TARALLINI DOLCI ALL'OLIO D'OLIVA

Questo è il secondo post che scrivo sul pullman in poco più di un mese. No, non ho uno di quei Notebook fichissimi con chiavetta annessa che seiconnessoovunquevai, e tantomeno l'Iphone; ho solo la mia moleskine rossa, una biro senza tappo (cavoli sembro Remy, mi commuovo da sola) visto che ho momentaneamente perso la fedele mini Pilot, ed una chiacchierona telefonica innamorata come vicina di sedile.
Stasera mi connetto dal PC di casa (yes, casetta mia, va bene le coccole materne, ma mi mancava :) e cerco di interpretare la mia orribile scrittura (ora è stasera, e ad interpretare sto facendo una fatica boia, n.d.r) cercando di darmi le attenuanti lievi del movimento traballante dell'autobus.
E' una simpatica coincidenza che mentre scrivo il mio post sull'olio d'oliva per la raccolta di Dada e Mariluna (auguroni per il bi-compleanno!!!!!!!!) L'oro nel piatto, mi scorrano affianco decine, centinaia, migliaia di ulivi, una distesa a perdita d'occhio di alberi decennali (e spesso secolari) possenti e bitorzoluti.

L'oliva coratina, la Cima di Bitonto, l'ogliarola, sono alcune delle varietà più diffuse e pregiate del territorio Pugliese, che vanta, un attimo che li conto, 11 olii DOP, che sono una miscela definita di diversi tipi di olive. Davanti a me ho due bottigliette di olio monocultivar prodotto dalla Antica Masseria Caroli (coratina e cerasuola, precisamente), posizionata in quel paradiso che è la Valle d'Itria. Passando nel loro negozio nel centro storico di Martina Franca (già troppo tempo fa!) non ho potuto fare a meno di comprarle, insieme ad un cacioricotta (la variante brindisina della "nostra" ricotta marzotica, di sapore leggermente più intenso), ad una vaschetta di olive nere da friggere, a qualche pacco di pasta artigianale, e a dei magnifici pomodori secchi in olio extravergine; poi il marito mi ha stordito con un colpo di clava e mi ha trascinato via :)
Mi viene in mente che l'olio Dop pugliese e questa ricetta potrebbero interessare anche Genny, ed il suo contest "Certificato DOP", se è consentita più di una ricetta :)
Ma questi tarallini? Non sono quelli classici pugliesi, friabili e profumati, impastati con il vino bianco, ma con il latte, c'è una buona quantità di zucchero (per completezza: per mia madre ci sarebbero voluti 50 g di zucchero in più, per me invece vanno benissimo così, voi fate come credete meglio, però lei mette due cucchiaini e mezzo di zucchero nel caffè, non dite che non vi avevo avvisati :P ). c'è lo zucchero sulla superficie che fa tanto effetto maritozzo (j'adore!!!!!!!!! con tutti i granellini che si appiccicano alle labbra, oh, ognuno c'ha i suoi lati oscuri), ci sono in più i tuorli per renderli più biscottosi.
La scaldatura volendo si può omettere (ma no, non omettetela!) non cambia molto nella sostanza ma rende il tarallino più lucido (in foto ci sono sia i tarallini scaldati che quelli no, sono praticamente indistinguibili).
La consistenza: come dicevo non sono friabili come i classici tarallini scaldati, appena sfornati sembrano dele piccole brioches, poi perdono quasi subito questa sofficità, rimanendo però molto piacevoli da mangiare (sono piaciuti molto, tranne al marito che se vede tarallino deve essere salato, santa pazienza, anzi no, a me la clava di cui sopra :D ).
Post lungo, spero di non avervi annoiato, io mi godo ancora gli ulivi e le viti ingiallite che scorrono veloci al di là del vetro. (**)
(**) Post scritto ieri mattina e pubblicato oggi per ragioni logistiche e pure di tempo, sempre lui, il tiranno)
Update: urge una piccola sottolineatura, visto che molte di voi mi stanno scrivendo "non conoscevo questi tarallini"..beh, neanche io fino a quando non li ho fatti! Cioe', sono venuti fuori un po' sperimentando, non avevo un riferimento nella tradizione o nella cucina regionale :))
Ing: 500 g di farina 00
150 g di zuucchero semolato più altro per spolverizzare
120 g di olio extravergine di oliva
120 g di latte tiepido(al massimo)
2 tuorli
25 g di lievito di birra (o meno se avete più tempo)
Tempo di preparazione: 1 ora + la lievitazione
Sciogliere il lievito di birra in una tazzina di latte tiepido (presa dai 120 g). Setacciare la farina sul piano di lavoro, aggiungere lo zucchero e formare una cavità: mettere al centro i due tuorli, poi il lievito sciolto con il latte e l'olio, cominciando ad amalgamare con al punta delle dita o con una forchetta.
Impastare aggiungendo poco a poco il latte tiepido: lavorare a lungo (almeno 10-15 minuti) per ottenere un impasto elastico ma non eccessivamente morbido, per questo raccomando di non usae tutto il latte se non è necessario.
Mettere la palla in una ciotola infarinata e riporla in un luogo tiepido per un paio d'ore (e comunque fino al raddoppio, se diminuisce il lievito aumenta il tempo di lievitazione). Staccare dei pezzi di impasto, formare dei serpentelli di 2 mm di diametro e formare i tarallini. Portare ad ebollizione una pentola con dell'acqua: immergere pochi tarallini alla volta nell'acqua bollente e ritirarli con una schiumarola dopo qualche secondo, poi metterli ad asciugare su un canovaccio.
Terminata questa fase (o saltata, come volete), intingere la parte superiore dei tarallini in un piatto riempito di zucchero semolato. Poggiarli su una teglia rivestita di carta forno sul lato non zuccherato e cuocere in forno preriscaldato a 180° C per 15 minuti, o fino a doratura (dipende dal forno, conviene controllare già dopo 10 minuti).
Lasciar raffreddare bene e conservare in un sacchetto di plastica ben sigillato.
EXTRAVIRGIN OLIVE OIL SWEET TARALLINI

Ing: 500 g of flour 00
150 g of sugar plus a little more for finishing
120 g of extra virgin olive oil (or olive oil, but non other vegetables oil...)
120 grams of warm milk (maximum)
2 egg yolks
25 g of yeast (or less if you have more time for rising)
Preparation time: 1 hour + the rising
Dissolve the yeast in a coffecup full of warm milk (taken from 120 g). Sift the flour on work surface, add the sugar and form a cavity in the center where you'll put the two egg yolks, then the yeast dissolved with milk, beginning to blend with the fingertips or a fork.
Knead, gradually adding the warm milk: work for a long time (at least 10-15 minutes) to obtain an elastic but not too soft dough , so I recommend not to use whole milk quantity if it is not necessary.
Put the ball in a floured bowl and store in a warm place for a couple of hours (or more, the dough must double, using less yeast increases the time to rise). Take one piece of dough, form a snake of 2 mm in diameter, cut in pieces 12-15 cm long and form the tarallini. Bring to boil a pot with water: soak tarallini few a time into boiling water and bring them with a skimmer after a few seconds, then put them to dry on a towel.
When this phase is finished (or skipped, as you want), dip the top of tarallini in a dish filled with sugar. Place it (on the unsweetened side) on a baking tray lined with baking sheet and bake in preheated oven at 180 ° C for 15 minutes or until golden (depending on your oven, you should control after just 10 minutes).
Let cool well and store in a well sealed plastic bag .