giovedì 29 ottobre 2009

Metti una castagna nel cookie :)

CHESTNUT CRINKLE COOKIES


English below

Due post ad alto tasso di cioccolatosità di seguito indicano senza alcun dubbio che ho imboccato il tunnel delle ricette autunnali e/o invernali, quel tunnel, in cui non bisogna neanche manifestare plateali sensi di colpa per le temute rappresaglie della bilancia (una noia mortale fingere :-P), perchè tanto fa freddo, e ci copriamo con i maglioni, e la luce, quella della primavera, dell'ora legale e dei vestitini leggeri è là in fondo, piccina piccina, ad aspettare che io arrivi lì tra qualche mese, nuovamente carica delle mie lacrime di coccodrillo (e di qualche chilo in più, si vabé, ma non c'è mica bisogno di ribadirlo ogni volta).

I chocolate crinckle cookies, i biscotti "stropicciati" hanno la caratteristica di avere la superficie "spaccata" bianca e croccante dovuta allo zucchero a velo, e l'interno morbido e fondente.Ultimamente li ha pubblicati Virginia (che a sua volta ha fatto un riassunto dei blog in cui erano già comparsi), ma io li avevo scoperti per la prima volta da Lory, la mercante di spezie. Tanto per cambiare! Quante cose ho scoperto e imparato da questa donna-cheffa, ho perso il conto :)Io in realtà come mi capita (quasi) ogni anno in questo periodo, ho una buona quantità di castagne da consumare, e quindi cerco di infilarle un po' dappertutto, visto che non sono solo un frutto, ma grazie alla buona quantità di carboidrati possono essere usate con gli opportuni accorgimenti al posto della farina. Ovvio che tutto è più facile con la farina di castagne, ma visto che siamo nella stagione giusta, l'ideale e' comprarle fresche, sbucciarle, bollirle con una foglia d'alloro, liberarle della pellicina e passarle a passatutto. Troppo difficile? Allora vi abbuono il passaggio al passaverdure, visto che lo evito anche io come la peste bubbonica (lo fa mia suocera ad esempio, certo sarebbe l'ideale, ma è una faticata di quelle epiche) e butto tutto nel mixer :) ottenendo una purea umida ma non morbida, che congelo o conservo in frigo per qualche giorno.
Ho fatto un po' una summa delle ricette trovate, compresa quella di Southern Food e ho eliminato completamente la farina sostituendola con le castagne (un'altra ricetta gluten free, yeah) , e aggiunto qualche noce spezzettata, piacevole da trovare sotto i denti.
Il mio forno continua a fare le bizze e a bruciacchiarmi i dolci, nonostante questo i chestnut crinkle cookies sono venuti buonissimi e mi hanno lasciato gia' la voglia di riprovarci per vedere chi vince tra me e il malefico elettrodomestico :)

Visto che mi sembra di rientrare nelle regole e nei tempi, per il rotto della cuffia in entrambi i casi, sono davvero contenta di poter partecipare al........

......Giochino d'Autunno di Paoletta! Correte siori e siori, c'e tempo fino al 31 ottobre :))
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Ing:
300 g di castagne pelate e passate al mixer***100 g di zucchero semolato
2 uova
60 g di burro 200 g di cioccolato fondente
un cucchiaino di lievito per dolci
mezzo cucchiaino raso di bicarbonato di sodio
2 cucchiai di brandy
50 g di gherigli di noce spezzettati grossolanamente

Per la crosticina
Zucchero semolato e zucchero a velo

Tempo di preparazione: 40 minuti più il raffreddamento
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Sciogliere a bagnomaria o nel microonde il burro con il cioccolato fondente spezzettato. Montare le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere poco alla volta, lavorando con una spatola o un cucchiaio di legno (o la frusta K del Kenwood), il cioccolato fuso con il burro, le castagne tritate, il lievito ed il bicarbonato, le noci spezzettate, il brandy.
Far raffreddare in frigo per un paio di ore.
Preriscaldare il forno a 170 gradi (io forse avrei dovuto mettere a 160 il mio forno ultra-veloce).
Preparare due piatti, uno con lo zucchero semolato ed uno con lo zucchero a velo: formare con l'impasto delle palline più piccole di una noce, passarle prima nello zucchero semolato e poi nello zucchero a velo e poggiarle su una teglia rivestita di carta forno.
Cuocere per 10-15 minuti (fuori devono essere cotti ma non bruciati, e sentro saranno ancora morbidi.
Lasciarli intiepidire, poi staccarli delicatamente con una spatola e lasciarli asciugare su una gratella (o anche lì dove sono, io ho solo una gratella, e i biscotto erano tanti :)
Conservarli in una scatola di latta (per quella in foto un grazie speciale a questa donnina bionda, se mi ricordo cosa c'èra dentro svengo :))))

Ricette di biscotti golosi

Spritz viola di ube
Biscotti caffé e cannella
Frollini molto molto dark


CHESTNUT CRINKLE COOKIES


Ing:
300 g chestnuts, peeled and grinded in the mixer ***
100 g caster sugar
2 eggs
60 g butter
200 g dark chocolate
1 teaspoon baking powder
half teaspoon of baking soda
2 tablespoons brandy
50 g of coarsely chopped walnuts

For the crust
Sugar and icing sugar

Preparation time: 40' plus the cooling time
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Melt in a bainmarie or in the microwave the butter with the chopped chocolate. Beat the eggs with sugar until mixture is light and frothy. Add little by little, working with a spatula or wooden spoon (or the K whip of the Kenwood mixer), the melted chocolate with the butter, chopped chestnuts, baking powder and baking soda, chopped walnuts , brandy.
Let cool in the fridge for a couple of hours.
Preheat the oven to 170° C (I perhaps should have put my ultra-fast oven to 160 degrees).
Prepare two dishes, one with the granulated sugar and one with icing sugar: form little balls smaller than a walnut, pass first in granulated sugar and then in the icing sugar and place them on a baking tray covered with baking sheet .
Bake for 10-15 minutes (outside should be cooked but not burnt, and inside they will be still soft).
Let cool, then detach them gently with a spatula and let them dry on a grill (or even where they are, I have only a grill, and cookies were so many:)
Keep them in a tin box for several days.

Purple ube spritz



lunedì 26 ottobre 2009

La Nutellotta, un plagio a naso :)

"CIB-NUTELLOTTA" - TORTA NOCCIOLE E CIOCCOLATO


English below

Proprio nei giorni in cui torna prepotentemente alla ribalta la questione squallida e triste dei plagi ai danni dei foodblogger o dei forumisti (parlo di Lydia ad esempio, o di Adriano, o di Artemisia, per citare quelli di cui sono ora a conoscenza, ed i cui post di protesta vi invito caldamente a leggere, per capire chi, tra TV, libri e Internet merita davvero di essere seguito) io devo pubblicare un plagio. E mo'? Ehm, cioè, e adesso??? Con quale faccia vi propongo neanche un plagio, ma il tentativo di un plagio, che poi non so neanche se è riuscito perchè è una vita che non mangio l'originale, ma che posso dirvi che è più che riuscito perchè era buono da sbattersi per terra, come direbbe Elena, e scusate se me lo dico da sola??

Riprendo fiato.

Vediamo se con un po' di faccia tosta riesco a proporvi la mia versione della Nutellotta, una delle torte più famose della pasticceria Bellavia, a sua volta una delle pasticcerie più famose di Napoli (ed in particolare della zona del Vomero), fondata nel 1925 dal palermitano Antonio Bellavia: la mia prima casa (si, casa...stanza!) napoletana era solo a qualche centinaio di metri dalla sede in Piazzetta Arenella, provate ad immaginare quanto possa esserne stata tentata in un periodo in cui non avevo strumenti, possibilità e neanche voglia di cucinare :)
A parte le mie personali tentazioni ci si mettevano i colleghi a portare in ufficio la Nutellotta, che messa vicino a qualsiasi altro golosissimo dolce, aveva il potere di farlo scomparire :D
Ora è un po' che mi riesce difficile tornare al Vomero, e la Nutellotta (che ora si chiama Cioccolotta, come leggo dal sito ufficiale), non la porta più nessuno, sigh, sicchè tocca aguzzare l'ingegno.
Ho pensato un po' al punto di partenza, il pandispagna al cioccolato, ho girato un po' in rete ma alla fine ho deciso di modificare una ricetta collaudata, quella della mia finta-Sacher (e cioè una ricetta che anni fa elaborai "alleggerendo" la ricetta della Sacher (be' di una ricetta), spaventata dalle quantità di uova e di burro previste (ora non mi spaventerei più, lo so, sono diventata più viziosa :D).
In quella ricetta ho sostituito le mandorle con le nocciole ed ho aggiunto un po' di pasta di nocciole (credo si trovi in commercio nei negozi di dolciumi e prodotti per pasticceria, vedi qui, oppure potete provare a ricavarla secondo le indicazioni di Giovanna). Nonostante l'ostilità del mio forno che continua a bruciarmi le torte (e solo le torte), questa sono riuscita a recuperarla togliendo lo strato bruciato.
La farcitura è pura, semplice Nutella resa un po' più fluida col micro, e la copertura è un mix di Nutella e cioccolato fondente ricoperta di riccioli di cioccolato ottenuti con maldestro orgoglio con la mia prima grattugia Microplane!! :)

Può (anzi, forse deve) essere preparata il giorno prima, servita a temperatura ambiente con un po' di panna montata zuccherata pochissimo potrà forse sortire anche a voi un effetto magico: il mio è stata la richiesta di bis del marito, evento più unico che raro (ma che cavolo significa sta' frase, è un obbrobrio semantico :D ) che tra l'altro si verificò anche l'anno scorso, stai a vedere che ci sto "azzeccando" con le torte di compleanno???
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Ing: per il "pandispagna"
140 g di farina
50 g di nocciole tritate
2 tazzine di pasta di nocciole
130 g di zucchero
140 g di burro a temperatura ambiente
una bustina di lievito (da provare senza la prossima volta)
160 g di cioccolato fondente
5 uova

Per la farcitura:
Nutella! (circa 150 g)
100 ml circa di Bayles
250 ml circa di latte (proporzioni variabili a piacere)

Per la copertura:
100 g di cioccolato fondente + altri 100 circa per i riccioli + 50-60 g per le lamine
150 g di nutella
Per accompagnare: panna montata legermente zuccherata

Preriscaldare il forno a 180 gradi.
Lavorare a crema il burro con lo zucchero; aggiungere i tuorli, la pasta di nocciole ed il cioccolato fuso (intiepidito), le nocciole tritate, poi la farina setacciata con il lievito. A parte montare gli albumi ed unirli al composto di uova mescolando delicatamente dal basso verso l'alto.
Imburrare ed infarinare una teglia rotonda di 25 cm di diametro, versarvi il composto e cuocere per circa 25 minuti, o finchè l'interno non diventi asciutto**.
Sfornare e far raffreddare bene, poi tagliare la torta in due strati: mescolare il latte freddo ed il Bayles e inumidire con metà di questa bagna lo strato inferiore, ricoprirlo con la nutella passata al microonde per 40" (o sciolta un po' sul gas) e sovrapporre l'altro strato del pandispagna, preventivamente bagnato con il resto della bagna (aiutatevi con un supporto, tipo vassoio, per evitare che si rompa).
Prepparare al copertura: sciogliere al microonde o a bagnomaria il cioccolato fondente con la Nutella, poggiare la torta su una gratella e distribuire uniformemente la copertura sulle superfici superiore e laterale.
Grattugiare il cioccolato fondente con la grattugia per fare i riccioli (lama liscia) con generosità, direttamente sulla superficie della torta.
Per le decorazioni laterali ho semplicemente sciolto del cioccolato fondente, l'ho spalmato su un foglio di stagnola e poi tagliato a quadratoni una volta rappreso, facendo aderire queste lamine al bordo della torta.
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"CIB-NUTELLOTTA" CHOCOLATE AND HAZELNUTS CAKE



Ing: for the "sponge"
140 g flour
50 ground hazelnuts
2 cups of hazelnut paste
130 g sugar
140 g butter at room temperature
a sachet of baking powder (try without next time)
160 g dark chocolate
5 eggs
For the stuffing:
Nutella! (about 150 g)
100 ml of Bayles (whisky cream)
250 ml of milk (varying proportions to taste)
For the finishing:
+ 100 g of dark chocolate curls for about another 100 + g for 50-60 sheets
150 g Nutella
To the slice side.... sweetened whipped cream leger
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Preheat the oven to 180 degrees. Work butter with sugar until they form a cream, add egg yolks, ground hazelnuts, the hazelnut paste and chocolate melted (cooled), then the flour sifted with baking powder. Whip the egg whites and add it to egg mixture, stirring gently from bottom to top. Grease and flour a round baking pan of 25 cm in diameter, pour the mixture and bake for about 25 minutes, or until the inside is dry **.
Remove from the oven and let cool well, then cut the cake into two layers: mix the cold milk and Bayles and moisten the under layer with half of this mixture, cover it with Nutella warmed at the microwave for 40 "(or melten a on low heat) and put over the other layer of sponge cake, previously wet with the rest of the bayles/milk mixture (help yourself with a support tray, to avoid a break).
Prepare to cover: melt the chocolate in the microwave or water bath with Nutella and dark chocolate, place the cake on a grill, and evenly distribute the chocolate mixture on the top or side. Grate dark chocolate with a grater to make curls (plain blade ) with generosity, directly on the surface of the cake. For the side decorations I just melted the dark chocolate, spread on a sheet of foil and then cut big squares once cooled, "attacching" these strips to the edge of the cake.


giovedì 22 ottobre 2009

E' ottobre, tempo di mi...nestrare

MINESTRA DE' BOBICI

English below

Non so se qui ho mai parlato del mio rapporto conflittuale con le edicole. Cioè, no, io non ho affatto un rapporto conflittuale con le edicole o con gli edicolanti, anzi, io sono capace di passarci dei buoni quarti d'ora girando tutt'intorno al chioschetto o all'interno di quelle un po' più "comode", scartabellando tra le decine di riviste che spesso sono sovrapposte tra loro, e allora sposta qui, rimetti a posto, e rispingi nello scaffale strettissimo quella che non mi interessa più, cerca di nuovo quella che avevo quasi deciso di prendere ma poi sono andata avanti e adesso ho perso di vista, cerca di ricordare se per caso quel mensile l'hai già comprato un altro giorno in un'altra regione (sì, ho comprato anche dei doppioni :P), evita le ciofeche che spesso si nascondono sotto sembianze affascinanti, cose così insomma. Il conflitto dunque, quello è tutto coniugale, perchè effettivamente ora che ci penso nelle promesse matrimoniali non c'è scritto "ti aspetterò fuori dall'edicola per 40 minuti nelle buone e nelle cattive condizioni meteorologiche", eppure penso che bisognerebbe aggiungerla, facendo ben attenzione a non dover cedere sull'altro fronte ad inserire qualcosa del tipo "ti aspetterò senza tentare il suicidio mentre analizzi minuziosamente e per l'ennesima volta lo scaffale dei compressori (e poi del negozio di bricolage tutto), contemporaneamente sospirando di desiderio".
Sere fa dopo essere entrata in edicola con lo scopo preciso di chiedere se c'era una rivista in particolare (che non c'era), mi sono ovviamente persa nei meandri dell'editoria, in particolare di quella gastronomica, of course, e dopo i primi venti minuti mi sono resa conto che probabilmente non volevo comprare nulla, ma mi ci vedete ad uscire da un posto in cui sono stata per venti minuti senza comprare nulla? Non mi vedeteci, è contro la mia religione, meglio mi sentirei ad essere inghiottita lentamente ed inesorabilmente dall'asfalto :D
E così sono uscita con una rivista che non conoscevo, Baccus, un bimestrale che si occupa prevalentemente di vini, ma anche di territorio, con degli articoli fatti molto bene che ne abbracciano la cultura, la geografia, ed ovviamente l'aspetto enogastronomico. Amore a prima vista e ben riposto, è scattato per la zuppa di bobici (mais), originaria della penisola istriana e tutt'ora molto legata a tutto il territorio triestino. In rete di versioni ce ne sono diverse, anche se ovviamente unite dagli ingredienti fondamentali - mais, fagioli, patate - ed io ho cercato di trarne una ricetta con delle dosi, senza la pretesa che siano quelle "giuste" -anzi, con la richiesta per voi, comme d'habitude :)), di manifestarmi tutti i dubbi ed i consigli che vi vengano in mente - ma con la consapevolezza che come con tutte le robuste ricette della tradizione, l'equilibrio perfetto tra gli ingredienti è quello di casa propria, e non dipende dai 30 grammi di fagioli in più o in meno.
Io in questa ricerca ho scoperto finalmente un paio di blogger triestini (mi mancavano!!). Quasi tutte le versioni sono concordi nell'usare fagioli freschi e pannocchie di campo, ma....è ottobre, ce ne dobbiamo fare una ragione :))
Giusto per farvi capire quanto è buona e cremosa e coccolosa (questa zuppa: solo al terzo cucchiaio mi sono improvvisamente ricordata che volevo mettere l'olio a fine cottura e me ne ero dimenticata!


Ing (per 4 persone)
2o0 g di fagioli secchi (per l'occasione, Risina del lago Trasimeno, anche se forse era troppo piccola per questa zuppa, ma buonissima), precedentemente lessati con odori (aglio, sedano, pomodoro)
4 pannocchie di mais (io ho trovato queste precotte e sottovuoto, buone)
4 patate medie
un gambo di sedano (a posteriori, l'avrei omesso)
una cipolla
due pomodori
uno spicchio di aglio
Un pezzo di speck (o osso di prosciutto)
sale
Olio extravergine di oliva (ma dove? L'ho dimenticato!!)

Tempo di preparazione: 45 minuti partendo dai fagioli già cotti

Nella ricetta originale i fagioli freschi, il mais e le altre verdure vengono cotti tutti insieme. Io non ho potuto farlo perchè i fagioli erano secchi, perciò ho cotto prima i fagioli.
In una pentola riunire i fagioli cotti, i chicchi di mais ottenuti sgranando le pannocchie (o in mancanza anche quelli della scatoletta), il sedano e la cipolla tritati, lo spicchio di aglio, i pomodori tagliati a dadini, le patate sbucciate e tagliate a metà, lo speck tagliato a listarelle. Coprire con abbondante acqua (se c'è l'acqua di cottura dei fagioli è anche meglio) e far cuocere a fuoco lento per almeno mezz'ora.
Quando le patate sono cotte, prelevarle e frullarle insieme ad un po' di acqua di cottura, poi versare il purè nella pentola e mescolare bene.
Salare e aggiungere un paio di cucchiai di olio (o anche no), servire caldo.

Altre zuppe di fagioli
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Zuppa allegra di fagioli e farro
Zuppa di zucca, fagioli tondini e gamberetti
Zuppa di puntarelle e fagioli cannellini


CORN AND BEANS SOUP OF "BOBICI"


ING (4 servings )
2o0 g of dried beans (for the occasion, Risina of Trasimeno Lake, though perhaps it was too small for this soup, but very good), previously boiled with herbs (garlic, celery, tomato)
4 ears of corn (I found the precooked and vacuum packed ones)
4 medium potatoes
a stalk of celery (in retrospect, I would have omitted)
1 onion
two tomatoes
a clove of garlic
A piece of bacon (or ham bone)
salt
Extra virgin olive oil (but where? I forgot!)

Preparation time: 45 minutes with boiled beans

In the original recipe fresh beans, corn and other vegetables are cooked together. I could not do so because the beans were dry, so I've cooked the beans first.
In a saucepan combine cooked beans, grains of maize obtained from the ears of corns (or even corn in tin), celery and onion, a clove of garlic, tomatoes cut into cubes, potatoes peeled acut in d half, the bacon cut into strips. Cover with plenty of water (better if there is cthe beans cooking water the better) and cook on low heat for at least half an hour.
When the potatoes are cooked, take them and mix together with a little of cooking water, then pour the puree into the pot and mix well.
Season with salt and add a few tablespoons of oil (or not), serve hot.

Other beans soups recipes
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Cheerful beans and spelt soup


lunedì 19 ottobre 2009

La ricotta e pere.....senza

TRANCETTI DI "RICOTTA E PERE" FROLLA

English below

Dico subito che questo dolce mi ha fatto arrabbiare, in gran parte con me stessa. E mi ha fatto arrabbiare perchè è andato esattamente nella direzione opposta a quella che io avrei voluto.
Non sto parlando di sapore, di consistenza, o di riuscita del dolce, ma del fatto che questa era una ricotta e pere "senza": senza nocciole, senza albumi, senza liquore, senza alcuni degli innumerevoli ingredienti che devo evitare quando faccio un dolce per la mia mamma (cioè, per tutti, ma fatto in modo che a lei, intollerante a quasi tutto l'universo edibile, non faccia male).
Allora ho preso la ricetta di Giovanna, che mi era rimasta impressa e che rifarò senz'altro tal quale, e l'ho un po' stravolta: la sua friabilissima frolla alle nocciole è diventata una frolla più o meno normale, ammorbidita dal sughetto delle pere sciroppate, il ripieno si è perso la meringa italiana per strada, diventando una mousse soffice di panna e ricotta, sostenuta da qualche foglio di gelatina, e le fette sono diventate dei trancetti causa penuria di attrezzatura (non avevo il cerchio, insomma!) e pure perchè mi piace l'idea, semplicemente.
Pure in questa versione alternativa la ricotta e pere si è rivelata ottima e gradita da tutti, soprattutto dalla mamma che inizialmente sperava nella solita torta con la panna (e tanta panna...e qui si capisce da chi ho preso :D).
Poi mi sono arrabbiata si, perchè evidentemente anche negli ingredienti che sembrano più innocui si nasconde il nemico (vedi mandorle confezionate che sono piene di conservanti, o colla di pesce, che certo non è la cosa più naturale del mondo), ma io potevo fare a meno sia della gelatina che di quella manciata di mandorle??? Si, decisamente, e questo si è rivelato uno dei tanti casi in cui era meglio togliere che aggiungere.
Mamma, la prossima volta pandispagna e panna montata a gogò, promesso :))


Ing: Per la pasta frolla
450 g di farina 00
50 g di farina di mandorle
150 g di burro
130 g di zucchero
3 tuorli
un cucchiaino colmo di lievito per dolci

Per la farcia
500 g di ricotta vaccina
250 ml di panna fresca
150 g di zucchero
3 pere
una noce di burro
zucchero

Tempo di preparazione: un'ora più il raffreddamento

Preparare la frolla impastando velocemente tutti gli ingredienti (aggiungere una goccia di latte solo se necessario). Formare un panetto, avvolgere nella pellicola e far raffreddare in frigo per un paio d'ore.
Preriscaldare il forno a 180 gradi. Dividere il panetto in due e ottenere due rettangoli della stessa dimensione: adagiarli su due teglie o placche (o teglie di alluminioo usa e getta, come ho fatto io) imburrate e cuocerle in forno per 15 minuti circa (nel forno a gas ci è voluto di più).
Pulire e tagliare le pere a cubetti: farle cuocere velocemente in una padella con una noce di burro ed un paio di cucchiai di zucchero, aggiungendo un bicchiere d'acqua. Le pere non devono stracuocere, ma rimanere al dente. Sgocciolare le pere tenendo da parte il sughetto. Mettere ad ammollare i fogli di gelatina in acqua fredda, poi scioglierli su fuoco basso con un paio di cucchiai di succo di pere.
Passare la ricotta al setaccio due volte. Montare la panna a neve ferma, aggiungere lo zucchero, la ricotta, i pezzettini di pera e la gelatina sciolta e mescolare bene.
Posizionare uno dei due strati di frolla in una teglia con i bordi alti (io ho usato la stessa usa e getta in cui ho cotto la pastafrolla): bagnarlo con meta' del sugnetto delle pere (se si fosse tropo ridotto in cottura diluirlo con un po' di acqua tiepida zuccherata, calcolando che deve bastare per bagnare anche lo strato superiore). Versare la crema sullo strato di frolla e sovrapporre l'altro strato, poi bagnarlo con il restante sciroppo.
Mettere in freezer per un paio di ore (basterebbe il frigo, ma poi non sarebbe posibile tagliare i trancetti senza spatapasciare il tutto).
Una volta congelato, tagliare al torta a quadretti e lasciarla in frigo fino al momento di servire (o in freezer fino a quando servirà. Cospargere di zucchero a velo.
Altre "cheese" torte fredde

La ricotta e pere di De Riso
Bavarese alle fragole

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LITTLE SLICES OF RICOTTA CHEESE AND PEARS CAKE, WITH SHORT PASTRY


Ing: For the pastry
450 g plain flour
50 g almonds flour
150 g butter at room temperature
130 g sugar
3 egg yolks
a heaping teaspoon of baking powder

For the filling
500 g ricotta cheese from cow milk
250 ml double cream
150 g sugar
3 pears
sugar

Preparation time: one hour plus cooling

Prepare the pastry dough mixing all ingredients quickly (add a drop of milk if necessary). Form a loaf, wrap in plastic sheet and cool in the fridge for a couple of hours.
Preheat the oven to 180 degrees. Split the dough in half and roll out two rectangles of the same size: put them on two buttered baking trays (or covered by oven aheets) and bake for 15 minutes (in the gas oven it took more).
Clean and cut the pears into cubes: cook them quickly in a pan with a little of butter and a couple of tablespoons of sugar, add a glass of water. Pears must not overcook. Drain pears, taking the sauce for sprinkling. Soak the gelatine leaves in cold water and dissolve over low heat with a couple of tablespoons of pears syrup.
Pass the ricotta cheese through a sieve twice. Whip the cream until stiff, add sugar, ricotta cheese, the pieces of pear and the gelatin and mix well.
Place one of the two layers of pastry in a baking pan with high sides: sprinkle with half of pears syrup (if it is not enough to sprinkle also the second layer, dilute it with an bit of warm sweetened water). Pour the cream on the layer of pastry and put over the other layer, then sprinkle with the remaining syrup.
Put in freezer for a couple of hours (the fridge would be enough to get the cake "toned up", but then it would not be possibile cutting the slices withouu crashing everything).
Once frozen, cut the cake in squares and leave in fridge until serving (or in the freezer until you need it). Sprinkle with powdered sugar.

Other cheese cake - cold -
Strawberries Bavarian cake
"Pears and ricotta cheese" from S. De Riso

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venerdì 16 ottobre 2009

Due ricette per il World Bread Day!

ENGLISH VERSION BELOW

Un'esplosione di pane oggi nei blog, per rispondere all'appello di Zorra per la raccolta che (per il quarto anno!) organizza in occasione del World Bread Day, decine e decine di bloggers con le mani in pasta e profumo di lievito per casa. Se non siete ancora riusciti a partecipare, c'é ancora un pochino di tempo, se non pretendete di applicarvi a lievitazione lentissime, la ricetta puo' essere presentata fino a domani, sabato 17 ottobre.

world bread day 2009 - yes we bake.(last day of sumbission october 17)


Vi propongo due ricette perchè nell'entusiasmo di rifare il pane dopo un po' di settimane, non mi sono saputa contenere :))

Le schiacciatine al sesamo (la cui forma è nata estemporaneamente, mentre pensavo a chissà quale complicatissimo intreccio) sono state l'occasione di sperimentare la tahina ed il latte condensato non zuccherato.

La tahina (che mi aspettavo solida, non so perchè, forse avevo ancora in mente l'halwa, che ha tra gli ingredienti anche la pasta di sesamo) è una pasta oleosa ottenuta interamente dai semi di sesamo bianco. Avevo in mente di inaugurarla con la crema di tahina di Comida, ma il pane è arrivato prima :) Ho provato timidamente ad aggiungerla all'impasto del pane, ed il piacevole, ma un po' tenue, profumo di sesamo che emanava, mi ha convinto che la prossima volta posso aumentare la dose. I semi di sesamo nero tostati sono stati il giusto complemento :)

Con un po' di sorpresa (e anche iniziale sospetto) ho scoperto che il latte condensato è color crema-beige. Puo' essere sostituito con circa 45-50 ml di panna, visto che il contenuto in grassi della panna fresca è di circa il 33% mentre quello del latte condensato è meno del 10% (il restante liquido sarà compensato con acqua).

Il pane con i semi di zucca è un semplice impasto con semola di grano duro molto idratato (non ho fatto la proporzione perchè purtroppo non ho calcolato la quantità precisa di acqua), cioè in sostanza l'impasto è molto morbido e un po' appiccicoso, come quello della focaccia, il che lo rende un po' faticoso da fare a mano, ma non impossibile, basta un po' di pazienza e di forza nei bracci! Anche qui, quel paio di manciate di semi di zucca possono diventare tranquillamente tre: la superficie ha l'aspetto un po' butterato perche i semini di zucca che ci avevo infilato amorevolmente uno ad uno :-0 si sono carbonizzati, e quindi li ho dovuti togliere (sempre amorevolmente, ovvio ). Non sono molto soddisfatta della lievitazione, credo che avrei dovuto lasciare la pasta a riposare sulla cartaforno almeno un'oretta prima di metterla in forno.

SCHIACCIATINE AI SEMI DI SESAMO

Ing: 300 g di farina 00
200 g di farina manitoba
10 g di lievito di birra**
una lattina di latte condensato non zuccherato (160 ml)*
due cucchiaini da the colmi di tahina*
un cucchiaino di zucchero
Un cucchiaio raso di sale (io ne ho messe solo due prese, era un po' sciapo)

*Il latte condensato e la pasta di sesamo si possono trovare nei negozi alimentari "etnici" parola che non significa nulla, e racchiude tutti quei negozi alimentari che vi sembrano vagamente stranieri. Entrate e scoprite :)) e date un'occhiata qui se siete in zona.
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Setacciare le farine sulla spinatoia (o nella ciotola dell'impastatrice). Sciogliere il lievito in una tazzina con un po' di latte condensato tiepido e versarlo al centro della farina. Aggiungere la thainae, lo zucchero ed il sale (facendo attenzione che non venga in contatto diretto con il lievito) e mescolare con la punta delle dita. Aggiungere poco alla volta tutto il latte condensato e poi l'acqua poco a poco. L'impasto non deve essere molto morbido altrimenti sarà difficile dopo ricavare i filoncini, ma lavorato almeno 10-15 minuti per ottenere una buona elasticita'.
Mettere a lievitare in una ciotola infarinata, coprire con un tovagliolo umido e con una coperta e mettere in un luogo riparato (es. forno spento) fino al raddoppo (almeno 2 ore, con questo freddo :) Io ho lasciato lievitare tutta la notte.
Riprendere l'impasto, staccare dei pessi e formare dei grossi salamini (circe 3 cm di diametro) rotolando la pasta con le mani sulla spianatoia (non infarinata, o pochissimo) e tagliarli alla lunghezza di circa 15 cm. Schiacciarli con la punta delle dita in modo da ottenere grosso modo dei rettangoli, poi passarli nei semi di sesamo nero premendo un po' per farli aderire.
Sistemarli distanziati su due teglie rivestite di carta forno e lasciarle lievitare ancora per un'ora. Cuocere per circa 10-15 minuti (dipende dal forno, sempre!), fino a che siano dorati.

PANE DI SEMOLA AI SEMI DI ZUCCA


Ing:
250 g di semola di grano duro rimacinata
250 g di farina manitoba
10 g di lievito di birra
Due grosse manciate di semi di zucca (anche 3)
Un cucchiaio raso di sale fina
acqua tiepida
2 cucchiai di olio extravergine di oliva


Sciogliere il lievito in una tazzina con un po' di acqua tiepida. Setacciare le farine in una ciotola, formare una fontana e versare nel centro il lievito e l'olio. Aggiungere anche il sale senza metterlo a diretto contatto con il lievito, ed i semi di zucca. Cominciare ad impastare con le mani aggiungendo poco a poco acqua tiepida: lavorare bene l'impasto che dovrà essere morbido ed appiccicoso (ci vuole molta energia, il metodo è quello di tenere la ciotola col braccio sinistro e impastare "a manovella" con il destro). Lavorare l'impasto per almeno 10 minuti. (Io ho usato l'impastatrice, santo aggeggio, facendolo andare alla prima velocità fino a quando l'impasto non si è "incordato").
Coprire la ciotola con un panno umido e poi con una coperta e mettere in un luogo riparato dalle correnti per almeno 2 ore, e comunque fino al raddoppio (io ho lasciato lievitare tutta la notte, poi la mattina dovendo uscire ho messo l'impasto in frigo, per bloccare la lievitazione).
Passato questo tempo preriscaldare il forno a 220 gradi, lasciando dentro la placca. Preparare un foglio di carta forno su un vassoio e rovesciarvi l'impasto, cercando di dargli una forma oblunga, spolverarlo con la semola.
Passare ora la carta forno dal vassoio alla placca bollente, infornare e abbassare la temperatura a 200°. Dopo 5-6 minuti abbassare ancora a 180° e far cuocere altri 10-15 minuti (molto dipende dal forno).
Sfornare, coprire con un canovaccio e far raffreddare.

Altre ricette di pane




SESAMO SEEDS SCHIACCIATINE
Ing: 300 g flour 00
200 g of manitoba flour
10 g of yeast
a can of unsweetened condensed milk (160 ml)
two heaoed teaspoon of tahini (or, better, three)
One teaspoon of sugar
A spoon of salt (I have made only two pinches, but it resulted was a bit unsalted)



Sift flour on pastry board (or in the bowl of mixer). Dissolve the yeast in a cup with a little warm condensed milk and pour it in the center of the flour. Add thainae, sugar and salt (making sure it does not come into direct contact with the yeast) and mix with your fingertips. Add a the condensed milk little by little, and then the water gradually. The dough should not be very soft or it will be difficult to shape later, but worked at least 10-15 minutes to get a good elasticity. Put in a floured bowl covered with a damp towel and a blanket and place in a sheltered place (eg off oven) until doubled (at least 2 hours, with this cold:) I left to rise overnight.

Preheat the oven at 220 C. Take over the dough and form large sausages (about 3 cm in diameter) rolling the dough with your hands on the pastry board(not floured, or very little) and cut to a length of about 15 cm. Crush them with the fingertips to obtain imperfect rectangles, then pass them in black sesame seeds by pressing a bit to make them adhere. Place them two baking trays lined with baking sheet bake and let rest again for one hour. Bake for about 10-15 minutes (depending on oven, always!), or until they are golden.

BREAD SEMOLINA WITH PUMPINK SEEDS

Ing: 250 grams of durum wheat semolina
250 g flour manitoba 10 g of yeast
Two large handfuls of pumpkin seeds (also 3)
A spoon of salt fine
warm water
2 tablespoons extra virgin olive oil



Dissolve the yeast in a cup with a little of warm water. Sift flour into a bowl, forming a fountain in the center and pour in the yeast and oil. Also add salt without putting it in direct contact with the yeast and pumpkin seeds. Start knead with your hands. Gradually add warm water: work the mixture well until soft and sticky (it takes a lot of energy, the method is to keep the bowl with your left harm and knead ("crank fashion") with the right hand. Work the mixture for at least 10 minutes. (I used the mixer, holy mixer, to the first speed until the dough has "strung"). Cover the bowl with a damp cloth and then with a blanket and put in a place sheltered from the air currents for at least 2 hours and (it must double): I left to rise overnight, then in the morning I put the dough in fridge, to stop the rising. After this time, preheat the oven to 220 degrees, leaving inside it the baking tray. Prepare a sheet of baking paper on a tray and tip the dough, trying to give him an oblong shape, sprinkle with semolina flour. Now move the loaf with only the baking sheet from the tray to the hot plate, and lower the oven temperature to 200 °. After 5-6 minutes still lower at 180 ° and bake 10-15 minutes (much depends on the oven). Remove from the oven, cover with a cloth and let cool.

Other bread recipes

Little very soft loaves of spelt flour

French loaf with babeurre

martedì 13 ottobre 2009

L'emozione del giorno. Del mese. Del diciottennio. La riapertura del Petruzzelli


Prendete una città di mare, che da sempre fonda la sua economia sulla pesca ed il commercio. Costruiteci un teatro agli inizi del Novecento, e lasciate che diventi il fulcro della vita culturale della città, il luogo in cui confluiscono gli eventi artistici e gli spettacoli internazionali più importanti.
Restate a guardare i cittadini che per decenni continuano la loro vita dedita al commercio, alla pesca, poi all'industria, guardateli mentre diventano parte di quel teatro, che è già diventato parte di loro stessi.
Prendete ora questo teatro e dategli fuoco.
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Immagine tratta dalla proiezione dell'affresco virtuale: rappresentazione dell'incendio avvenuto il 27 Ottobre 1991
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Restate a guardare mentre vengono spazzate via le ceneri e tra la rabbia e la dolorosa sensazione di essere stati privati di un pezzo della vostra vita pensate "il nostro teatro rinascerà, più bello di prima".
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Aspettate. Aspettate. Aspettate.


12 Ottobre 2009


Il teatro Petruzzelli è finalmente rinato. Grazie alla determinazione di questa amministrazione (almeno in gran parte) ed al lavoro alacre di tante persone, grazie (forse) anche al desiderio bruciante dei baresi.
Il mio lo avevate percepito, in due delle rarissime deroghe che questo blog concede all'argomento cibo, ed ora non potevo fare a meno di tornare sull'argomento, ora che finalmente ciò che ormai quasi pretendevo, come altre migliaia di persone, è accaduto.
L'altro ieri ho rimesso piede nel teatro dopo circa 18 anni. Molte cose non le ricordavo, altre sì, perfettamente, come il balconcino da cui con una strana angolazione mi ero commossa guardando un Moni Ovadia allora illustre sconosciuto per me (foto qui sopra).
Nella platea quasi si toccavano le emozioni di chi il teatro lo conosceva bene, di chi magari non ci era mai entrato, di chi nel 1991 non era ancora nato.
E non sarò stata l'unica che, mentre semisdraiata sulla poltroncina guardava l'affresco virtuale proiettato sull'interno della cupola (sulla quale non è stato riprodotto per motivi di opportunità e di tempo, il "vero" affresco libery dipinto in origine da Raffaele Armenise), con le note di Casta Diva in sottofondo, non sarò stata l'unica dicevo, alla quale è scappata una lacrima.
Ma niente singulti nel buio: modalità flash off, mano ferma, occhio teso alle immagini nitide, emozionanti, forti.


Qualche altra foto la trovate sul MioFlickr.

E' possibile, dalla prossima domenica, visitare il teatro su prenotazione. Per tutte le informazioni
rivolgersi alla Fondazione Petruzzelli o pre­notare le visite guidate (dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 19 e 30) all'Infopoint, tel. 0809752840.

venerdì 9 ottobre 2009

La caponata tardiva

CAPONATA SICILIANA

English below
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Con le ultime melanzane di stagione (si, si, sono ancora di stagione nell'orticello affacciato sul golfo di Salerno, piccole ma buone!!!) ho preso finalmente il coraggio di fare la caponata per la prima volta, quella siciliana, non quella campana, che come ho imparato oggi :D è pomodoro tagliato a dadini, olio, sale e basilico (e volendo mozzarella), sul biscotto di grano ammorbidito con l'acqua fredda, cosa che tra l'altro nel 50% salernitano di casa si è sempre chiamata pane e pomodoro, una delle cene estive più buone in assoluto - mi correggo, a volte anche una delle colazioni estive più buone in assoluto :)

Perchè, dicevo, coraggio? Perchè io la caponata siciliana, non essendo mai stata in Sicilia (e questa è un'onta da cancellare al più presto, anche per altri motivi, vero Cla???) non l'ho mai mangiata, e quindi parto svantaggiata: come mi sia venuta l'idea - e soprattutto il desiderio - di cimentarmi, è storia di blog, di sicilianitudine diffusa via ADSL, di un certo commissario Montalbano, di persone speciali - che detto per inciso, non meritano di pagare per colpe commesse da individui senza scrupoli, che magari non hanno il bollino della mafia in fronte, ma sono criminali uguale - , di una delle cucine più buone del mondo.
Ho fatto qualche giro su Internet per capirci qualcosa di più sulla caponata, scoprendo che come tutti i piatti regionali che si rispettino, molteplici versioni ruotano attorno ad una base comune - melanzane fritte, pomodoro, sedano, cipolla, aceto, zucchero -ma è all'origine del desiderio che sono andata a cercare la ricetta: dalla versione ultra-chic di Claudia pubblicata nientepopodimeno che su La Repubblica, e dalla caponatina di Montalbano di Enza. Da loro, e da quello che avevo in frigorifero :), ho preso, rubato ed elaborato, e questa è la "mia" versione. Buona buona buona, perchè secondo me questa è una di quelle ricette robuste, che mantengono il loro carattere anche se vengono strapazzate un po' (come la Costituzione??!!!???? :))

Ing: (per 2 persone)
Melanzane lunghe (la quantità totale, tagliata a dadini era circa 250 g)
6-7 pomodorini ciliegia
un gambo di sedano
7-8 olive "in acqua" snocciolate e tagliate a pezzi (in alternativa olive di Gaeta)
un cucchiaio di capperi sotto sale sciaquati e tritati
Un cipollotto fresco
sale, olio extravergine di oliva
mezzo bicchiere di aceto
un cucchiaino colmo di zucchero
un cucchiaio abbondante di pistacchi tritati grossolanamente*

Tempo di preparazione: 45 minuti

Tagliare le melanzane a dadini, salarle e metterle in uno scolapasta con un peso, per par perdere il liquido amaro: lasciarle almeno mezz'ora.
Pelare e tagliare finemente la cipolla, eliminare i filamenti dal gambo di sedano** e tagliarlo a dadini.
In una padella far riscaldare leggermente un paio di cucchiai di olio, aggiungere la cipolla ed il sedano, due o tre cucchiai di acqua, coprire e far appassire dolcemente.
Aggiungere i pomodorini tagliati a metà, i capperi tritati e le olive spezzettate.
Sciaquare i dadini di melanzana, asciugarli, friggerli in olio d'oliva bollente finche sono teneri e dorati, poi scolarli bene e aggiungerli alle altre verdure.
Diluire lo zucchero nell'aceto e versarlo sulle melanzane: io vi consiglio di versarlo poco alla volta e vedere come vi sembra. Del mio mezzo bicchiere ne ho versati solo due terzi, e mi sembrava che il sapore fosse già sufficentemente forte.
Aggiungere i pistacchi, mescolare e servire. Anche il giorno dopo, che diventa ancora più buona :)

*Prima apparizione di una quantità sfacciata di pistacchi non salati che mi è stata regalata, e se non fosse che non la prenderebbe tanto bene, direi da un collega in veste di fata madrina (per me è sicuramente più facile trovare una carrozza a forma di zucca ed un paio di decolleté di cristallo n. 35 - che mi calzino, ovvio! - che trovare dei pistacchi non salati): anyway, grazie assai, Tino :)

**Claudia sbollenta il sedano, le olive ed i capperi in acqua e aceto. Io ho scelto la soluzione più veloce, ed il fatto di aver tagliato il sedano a dadini piccoli mi ha facilitato.
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SICILIAN CAPONATA



Ing: (for 2 persons)
Eggplants long (the total weight, cut into cubes was approximately 250 g)
6-7 cherry tomatoes
a stalk of celery
7-8 olive "in water" pitted and cut into pieces (alternatively Gaeta olives)
a tablespoon ofsalted capers rinsed and chopped
A fresh onions
Salt, extra virgin olive oil
half a cup of vinegar
a heaping teaspoon of sugar
a generous tablespoon of coarsely chopped pistachios *

Preparation time: 45 minutes

Cut the eggplant into cubes, add salt and put them in a colander with a weight upon, to make them lose the bitter liquid and let stay at least half an hour.
Peel and chop the onion, remove the filaments from the celery stalk and cut into little cubes.
In a frying pan, warm gently a couple of tablespoons of olive oil, add onion and celery, two or three tablespoons of water, cover and let cook gently until soft. Add tomatoes cut in half, chopped capers and chopped olives.
Rinse the diced eggplant, dry, fry in hot olive oil until tender and golden, then drain well and add to the other vegetables.
Dilute the sugar in vinegar and pour over the aubergines: my suggest is to pour vinegar solution little by little and taste. I used only two thirds of my half glass, and I ffound that the flavor was already sufficiently strong.
Add the pistachios, stir and serve. Even the next day, that becomes even better:)

mercoledì 7 ottobre 2009

Gustare l'Umbria (e non solo a tavola :)

Tuoro sul Trasimeno - Il molo
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Una piccola fuga, un paio di giorni lontani dalla routine, (un anniversario da festeggiare!), due passi in una delle regioni italiane dove esserci e rilassarsi è quasi una tautologia.
Sulla bellezza dei luoghi penso che potrei aggiungere davvero poco alle immagini, anche se non sono di grande qualità.
Sul cibo, sui sapori, e sulla cucina umbra potrei dilungarmi parecchio, ma sono ancora sopraffatta dalla pigrizia sulla scia del rilassamento, 'un ce la fo :)
Preferisco lasciarvi una serie di appunti brevissimi su cose che magari già conoscete, o magari no :)

Lo zafferano di Città della Pieve
Comincio subito con lo spiattellare la mia ignoranza, non sapevo assolutamente che in Umbria ci fosse una produzione di eccellenza di zafferano. Non sono stata a Città della Pieve, ma un barattolino dei preziosi pistilli l'ho portato a casa, non è difficile trovarlo nelle gastronomie.

La fagiolina del Trasimeno
Ho la dispensa che rischia l'esondazione da fagioli, ma a queste, acquistate tra l'altro al mercatino biologico di domenica mattina a Perugia, non potevo dire di no.

Cicerchie
un legume antico che in Umbria è forse più utilizzato che altrove. Anche queste prese al mercatino biologico :)

Mela cotogna
Strano e antico frutto, diffuso nel centro sud, immangiabile da crudo, ma ingrediente fondamentale di confetture e gelatine. Dopo avere assaggiato la gelatina, appunto, fatta in casa dalla proprietaria del b&b, tra vederla sui banchi del suddetto mercatino e comprarne tre vasetti (aromatica, all'anice e al rum) è passato giusto il tempo di scegliere, e cioè circa 20 minuti. Troppo per un banchetto non tanto grande? Ma quanto è bello perd..spendere del tempo a guardare e scegliere? :)

Il pesce di lago
Sognavo di mangiare una carpa o una tinca da quando leggevo Topolino: finalmente ho potuto assaggiarli grazie a questa due giorni lacustre. Quasi tutti i ristoranti dei paesini intorno al Trasimeno hanno pesce di lago nel menu.

Il cioccolato e la Perugina
uhm, ero tentata di saltare questa voce. Nonostante non sia la mia cioccolata preferita, è davvero difficile resistere alla tentazioen di entrare nel negozio di via Vannucci, a Perugia, e di comprare qualcuno dei prodotti che non si trovano fuori di lì, come il cioccolato extrafondente con i cristalli di caramello o la crema di cacao e caffé della Colombia (salvo poi scoprire che la producono a due passi da casa, giusto sotto il Vesuvio :))

I non-cantucci di Orvieto
Per motivi di tempo alla fine un po' di acquisti li ho fatti nelle gastronomie "turistiche", cercando di scremare il più possibile gli specchietti per le allodole. Questi biscotti, somiglianti esternamente ai cugini fiorentini, hanno dentro anche le nocciole ed i pinoli, e la negoziante, un'esile signora bionda che ho cercato astutamente di circuire affinché mi dicesse la vera verità, su quali tra i mille dolci esposti (mi sembra di aver visto anche dei babà!) fosse davvero tipico della zona, mi ha assicurato che i tozzetti sono i biscotti più tipici di Orvieto, ed io vel lo riporto. Sperando che non sia stata lei a circuire me :)

Gli umbrichelli
I pici sotto mentite spoglie! :) Anche questi, tipici di Orvieto, sono grossi spaghetti fatti a mano, ingredienti: acqua e farina.

I cojoni der mulo
Sorta di sopressata macinata molto fine, con un cuore di lardo bianchissimo, venduta per definizione a coppie :). E' di carne di maiale.


GROM
Sorpresa, c'è anche a Perugia! Dopo averne tanto sentito parlare, soprattutto da lei, ho finalmente assaggiato uno dei più buoni gelati della mia vita. Ed il marito ha finalmente scoperto di cosa sa e che colore ha il pistacchio, dopo decenni di gelati al pistacchio fasulli, che sanno vagamente di nocciola ed hanno un innaturale colore verde pisello.


Perugia

Cioccolato extranoir e caramello al sale di rosa dell'Hymalaya.

Vista del lago Trasimeno dalle colline sopra Tuoro sul Trasimeno

Le cascate delle Marmore: ritorno all'infanzia...zetagi, ti ricordi???????

Un vicolo di Orvieto

Altre bellissime immagini e informazioni sull'Umbria, ed in particolare al zona del Trasimeno le trovate da Jacopo :)
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venerdì 2 ottobre 2009

Muffin 'nfiloamericani: variazione sul tema

MUFFIN BANANA-CAFFE'-CARDAMOMO

ENGLISH BELOW
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Solita storia: banane che sono state raccolte sugli alberi quando erano più acerbe di Sophie Marceau nel Tempo delle mele, spruzzate con chissaqualediavoleriachimica (vabe', etilene)durante il trasporto o all'arrivo per farle maturare un po', acquistate poi sui banchi del supermercato con quel colore giallo verdino indotto chimicamente, arrivano infine nel mio frigo. E lì giacciono. Per giorni, per settimane, fino a quando non compaiono piccoli pois marroni, che pian piano si estendono, fino a ricoprire completamente la buccia.
Sembra raccapricciante lo so, da ragazzina storcevo il naso davanti ad una banana in fase avanzata di decom..cioè, di maturazione, e in ogni caso non è proprio invitante da mettere a tavola.
Però provate a sbucciare una banana arrivata in questo stadio di ipermaturazione: scoprirete che entro è ancora miracolosamente color banana, e che sprigiona un profumo capace di portarvi dritti dritti a sud dell'Equatore :))
I muffin con la banana sono ormai una certezza, anche se stavolta mi sono imposta di non usare cioccolato: aggiungere qualche seme di cardamomo è stato quasi naturale, e un po' di polvere di caffé ha rinforzato il colore scuro già causato dall'ossidazione della banana ed esaltato quel mix di profumi che fa tanto american muffin, non mi dite niente, non posso farci niente, a me alla parola muffin appaiono visioni distinte di grattacieli, musei bianchi a forma di spirale, bicchieroni di polistirolo rovente che girano per le strade in mano a bevitori-a-ciclo-continuo.
Muffin 'n filo americani a colazione, ma seduti davanti al caffé della moka, nella tazzina!

Ing:
200 g di farina 00
75 g di burro

90 g di zucchero

2 uova
1 cucchiaino colmo di lievito

1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
2 cucchiaini di caffè in polvere
10 bacche di cardamomo
2 banane molto mature

Tempo di preparazione: 45'
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Update: Come ho fatto a mangiarmi il testo della ricetta in italiano?? Eccolo, e grazie a Francesco, correttore di bozze :D (nonchè collega e attento lettore!! )

PS dell'update: blogger ha deciso che devo scrivere in corsivo, in questi momenti desidero fortemente un'altra piattaforma :)

Preriscaldare il forno a 180 gradi. Fondere il burro su fuoco molto basso o nel microonde. Sistemare i pirottini nella cavità dello stampo per muffin (o direttamente sulla placca, in tal caso si "stenderanno" un po' come nella seconda foto, ma saranno buoni ugualmente).

In una ciotola preparare gli ingredienti secchi: setacciare la farina con il lievito ed il bicarboonato, aggiungere i semi di cardamomo tritati al macinacaffé o con il mortaio, la polvere di caffé.

Pelare le banane e schiacciarle bene con la forchetta in un piatto. In un'altra ciotola sbattere con la frusta le uova con lo zucchero: unire il burro fuso e le banane schiacciate e mescolare bene.

Versare gli ingredienti liquidi su quelli asciutti, mescolare velocemente con la frusta, senza preoccuparsi se rimangono grumi.

Ripartire l'impasto nei pirottini e cuocere per 15 minuti (o meno, dipende molto dal forno: ad esempio io ho capito che devo stare sui 170 gradi al massimo col mio forno che brucia tutto in pochi minuti). Farli raffreddare bene e conservare in una scatola di latta: il giorno dopo sono ancora più profumati.


Altre ricette di muffin:
Muffin limone e semi di papavero

BANANA-CARDAMOM-COFFEE MUFFINS


Ing:

200 g flour 00
75 g butter
90 g sugar
1 heaping tablespoon baking powder
1 teaspoon baking soda
2 teaspoons coffee powder
10 cardamom pods
2 very ripe bananas

Preparation time: 45'

Preheat the oven to 180 degrees. Place the paper cups into the holes of the mold muffin pan.
Melt the butter over low heat or in the microwave.
In a bowl sift the flour, baking powder and baking soda. Add the coffee and cardamom seeds(remove the seeds from the pods and ground with the grinder or crush with mortar).
Peel the bananas and mash them well with a fork. Break the eggs into another bowl, add sugar and stir with a whisk: combine mashed bananas and melted butter and mix well. Combine quickly liquid ingredients into solid mix and distribute the mixture in cups.
Put in the oven and bake for 15 minutes, but it could take even less time, depending on the oven. For example, I've understood that the classic 180 degrees (355 F) will become 170 (338 F) for me (it must stop burning everything:))