapore sdemplice, leggerissimi e friabili. Più che dei biscotti da latte, delle pasterelle, appunto, che i ragazzini portano a scuola per festeggiare i complenni e che i ragazzoni cresciutelli usano rimpiangere come fossero l'ultimo baluardo della genuinità nel mondo.Ora, siccome come ho detto questi due obiettivi-biscotti non sono la stessa cosa, non posso pretendere di averli entrambi, allora ho cominciato partendo dalla ricetta che avevo (la prima) per raggiungere la seconda, che è coperta da un decennale segreto di famiglia. Il ragionamento si spezza ma non fa una piega, ditemi se non è così.


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Questo è il secondo tentativo, e ho deciso di pubblicarlo perchè anche non sono il plagio perfetto delle pasterelle degli Alburni (che sono un po' più bombate e più leggere nel senso di più lievitate delle mie**) sono pur sempre dei buonissimi, semplici, leggeri, friabili, marito-approved biscotti da latte (freddo di frigo of course, ma anche da soli sono buonissimi). E Lydiuzz, guarda la quantità di burro, non sono poi tanto velenosi :)

**Ieri sera mi sono accorta che avevo dimenticato dei biscotti crudi in frigorifero (di nuovo, mi era già successo la volta precedente :D). A parte la scocciatura di dover accendere il forno nuovamente, ho avuto una piacevole sorpresa: i biscotti tenuti "al fresco" si sono gonfiati più degli altri, lasciando l'interno un pochino più morbido (vedi foto qui sopra), insomma, un altro passetto verso il plagio perfetto grazie allo shock termico!

BISCOTTI/PASTERELLE DA LATTE

Ricetta liberamente modificata dai biscotti da latte della signora T.
Ing:
400 g di farina 00
100 g di fecola di patate
100 g di burro a temperatura ambiente
200 g di zucchero semolato
12 g di lievito chimico per dolci (3/4 di bustina)
1/2 bustina di ammoniaca
2,5 uova**
zucchero per la finitura

**ho dimezzato le dosi: per la dose intera ci vogliono 5 uova, io in questo caso ho sbattuto un uovo e ne ho messo metà. La volta precedente avevo messo solo il tuorlo, non incide tantissimo sul risultato finale.

Lavorare il burro morbido con lo zucchero fino ad avere una crema, poi aggiungere le uova e continuare a frullare. Aggiungere le farine setacciate con lievito e ammoniaca e lavorare velocemente con le mani (io ho usato la frusta a foglia del Kenwood).

Stendere la pasta in una sfoglia di circa 1,5 cm di spessore e ritagliare i biscotti con un bicchiere o con un tagliapasta. Intingerli nello zucchero dal lato superiore e disporli sulla teglia rivestita di carta forno. Se si asciugano troppo e lo zucchero non aderisce, spennellarli prima con un po' d'acqua. Possibilmente lasciatrli in frigorifero per un paio d'ore prima di infornare, lo shock termico li farà gonfiare a cupoletta.
Cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti. Devono dorare leggermente.


MILK COOKIES/PASTERELLE

Recipe freely modified by the milk biscuits recipe of Mrs T.
Ing:
400 g flour 00
100 g of potato starch
100 g butter at room temperature
200 g caster sugar
12 g baking powder (3 / 4 packet)
1 / 2 sachet of baker's ammonia
2.5 eggs **
sugar for finishing

** I halved the dose: the whole dose needs 5 whole eggs, in this case I've beaten an egg and taken one half. Last time I put only the yolk, it does not affect
the final result very much.

Work the softened butter with sugar until creamy, then add eggs and continue blending. Add flour sifted with baking powder and ammonia and work quickly with your hands (I used the whisk "leaves" of Kenwood ).

Roll out the dought about 1.5 cm thick and cut biscuits with a glass or a round cutter. Dip in sugar and place on baking pan lined with oven sheet. If biscuits are too dry and the sugar does not attach, brush them first with a bit of water. If you have the time, let the cookies rest in the fridge for two hours at least. the thermal shock will made the cookies more "puffy".
Bake in preheated oven at 180 degrees for about 20 minutes. Should be slightly brown .


mercoledì 7 luglio 2010

Frutta d'estate (e un clafoutis non si nega a nessuno)

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Il clafoutis è una ricetta classica (dei cugini francesi, évidemment) fatta con ingredienti basici (farina-uova-zucchero-latte) e frutta (ciliegie in primis, ma frutta estiva in genere). Come tutti i classici, quando ci si ferma a guardarli un po' in faccia, ci si rende conto di quanto buonsenso (e pure genialità se vogliamo) ci sia dietro, e di quanti gradi di libertà lascino al gioco: cambiare frutta, cambiare farina, arricchiere il latte con altri elementi come panna e burro, inventarsi tutti gli accostamenti possibili tra frutta e spezie. O trasformare magari il dolce in salato, e provare un clafoutis con le verdure ad esempio (classico quasi come quello con le ciliegie è il clafoutis ai pomodorini, ne ho uno in lista dai tempi in cui facevo collezione di Cucina Moderna, e per pudore non vi dico di quanti anni si tratta).

Io non ne facevo uno da parecchio tempo, ma ho la sensazione che mi abbia scatenato un effetto valanga, tipo il crumble: una volta rotto il ghiaccio ho seriamente paura che non riuscirò a fermarmi.

Questa versione piuttosto semplice è ispirata fondamentalmente al vasetto di crème fraîche aperto da qualche giorno fa (mi aveva accompagnato divinamente un crumble mele-banane giustappunto) che mi sussurrava con accento francese "aho, ti lamenti che non mi trovi, se poi mi fai scadere te meno!" e all'abbondanza di pesche (sempre sia lodato l'orto del suocero) che mi è arrivata in casa da un paio di settimane (anzi, devo inventarmi qualcos'altro perchè - incredibile ma vero - stavolta non ho proprio la minima intenzione di farci una marmellata). Idee e suggerimenti, inserire qui, nello scatolone con scritto "aiuto!!" please :)

Con questo dolce partecipo al contest Ricette per la felicità, di Juls'kitchen: per me chiamare a rapporto uova, zucchero e farina (oddio, sembro Mariarosa-quante-cose-sai-far-tu) nei momenti in cui urge rilassamento profondo è sempre stato naturale: sotto esame nonostante l'ansia mi ritrovavo spessissimo ad impastare paste frolle per crostate o ad infornare strudel di mele, per la mia laurea preparai tre torte decorate, tre, nonostante quello della tesi sia statol'unico periodo della mia vita in cui sia dimagrita per la paura di non riuscire a fare tutto bene (di solito l'appetito è l'ultima cosa che scompare :D). Non c'e' paturnia che non possa scomparire nei vortici di un frullino, se sta lavorando per creare un dolce, questo è. :) Se volete partecipare, ricordatevi che il contest scade l'11 luglio.

CLAFOUTIS DI PESCHE E COCCO

Ing: 3 uova
100 g di zucchero
60 g di farina
40 g di fecola di patate
140 g di crème fraîche
165 ml di latte di cocco
una bacca di vaniglia
700 g di pesche (pesate ancora intere)


Preriscaldare il forno a 190 gradi. Mettere in una ciotola la creme fraîche, il latte di cocco e lo zucchero e mescolare bene con una frusta. Aggiungere le uova ed i semi della bacca di vaniglia, sbattere ancora con la frusa ed infine aggiungere le due farine setacciate. Lavorate bene per avere una pasta bella liscia. Se volete potete mescolare gli ingredienti in ordine diverso, non è così determinante.
Imburrare 8 piccole pirofile od una pirofila grande. Sbucciare le pesche, tagliarle a spicchi e disporle sul fondo delle pirofiline, poi distribuire la crema versandola sulla frutta e infornare. Devono dicentare dorate: a me sono stati necessari 45 minuti, a seconda dei forni il tempo di cottura potrebbe diminuire.
Lasciar intiepidire e servire. Meglio non preparare i clafoutis con molto anticipo, con il tempo la frutta si "ritira" facendo perdere un po' di estetica (queste le ho fotografate circa 7 ore dopo averle fatte, ed hanno perso molto dell'aspetto iniziale).



PEACHES AND COCONUT CLAFOUTIS


Ing: 3 eggs
100 g sugar
60 g plain flour
40 g of potato starch
140 g crème fraîche
165 ml coconut milk
1 vanilla bean
700 g peaches (weighed when still whole)

Preheat oven to 190 degrees. Put the crème fraîche into bowl, add coconut milk and sugar and stir well with a whisk. Add eggs and vanilla bean seeds, beat again with the whisk and finally add the two flours sifted. Work well to get a smooth dough.
If you want you can mix the ingredients in a different order, is not so important. Butter eight small oven dishes or one large baking dish. Peel peaches, cut into wedges and arrange on the bottom of pans, then pour the cream over fruit and bake. They must golden: it took me 45 minutes, it depends on the oven.
Serve warm. It's better not prepare clafoutis a lot of time in advance, because the fruit tends to get dry. (I took the picture about seven hours after having cooked them, and the appearance got worst).

venerdì 2 luglio 2010

Non mi dite niente, ho fatto i sofficini

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"Non mi dire niente" è un tipico intercalare usato qui nei dintorni del Vesuvio per dire qualcosa del tipo "mi scuso se sto per dire o fare qualcosa che potrebbe risultarsi fastidiosa, ma non posso evitarlo, e quindi abbi pazienza" (o forse si usa anche in Puglia, oramai mi si confondono dialetti, proverbi e frasi idiomatiche, che' se mai dovessi chiedere la cittadinanza onoraria da qualche parte, mi darebbero un vigoroso calcio onorario nel fondoschiena, altrochè).

Insomma, non mi dite niente se ho ceduto a riprodurre i famosi panzerottini ripieni che sorridono (ma voi siete mai riusciti a farli sorridere??? Io no ;) e che mi riportano al livello gastronomico di un ragazzino di 10 anni, perchè tanto non mi sento in colpa neanche un po'!
La ricetta è quella che si trova ovunque in rete )forse l'origine è qui???), una specie di pasta bigné senza uova da cui si ricavano le palline e poi le "stese" tonde da riempire come si vuole. Io ho usato l'abbinamento rodatissimo zucchine e pesto ed ho colorato l'impasto con un po' di concentrato di pomodoro, semplicissimo e veloce. Per di più li ho preparati in anticipo e congelati ancora crudi poggiandoli su un vassoio per evitare che si spiaccicassero: al momento di usarli li ho semplicemente fritti nell'olio bollente, senza scongelarli, proprio come avrei fatto con quelli comprati. Ovviamente si possono cuocere anche in forno, ma se siete in fase regressivo-gastronomica pure voi, lasciate perdere e andate di padella :)


SOFFICINI ROSATI CON ZUCCHINE E PESTO


Ing per 4 persone
1 tazza di farina
1 tazza di latte
un cucchiaio di burro
sale
un cucchiaio di concentrato di pomodoro
1 uovo
pangrattato

Per il ripieno
1 zucchina media tagliata a dadini e stufata brevemente in padella con olio ed uno spicchio d'aglio
3-4 cucchai di pesto
1 mozzarella (fiordilatte) da 150 g
2-3 cucchiai di Parmigiano Reggiano
sale


Tagliare la mozzarella a dadini e metterla in uno scolapasta per farle perdere il liquido in eccesso. In una casseruola far bollire il latte con il burro ed il sale, versare la farina tutta in un colpo, il concentrato, e mescolare con un cucchiaio di legno fino a quando l'impasto diventa una palla che si stacca facilmente dalle pareti. Togliere dal fuoco e far raffreddare. Dividere la pasta in pezzi uguali (io ho usato la bilanci misurando pezzi di 50 g ciascuno) formare una palla e stenderli per formare dei dischi sottili ma non troppo. Farcire i sofficini con la farcia scelta: io ho messo in ciascuno un po' di pesto, un cucchiaino di zucchine, qualche dadino di mozzarella ed una spolverata di Parmigiano. Chiudere i panzerottini premendo bene sui bordi con i polpastrelli. Se volete potete ritagliare i bordi con un coltello a lama liscia: i ritagli possono essere tranquillamente re-impastati ed usati. Sbattere l'uovo e spennellare i sofficini, poi passarli nel pangrattato e friggerli subito in olio bollente, ma a fuoco moderato (devono gonfiarsi ma cuocere bene). Sgocciolarli su carta assorbente e servirli con verdure di stagione o un'insalata mista.

Per congelarli: predisporre un vassoio rivestito di cartaforno, poggiarvi sopra i panzerottini e passarli in freezer. Solo quando sono completamente congelati potete passarli in un sacchetto di plastica e conservarli fino al momento dell'uso: basterà friggerli in olio bollente (ma fuoco medio-basso) appena tolti dal freezer. Sgocc


SOFFICINI ZUCCHINI AND PESTO


Ing (4 people)
1 cup flour
1 cup milk
1 tbs of butter
salt
1 tbs of tomato concentrate

For filling
1 medium zucchini, cut into cubes and steamed briefly in a pan with oil and a clove of garlic
3-4 tbs pesto
1 mozzarella of about 150 g
2-3 tablespoons Parmigiano Reggiano




Cut the mozzarella into cubes and place in a colander to make her lose the water.
In a saucepan boil the milk with the butter and salt, add the flour all at once and stir with a wooden spoon until the dough becomes a ball that breaks away from walls. ">In a saucepan boil the milk with the butter and salt, add the flour all at once and stir with a wooden spoon until the dough becomes a not-sticky ball . Remove from heat and let cool. Divide the dough into equal pieces (I weighted pieces of 50 g each) form a ball with each piece and roll out to form thin (but not too much thin) disks . Put in the center of the disk the stuffing with the choice, I have put into each a bit of pesto, a teaspoon of zucchini, a few cubes of mozzarella and a sprinkling of Parmesan. Close the "sofficini" pressing the edges well with your fingertips. If you want you can cut the edge and re-use the dough.
Beat egg and brush the sofficini, then pass them in breadcrumbs and fry in hot oil immediately, but over a moderate heat (they must blow up but cook well).

To freeze: Prepare a tray lined with oven sheet, put on it the sofficini and pass them in the freezer. Only when completely frozen, you can pass them in a plastic bag and store until ready to use: then simply fry in hot oil (but low-medium heat) just removed from the freezer. Dry and put on blotting paper, then serve with a fresh mixed salad or seasonal vegetables.