venerdì 29 maggio 2009

Cantine aperte: cercate la vostra!

Prima di salire sull'ennesimo autobus, che mi portera' all'ennesimo pullman per ricongiungermi col consorte e passare qualche giorno al mare (sperando di non beccare tutti i tuoni ed i fulmini che Giove Pluvio si è tenuto fino ad ora nel cassetto), vorrei lasciarvi una segnalazione, nel caso ve la foste persa.
Il Movimento Turismo Vino organizza per il diciassettesimo anno Cantine Aperte, una o due giornate (sabato 30 e domenica 31 maggio) in cui è possibile visitare tantissime cantine italiane, degustare i loro vini e godersi l'aria buona della nostra provincia.
Regione per regione, troverete sul sito l'elenco delle cantine che aderiscono all'iniziativa, insieme ad altre informazioni utili, come ad esempio la possibilità di usufruire uno sconto del 10% sul noleggio di un'auto per visitare le cantine, o la possibilità di contribuire alla raccolta di tappi di sughero "Tappo a chi?" con finalità benefiche oltre che ecologiche (solo in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Trentino Alto Adige) organizzata in collaborazione con Rilegno.
Inutile dire che se l'ottimo vino delle nostre cantine dovesse prenderci un po' la mano, pensate ad una soluzione alternativa per rientrare senza pericoli, ad esempio munirvi di un autista astemio :)
Buon vino e buon fine settimana!!
.

mercoledì 27 maggio 2009

Non ci toccate l'olio d'oliva

MUESLI-COOKIES CON OLIO D'OLIVA
.

Avevo previsto di rimanere in tema di pesce per il post di oggi, e per di più very light, ma ieri ho letto un paio di cose che mi hanno fatto pensare, anzi, rimurginare a dirla tutta, su una situazione che reputo paradossale.
L'argomento e' l'olio di oliva: il primo articolo che mi è capitato sotto gli occhi è di Gunther, pubblicato sul suo Papille vagabonde. Gunther con la perizia e l'attenzione che lo caratterizzano, scrive dell'ultima direttiva in materia di etichettatura dell'olio extravergine e vergine di oliva, che non soddisfa i necessari requisiti di chiarezza e di completezza dell'informazione al consumatore.
Francesca invece, con un impeto che comprendo appieno, lamenta il fatto che in una trasmissione enogastronomica (difficile capire quale, ormai si parla di cibo dappertutto, anche al Giro) uno chef abbia affermato che in una dieta dimagrante è necessario abolire l'olio d'oliva :-0 (ma siamo impazziti??), e fa un excursus dei benefici che l'olio d'oliva apporta al nostro organismo, e dei motivi per cui è indispensabile e salutare tenercelo ben stretto nella nostra alimentazione quotidiana, che sia semplicemente equilibrata, o di regime ipocalorico.
I due post per assurdo quasi si toccano, giusto nel punto dolente che riguarda purtroppo moltissimi di noi italiani, e cioè la carenza di cultura alimentare, in particolar modo per cio' che riguarda i prodotti del nostro territorio e della nostra tradizione gastronomica, che sembrano cosi' conosciuti in apparenza, ma sui quali spesso alla prova dei fatti si arriva alla conclusione che un pinco pallino qualsiasi puo' venirci a dire che con l'olio di semi nell'insalata si diventa agili come Andrew Howe, o che tranciando quel centinaio di kcal dovuto a due cucchiai di olio extravergine, preziosissimi per il complesso del nostro stato di salute, si possa diventare delle silhouettes in un batter d'occhio, dopo esserci ammazzati di profiteroles per l'intero inverno (e non guardate me...io l'olio non lo eliminerei mai, anche dopo montagne di bigné :).
Questi i motivi per cui ieri sera ho deciso di usare l'olio d'oliva per dei biscottini che avevo deciso di fare per salvare dalla pattumiera dei fiocchi d'avena in scadenza, sebbene io non ami il sapore dell'olio nei dolci.
Ho anche provato a non usare lo zucchero, ma lo sciroppo d'acero (finchè mi ricapita di fare i pancakes mi arriva in punto di morte pure quello), incuriosita anche da Stella, che prepara dei buonissimi dolci sostituendo lo zucchero con prodotti più naturali (da lei tempo fa appresi l'esistenza dello sciroppo d'agave :).
Sono biscottini...dolci intrinsecamente, non so spiegarmi meglio: non si percepisce la classica dolcezza del pasticcino, ma masticandoli arriva pian piano la sensazione di dolce, anche grazie all'uvetta che si incontra di tanto in tanto.
Poco dolci ma energici e salutari oserei dire, come il muesli, appunto...ma un muesli accessibile anche a chi non va d'accordo con latte e yogurt!
.


.
Ing: 150 g farina
1oo g fiocchi d'avena
80 g di sciroppo d'acero

50 g di olio extravergine di oliva
2 cucchiai di uvetta passita
un cucchiaini colmo di lievito per dolci

100 g di noci di pecan spezzettate
1 uovo

..
Preriscaldare il forno a 180 gradi. In una ciotola mescolare tutti gli ingredienti con l'aiuto di un cucchiaio fino a che siano ben amalgamati (io ho usato il Kenwood con la frusta K circa un minuto, prima a minimo e poi a velocità 1). Rivestire due teglie con un foglio di carta forno e disporre il composto a mucchietti distanziati di un paio di cm: e' inutile distanziarli di più, non si "siedono" durante la cottura. Cuocere in forno per circa 10 minuti, devono diventare dorati. Sfornare, lasciar raffreddare e conservare in una scatola di latta (o altro recipiente ben chiuso).
.
Biscotti..con i fiocchi :)
...

MUESLI-COOKIES WITH OLIVE OIL

Ing: 150 g plain flour
1OO g of oat flakes
80 g of maple syrup
50 g of extra virgin olive oil
2 tablespoons of raisins
a teaspoon full of baking powder
100 g pecan nuts roughly chopped
1 egg

Preheat the oven at 180 degrees. Mix all ingredients in a bowl with the help of a spoon until they are well blended (I used the Kenwood with the K whip, for about a minute, starting at minimum level and then at speed 2).
Cover two baking trays with a baking paper and put the dough with a spoon, forming piles a little spaced (you don't need leaving more spaced, the dough won't "sit down" during cooking. Bake for about 10 minutes, until they are golden. Take out cookies from baking trays, let cool and store in a tin box (or other tightly closed box).

martedì 26 maggio 2009

Ce famo du' spaghi (e na' grigliata :)

SPAGHETTI CON POMODORINI E PESCE SPADA GRIGLIATO


English below

A volte sono le cose più semplici a sorprenderci, quelle fatte con la souplesse di chi non si aspetta nulla di speciale da un piatto tirato fuori dagli ingredienti trovati in freezer e frigorifero, quelle che ti fanno capire che a volte la ricerca della ricercatezza :D è un esercizio inutile ai fini del puro godimento del palato.

Questi spaghetti, che proprio non ne volevano sapere di arrotolarsi sulla forchetta, mettersi in posa e farsi fare una foto, manco fossero bambini indisciplinati il giorno della prima Comunione, sono stati proprio quella piccola sorpresa, non che non avessi mai preparato degli spaghetti con il pesce spada, ma appunto per questo, ho apprezzato la diversità dell'averlo grigliato prima: ciò che non amo tantissimo sia di questo pesce che del tonno è il loro "sembrare carne" quando vengono saltati in padella, e per me che la rifuggo (tanto la mia dottoressa non sa che ho un blog :) evocarmela anche quando sono in atmosfera marina non è cosa buona e giusta :)

Tra pepe e peperoncino un certo friccichio questi spaghetti ce l'hanno, ma è piacevolissimo: per chi non gradisse molto si può ovviamente diminuire la dose di peperoncino e ripulire accuratamente il pesce spada dal pepe prima di grigliarlo.


Ah, ultima cosa e poi scappo al lavoro: sarà un po' di deformazione mentale, ma io delle linguine al posto degli spaghetti, ce le vedo mooolto bene!!!!


Ing: (per 2 persone)
180 g di spaghetti (o linguine)
una fetta di pesce spada da 100 g circa
pepe in grani
Olio extravergine di oliva
Pomodorini ciliegia (6 o 7)
Mezzo peperoncino
Mezzo spicchio di aglio (o 2 cm di aglio fresco)
Un mazzetto di prezzemolo
sale

Tempo di preparazione: 20 minuti (più mezz'ora per la marinatura)

Tritare il pepe grossolanamente, cospargere il trancio di pesce spada da entrambi i lati e bagnarlo con un filo d'olio: far marinare per circa 30', poi liberare il trancio d'all'eccesso di olio e di pepe e grigliarlo velocemente sulla piastra rovente.
Portare a bollorel'acqua in una casseruola. Lavare e tagliare i pomodorini in quarti, liberandoli dai semi.
Togliere la pelle dal trancio di pesce spada ormai tiepido e sbriciolarlo.
In una padella capiente versare uno (se siete a dieta :) o due cucchiai di olio, aggiungere lo spicchio di aglio ed il peperoncino e far soffriggere leggermente, poi aggiungere il pesce spada ed i pomodorini e far andare un paio di minuti.
Eliminare aglio e peperoncino.
Conservare una tazza di acqua di cottura e scolare la pasta molto al dente, poi versarla in padella con il prezzemolo tritato portandola a fine cottura mescolando con due posate (o saltando se siete capaci -io no-) aggiungendo l'acqua di cottura all'occorrenza.
Servire immediatamente.
Facciamoci un piatto di pasta (col pesce)

Paccheri con ragù di pesce
Linguine agli scampi della zia
.

SPAGHETTI WITH TOMATOES AND GRILLED SWORDFISH



Ing: (for 2 persons)

180 g of spaghetti (or linguine)

a slice of swordfish of about 100 g

whole peppercorns, one teaspoon

Extra virgin olive oil

Cherry tomatoes (6 or 7)

Half a red chilli

Half a clove of garlic (or 2 cm of fresh garlic)

A bunch of parsley

salt

Preparation time: 20 minutes (plus half an hour for marinating)

Ground roughly the pepper the slice of swordfish on both sides, then wet with a little olive oil: let marinade for about 30 ', then removeto the excess of oil and pepper from the slice and grill quickly on the hot grill. Bring water to boil in a large saucepan (about one litre of water for 100 g of macaroni, with a teaspon of salt). Wash and cut tomatoes into quarters, removing the seeds. Remove the skin from the slice of swordfish (now warm) and crumble it. In a large frying pan put one (are you in a diet?? :) or two tbs of oil, add the clove of garlic and chilli and let cok until oil simmers, then add the swordfish and the tomatoes and let go for a couple of minutes. Discard garlic and chilli.

Keep a cup of cooking water and drain the pasta "al dente" i.e. not cooked at all (about after 6 minutes, but it depends), then pour into a large pan with the parsley and bring to the complete cooking, mixing and adding cooking water if needed occurrence. Serve immediately

sabato 23 maggio 2009

La marmellata di fragole SENZA papaya

MARMELLATA FRAGOLE, BANANE E VANIGLIA


English below
.

In questa marmellata non c’è mango. Ed in questa marmellata non c'è neanche ombra di papaya, quindi la prima foto è del tutto ingannevole :).
No, non ho deciso di scrivere una ricetta elencando gli ingredienti che non ci sono, anche perché la lista dei non ingredienti potrebbe essere pericolosamente lunga: in realtà ho elencato i due frutti che, nell’ordine, avrei desiderato accostare alle fragole di Policoro in questa marmellata (lasciate che la chiami marmellata, infischiandomene dei regolamenti europei che riservano questo termine solo in caso si tratti di agrumi, e definendo tutte le altre “confetture”: immaginate di ritornare la sera dal lavoro, un filo stanche, con un po’ di cose da fare, e di dire “ora faccio una bella confettura!!”: vi suona bene? Vi invoglia? O non è incredibilmente più convincente guardare la cassetta di fragole e dire “Ho proprio voglia di fare una marmellata??” Sarete ancora un po’ stanche e con la lavatrice da mettere, ma forse nel frattempo avrete messo sul fuoco una pentola con la frutta e lo zucchero, e magari avrete spulciato tra i blog un metodo che vi consente di non dover cuocere la marmellata per tanto tempo, preservando la bontà ed il colore della frutta, e anche parte del vostro tempo) , frutti, dicevo, che non ho potuto usare perché dopo aver incautamente rinunciato a dei mango poco maturi del Lidl , non ne ho trovati più neanche a pagarli oro, e la papaya, su cui avevo ripiegato con uguale curiosità riguardo all’accostamento con le fragole, dopo qualche giorno dall’acquisto si è rivelata incredibilmente amara, amara, dico, non acerba! Vi è mai capitato?
Superata la delusione per la papaya venefica, mi rimanevano sempre la stanchezza, la lavatrice da avviare e le fragole in frigorifero, che ormai chiedevano giustizia: ed io, che volevo fare qualcosa di speciale per Spilucchia e la sua raccolta sottovetro?
Ho arruolato le due banane che pure occupavano abusivamente il frigorifero da un indefinito numero di giorni, sfruttando un accostamento abbondantemente collaudato, ho spezzato lievemente con il succo di limone ed ho profumato con i semini di vaniglia :)

Per la cottura ho fatto un po’ un bignami dei vari procedimenti riportati dal libri della Ferbert dal Cavoletto, da Alex e dalla stessa Virginia, dando una cottura di un quarto d’ora la sera prima, lasciando riposare tutta la notte, e facendo cuocere un’altra mezz'ora il giorno dopo, quando la marmellata aveva già avuto il tempo di “assestarsi” un po’ con il riposo notturno: con questo procedimento si ottiene una buona consistenza (più fluida che solida nel mio caso, ma io la preferisco così) senza cuocere la frutta per ore ed ore.

Ah, per inciso…..la marmellata-del-ripiego è semplicemente deliziosa, e se dovessi farla un’altra volta, aumenterei leggermente la quantità di banane (es. 750 g di fragole e 250 g di banane), e magari azzardando a cambiare la vaniglia con qualche altra spezia (avevo in mente l’anice stellato, ma avevo paura che il tutto risultasse troppo dolce).
Questa ricetta partecipa al concorso Sottovetro indetto da Virginia dello Spilucchino, con scadenza 31 maggio.
.
Ing:
900 g di fragole
100 g di banane (2 piccole o una grande)
700 g di zucchero
il succo di mezzo limone
una bacca di vaniglia
..
Tempo di preparazione: 1 h 15' più una notte di riposo
..
Lavare le fragole, togliere i piccioli e tagliarle a pezzi, versarle in una pentola capiente insieme alle banane tagliate a fettine e bagnate con il succo di limone ed allo zucchero.
Mettere sul fuoco e mescolare: portare ad ebollizione e far cuocere 15 minuti, poi spegnere, frullare velocemente con il minipimer (a piacere, se vi piacciono i pezzi evitate questo passaggio) e lasciate riposare tutta la notte. Il giorno dopo riportarte all'ebollizione e far cuocere circa 30 minuti. Aprire la bacca di vaniglia, grattarli con un coltello ed aggiungerli alla marmellata nell'ultimo quardo d'ora di cottura, mescolando bene.
Versare nei barattoli sterilizzati puliti e asciutti e sterilizzare per 2o minuti: io metto i barattoli in una pentola con acqua già preriscaldata, visto che i vasetti sono a loro volta caldi, separati da un canovaccio, metto su fuoco medio-basso e aspetto 20 minuti dall'ebollizione.
Lasciare raffreddare senza toglierli dalla pentola.

Di frutta in zucchero

Gelatina di mele e arance al pepe lungo

Gelée de pommes et raisins

STRAWBERRIES AND BANANAS JAM VANILLA SCENTED

Ing: 900 g of strawberries
100 g of bananas (2 small or a large one)
700 g sugar
one vanilla pod


Preparation time: 1 h 15' plus one night


Wash strawberries, remove the stalks and cut into pieces, pour into a large pan with the bananas cut into slices, lemon juice and sugar. Put on the fire and mix with a wooden spoon: bring to boil and simmer 15 minutes, then turn off, quickly whip with the mixer (if you want, but if you like the whole pieces avoid this step) and let stand overnight. The day after bring again to boiling and cook about 30 minutes, often stirring. Open the pod of vanilla, scratch seeds with a knife and add them to jam the last 15 mnutes of cooking, stirring well. Pour into sterilized jars and sterilize for 20 minutes: I put the jars in a large pan with already preheated water, since the pots are also hot, separated by a cloth, put on low-medium heat and wait 20 minutes from boiling. Let cool without leaving jars from water.

Other jams:
Orange and apples jelly with long pepper

mercoledì 20 maggio 2009

Pane senza frontiere: come ti arrotondo la pagnotta oblunga

PANINI CON IL BABEURRE



Ciò che doveva essere e ciò che è stato.
Dovevano essere i filoncini con il babeurre pubblicati da Roberto Potito in uno dei suoi post sulla panificazione francese. Belli, torniti, francesi, appunto (e mentre snocciolo gli aggettivi mi viene in mente Pierre Cosso dei bei tempi, perchè???): con un procedimento talmente semplice che la qui presente si è detta - perdindirindina - (parola che uso correntemente :) - perchè non potrei riuscirci anche io, che con il pane in genere non ne azzecco mezza??

E già, perchè? Certe domande non bisognerebbe mai farle, se non si vogliono avere certe risposte.....ma io, con un piglio impavido, che al confronto Riccardo Cuor di Leone era una femminuccia, ho guardato dritto in fronte l'impastatrice ed ho lanciato la mia sfida all'O. K. Corral: questo fine settimana il pane lo facciamo noi!

E cosa è stato invece? E' stata una leggerezza da dilettante nell'aggiungere tutta insieme l'acqua nell'impasto, senza considerare che avevo aumentato la quantità di yogurt (più liquido) a scapito della dose di stracchino, e senza considerare che non tutte le farine assorbono la stessa quantità di acqua, ed è stato che per paura di scombinare il tutto non ho voluto aggiungere troppa farina per mettere una pezza ad un impasto troppo morbido, per evitare di peggiorare la situazione.

E' stato un coatto voltabandiera da filoncino francese a pagnotta/focaccia su cui a stento sono riuscita a tracciare i tagli con un coltellino molto affilato, ed è stato però, tutto sommato, un modo per mangiare dei fantastici panini alla piastra al posto dei soliti toasts di fine domenica.

Dei panini sapidi, molto gradevoli, che "si fanno mangiare", purtroppo anche in buona quantità :)

Se andate a guardare la ricetta originale, come vi consiglio, vedrete che il babeurre originale si prepara con il latticello, che tanti di voi trovano facilmente (grrr...), o preparano in casa, da buoni casari.
.
Ing: Per il babeurre (tra parentesi le mie variazioni)
200 g di stracchino (150 g)
200 g di yogurt bianco magro (250 g)
5o g di farina integrale (di farro)
10 g di lievito di birra fresco
.
Per l'impasto
600 g di farina Manitoba
200 g (CIRCA!) di acqua a temperatura ambiente
2 cucchiaini di sale fino
.
Tempo di preparazione: 4o minuti più la lievitazione (una notte + un'ora e trenta circa)

La sera prima: mescolare stracchino, yogurt, farina integrale e lievito sbriciolato. Coprire con della pellicola la ciotola e far riposare tutta la notte (all'aperto dice Roberto, ma io l'ho lasciato in cucina).

Il giorno dopo impastare la restante farina con il babeurre e gli altri ingredienti, avendo cura di aggiungere l'acqua poco per volta (non come ho fatto io!), in modo da ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso. Lavorare per almeno 20 minuti, poi formare i filoni e metterli a riposare fino a quando non raddoppiano: io sono riuscita a modellare più o meno delle palle informi, che però in cottura si sono leggermente "armonizzate".
Riscaldare il forno a 180° (ora che ci penso mi sa che il mio era a 200°...che pessima esecutrice :-D), fare dei tagli obliqui sui filoncini e cuocere per circa 15 minuti, o fino a che non sono dorati.
.
Pane e dintorni, anche qui
Gallettes de pain
Crackers di grano saraceno

.
FRENCH LITTLE-LONG-LOAF WITH THE BABEURRE (BUTTERMILK)


Ing: For the babeurre dough(in brackets my changes)
Stracchino cheese 200 g (150 g)
white yogurt 0.1 fat 200 grams (250 g)
50 g of whole wheat flour (spelt flour)
10 g of fresh yeast

For the dough
600 g of strong flour (Manitoba)
200 ml (about!) of water at room temperature
2 teaspoons of salt

Preparation time:40 minutes plus rising time (one night and about one hour and half)

Stracchino cheese and yogurt milk substitute the buttermilk: if you use butter milk, pay attention to balance liquids in the dough, to avoid a too soft ad sticky dough)
The night before: mix in a bowl stracchino cheese, yogurt, whole wheat flour and yeast crumbled. Cover the bowl with a plastic sheet and let stand all night (outdoors said Roberto, but I have left it in the kitchen).

The day after knead the flour with the babeurre and other ingredients, taking care to add water a little at a time (not as did I!), in order to obtain a soft but not sticky dough . Knead for at least 20 minutes, then form the long loaf and put them to rest until doubled ( I tried to shape some balls, that during cooking got slightly "harmonized."
Pre-heat the oven to 180 ° (now that I remember that I pre-heated oven at 200 °....what a bad performer I am ...:-D), make some blique cuts on long loaf (or round loaf) and cook for about 15 minutes, or until they are golden.


martedì 19 maggio 2009

Dall'oceano indiano, spezie francesi: il massalé

POLLO MARINATO AL MASSALE' CON VERDURE

English below
.
Un'altra boccetta preziosa, uscita dal pacco arrivato da Parigi insieme alle spezie giapponesi finite sulle cialdine,(più ne parlo e più sembrerebbe la borsa di Mary Poppins, ed in realtà è proprio così :), aspettava con ansia di essere usata e soprattutto che la sottoscritta ne capisse l'origine (e per quello c'è internet) e scegliesse un modo per inaugurarla.
Coriandolo-cumino-fieno-greco-curcuma-cardamomo-cannella-origano-noce-moscata-garofano-pepe-peperoncino di Cayenna-sale. Ouf! Tutto questo è il massalé, una profumata miscela di spezie (e quante spezie!) tipica dell'isola della Réunion, che, a fidarsi di Wikipedia - personalmente lo faccio fino a prova contraria :) - è derivata dal più famosa Garam Masala, miscela originaria del Nord dell'India.
In giro per la rete si trovano diverse ricette tipiche dell'isola in cui viene usata la miscela, fondamentalmente di carne o pesce, accompagnati da riso (la maggior parte dei siti è francofono, visto che La Réunion è un dipartimento d'oltremare francese): io per questa volta mi sono affidata a me stessa, e tutto sommato è andata bene. D'altra parte ormai per me dire pollo vuol dire quasi sempre ricetta speziata e orientaleggiante, ed è appunto in questa versione che partecipa a Inventa la ricetta, sezione Polli, galline & C!., la raccolta/contest lanciata da Sandra.
A Valina e Mari e Cla di Tortino al cioccolato vanno un milione di scuse per il ritardo, e due grazie davvero di cuore ppr i premi che mi hanno dato qualche tempo fa: non a mia discolpa, ma come aggravante, posso dirvi che sono in ritardo sul blog come nella vita :)
.
Ing: (per 2 persone)
mezzo petto di pollo
un limone
un cucchiaino di massalé
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
una zucchina
un peperone
un cucchiaino di farina
2 cm di aglio fresco (o mezzo spicchio)
mezzo peperoncino piccolo
Una decina di olive nere al forno
sale
.
Eliminare gli eventuali ossicini dal petto di pollo e tagliarlo a dadini. Mescolare in una ciotola l'olio con il massalé e la buccia grattugiata del limone, aggiungere i pezzi di pollo e mescolare in modo che vengano ricoperti dalla marinata. Lasciar riposare circa 30 minuti.
Spellate il peperone come piu' vi aggrada: abbrustolito e poi messo nel sacchetto, o al vapore, metodo che ormai non abbandono piu' dopo la scoperta dell'acqua calda, anche se a volte mi tradisce, forse perche' i peperoni piu' carnosi avrebbero bisogno di una cottura piu' prolungata.
Lavare e tagliare a dadini la zucchina (avevo ancora una di quelle tonde), tagliare a quadratini anche le falde di peperone. In una padella mettere un cucchiaio di olio, l'aglio tritato ed il peperoncino, le olive, e far soffriggere senza bruciare.
Aggiungere le verdure e far saltare qualche minuto (le zucchine devono restare croccanti): scolare le verdure e metterle da parte. Mettere nella padella i pezzi di pollo con la propria marinata, cospargerli con la farina e farli rosolare da entrambi i lati, poi aggiungere peperone e zucchina e far insaporire per qualche minuto, o fino a cottura del pollo.
Servire subito.
.
Altre storie di pennuti......
..
......e di spezie
..
.
MASSALE' SPICED CHICKEN

Ing: (for 2 servings)
half chicken breast
a lemon grated zest
a teaspoon of massalé spice
2 tablespoons extra virgin olive oil
1 zucchini
1 pepper
a teaspoon of flour
2 cm of fresh garlic
one half chilli
about ten baked black olives
salt


Remove any bones from chicken breast and cut into cubes. Mix in a bowl the olive oil with massalé and the grated peel of lemon, add the chicken pieces and stir so that they are covered by marinade. Let rest for about 30 minutes. Peel peppers as you like: roasted, and then placed in a paper bag, or the Steam method that is my favourite, although it someimes betrays me, perhaps because the peppers more fleshy would need a longer steam cooking. Cut in stripes. Wash and dice the zucchini, cut into even squares of ground pepper. In a frying pan put a tablespoon of olive oil, garlic, the olives and the chilli, and cook a couple of minutes without burning. Add the vegetables and cook a few minutes (courgettes should remain crunchy): drain the vegetables and put them aside. Put the chicken pieces in the pan with its marinade, sprinkle with flour and brown them on both sides, then add pepper and zucchini pieces and let cook for a few minutes, or until the chicken is cooked. Serve immediately.
.
Similar recipes....
.

domenica 17 maggio 2009

Le vere mele secche del Trentino...made in Naples

FETTINE DI MELE ESSICCATE SNACK


Ecco che mi ricapita di usare un mezzo quasi privato per affari quasi privati, mi rendo conto che (anche) questo mi tiene ben lontana dall'empireo dei food blog con la "f" maiuscola, ma tant'è, tendo in maniera troppo radicale a considerare questo posto come se fosse casetta mia, e dopo tutto lo è, o no?

Sono riuscita nell'intento di riprodurre le mele secche da snack che non sono mai riuscita a trovare fuori dal Trentino, e che con i loro sapore acidulo e la loro leggerezza mi ricordano alcune delle estati più belle della mia vita (occapperi, quante volte parlo anche di questo, abbiate pazienza :).

E se fare le nozze con i fichi secchi è simbolo di ristrettezze, spero che mandare uno STAI SUUUUUUU!!!!!! con le mele secche alla zia lettrice-nonchè punto di riferimento-nonchè raro esempio di zia più matta delle nipoti, sia invece, come vorrei, simbolo di tutto l'affetto mio e di tutto il nipotado, diretto e acquisito, visto che, se con la parola scritta sono un po' carente, a voce sono veramente uno zero, e l'incoraggiamento e l'affetto che avrei voluto trasmettere al telefono è rimasto a rimbalzare tra un neurone e l'altro del cervello, senza prendere la via delle corde volcali :D.

Zetagi, R., questo post è tutto per voi (e già sento l'eco "si, ma le orecchiette......ette..ette....." :)) : il tifo perchè finisca il periodaccio è sparso per l'Italia, ma compatto!

Per tutti gli altri, se volete provare a fare in casa uno snack che, mi cada una pannocchia sulla testa, è la cosa più sana e light che appaia in questo blog da secoli, ecco l'elementare procedimento :)

.
Ing: MELE

Sbucciare le mele, eliminare il torsolo con l'apposito attrezzo e tagliarle a fettine molto sottili. Adagiarle su delle teglie rivestite di cartaforno e metterle in forno a 50°, mettendo un canovaccio piegato in quattro tra il forno e lo sportello, in modo che quest'ultmo non si chiuda del tutto e lasci uscire il vapore.
Lasciar essiccare per circa 2 ore, girando le fettine di mela dopo un'ora.
Togliere dal forno e far raffreddare bene. Si conservano a lungo in una scatola di latta o in una bustina di plastica.

DRIED APPLES SNACK
.
Ing: Apples!!

Peel the apples and put off the cored , then cut in slices very thin. Put them on a baking tray covered by a baking sheet and dry in oven, heat 50°C. Between oven door and the oven body, put a cloth folded in four, so that steam can go out from the oven.

Let stay in for 2 hours, bur after one hour turn the slices. Let the apples slices cool very well and store in a metal box or in a plastic bag.

venerdì 15 maggio 2009

Varietà di zucchine: quelle tonde sono..fritte :)

CROQUE-MONSIEURS DI ZUCCHINE (TONDE)

.....................................English below

Quanti tipi di zucchine esistono? Di quali zone sono originarie? Che nome prendono a seconda della regione? E soprattutto: qual è la zucchina più buona???
Qualche giorno fa ho scoperto che a Messina la zucchina classica, quella verde scuro, prende il nome di zucchina genovese: la scoperta è stata tutt'altro che casuale, visto che la collega alla quale avevo passato il link del couscous di Claudia si era appunto chiesta cosa mai fosse una zucchina genovese.....in 3 minuti la domanda era rimbalzata fino a Palermo, dove aveva trovato immediatamente risposta direttamente dalla voce di questa donna spettacolare (e non uso le parole a caso, andate a guardare cosa ha combinato per la Comunione della sua principessa): "da noi la zucchina genovese, e' quella verde scuro, perchè l'altra, più chiara, è la zucchina e basta...."

Ahhhh...ora era tutto chiaro: con la risposta in tasca sono tornata dalla collega, facciamo una ricerca su wikipedia che ci schiarisce ulteriormente le idee, ma subito l'argomento zucchina coinvolge gli astanti, ed imprevisto scoppia il dibattito:

-eh no, la zucchina migliore è quella verde chiaro, non scherziamo (tradotto da "non pazziam'")
.
-ma se io vedo in giro solo zucchine verde scuro! (io, seccata)
.
-ma no, noi compriamo solo quelle chiare... (leggi a Salerno)
.
-ed il cucuzziello?? Quello che sembra un serpente?
.
- Ah, buono, ma quello si usa per le minestre!
.
-E le zucchine tonde? Io non le avevo mai viste fino all'anno scorso (io, tacendo che le ho scoperte solo grazie alla blogosfera)
.
- mhhhh..ma......boh...ma quelle forse sono siciliane......
.
- Si, si forse, ma la zucchina piu' buona è quella chiara, Elvi', non è possibile che non la trovi!
.

Elvi', Elvi', intanto Elvi' la zucchina chiara non l'ha trovata.....supermercato1, supermercato2, ipermercato1, fruttivendolo1, fruttivendolo2, niente. Vabe' ci riprovo in un'altra vita in cui riusciro' finalmente a frequentare un mercato.

Nell'ipermercato1 pero' mi cade l'occhio sulle zucchine tonde che hanno stoicamente resistito fino alle 8 di sera nel banco verdura e decido teste' di provarle, in fondo da qualche parte bisogna pur cominciare nell'approfondimento del tema zucchine :)

La ricetta è quasi banale, ma golosa quanto basta per proporla a Sandra per la raccolta Inventa la ricetta, ovviamente per la sezione verdure golose: mai una ricetta fu eseguita, fotografata e mangiata in meno tempo, le prime due fasi essendo eseguite in tutta fretta per precedere in extremis il tramonto (e per fortuna che al di qua degli Appennini posso grattare qualche minuto alla corsa del sole), l'ultima derivata come conseguenza ineluttabile di avere davanti dei "croque-monsieurs" verdurosi, caldi e filanti, essendo io notoriamente una che non riesce a resistere alle tentazioni. Mangerecce. :)
.
Ing: (per 4)
4 zucchine tonde
150 g di prosciutto cotto
200 g di mozzarella vaccina
pangrattato q.b
2 uova
Olio d'oliva per friggere
sale

Lavare le zucchine, eliminare le estremita e tagliarle a fettine sottili (2-3 mm). Tagliare le mozzarelle a fette di circa 2 o 3 mm e avvolgerle in una fetta di prosciutto cotto, in modo che non fuoriescano durante la cottura (l'ideale sarebbe una mozzarella dello stesso diametro delle zucchine..io avevo delle ciliegine minuscole ed ho sistemato 2 o tre fettine nel prosciutto).
In un piatto sbattere le uova sgusciate coon una forchetta, e salare leggermente. Far riscaldare abbondante olio di oliva (il mio era extravergine) in una padella.
Ora formare i sandwiches mettendo un fagottino di prosciutto e mozzarella tra due fettine di zucchina: passare il sandwich prima nell'uovo sbattuto e poi nel pangrattato, facendo in modo che sia l'uovo che il pangrattato aderiscano anche al contorno, in modo che durante la cottura le due fette rimangano "incollate". Passare nuovamente prima nell'uovo e poi nel pangrattato, e friggere nell'olio bollente, a fuoco moderato.
Far cuocere un paio di minuti per lato (devono essere dorati) e far sgocciolare su carta assorbente: servire caldi o tiepidi.
..
Altre golosità fritte
.

ROUND ZUCCHINI CROQUE MONSIEUR
.

Ing: (4 servings)
4 round zucchini
150 grams of cooked ham
200 g mozzarella cheese (cow milk)
breadcrumbs q.b
2 eggs
Olive oil for frying
salt

.
Wash zucchini, trim the ends and cut into thin slices (2-3 mm thick). Cut the mozzarella cheese into slices about 2 or 3 mm thick and wrap them in a slice of ham, so that they don't escape during cooking (the ideal thing would be a mozzarella with same diameter of zucchini .. I used a kind of very little mozzarelle and I arranged 2 or three slices in the ham).
Beat the eggs in a dish with a fork, and salt lightly. Put plenty of olive oil (mine was extra virgin olive oil) in a frying pan.
Now form the sandwiches by placing a bundles of prosciutto and mozzarella between two slices of zucchini: pass the sandwich in the beated egg first and then in breadcrumbs, making sure that the egg as the breadcrumbs adhere to the contour, so that two slices remain "stuck" during cooking.
Wrap again the sandwich in the egg and in breadcrumbs, and fry in boiling oil at medium heat. Continue untile the end of ingredients.
Cook a couple of minutes per side (they should be golden) and let drain on paper towels: serve hot or warm.
..
Enjoying frying
.

mercoledì 13 maggio 2009

Una focaccia per parlare di..celiachia

FOCACCIA MORBIDA AL ROSMARINO SENZA GLUTINE

.
Ho sentito parlare di celiachia per la prima volta più di dieci anni fa, alla festa di compleanno di una mia amica (una delle famigerate componenti del gruppo delle superiori, quelle che ancora si ricordano con terrore divertito le mie arance), festa alla quale un buffet luculliano si stendeva sotto i nostri occhi famelici, e che presto sarebbe sparito sotto le nostra fameliche grinfie :)

Notai che una ragazza (che non conoscevo ancora) non mangiava nulla- cosa che ai miei occhi era assolutamente incomprensibile :D -, e fu lei che mi spiego' cosa volesse dire intolleranza al glutine. Mi rendo conto adesso che fino ad allora non mi era mai capitato di sentir parlare neanche di glutine, e della sua funzione nei lievitati, e ripensando alla pessima riuscita delle mie prime focacce, non me ne stupisco neanche :).

Rimasi molto colpita dalla serenità con cui lei me ne parlava, mentre io provavo mentalmente a mettermi nei suoi panni, e già il mio umore cominciava a scivolare verso il basso, attraversando vari stadi: stupore, dispiacere, un po' di rabbia, tristezza, grande tristezza (e ultima, ma non ultima, fame!) :(.
In tutti questi anni piano piano la celiachia è diventata piano piano meno sconosciuta, grazie anche al miglioramento della diagnostica, che ha fatto emergere un numero crescente di casi di intolleranza al glutine, crescente anche perchè, appunto, ora è più facile individuare questo problema: esiste addirittura un test da usare a casa, che, in caso di positività, va ovviamente integrato con gli opportuni esami medici.
.
Vedo circolare una grande quantità di informazioni sull'argomento, sempre più aziende alimentari se ne interessano, togliendo l'esclusiva dei prodotti senza glutine alle marche vendute in farmacia, ma molte ancora non garantiscono l'assenza di glutine anche da alimenti che in teoria non dovrebbero avere niente a che vedere con la farina, come cioccolatini, salumi, olii per friggere.
Negli ultimi anni, grazie al fatto di avere una collega celiaca, ho avuto modo di tenermi un po' al corrente sull'argomento, e purtroppo ho avuto anche modo di considerare che nonostante tutto, anche tra i professionisti della ristorazione la celiachia (prendiamo a caso i gestori della mensa aziendale) è purtroppo un'illustre sconosciuta, o magari un disturbo vagamente interpretato come "allergia ai farinacei", il che rende questa ignoranza ancora più pericolosa.
Se volete approfondire l'argomento vi rimando ovviamente sul sito dell'Associazione Italiana Celiachia, che tra le altre cose pubblica un prontuario di tutti i prodotti in commercio (di ditte specializzate e no) aventi la certificazione gluten-free, che implica non solo la mancanza di ingredienti contenenti glutine, ma anche l'assenza di tracce di sostanze contenenti questa proteina nel processo produttivo.
.
La focaccia che pubblico è copiata da Anna (a sua volta ripresa dal forum di cookaround), che nel suo ricettario pubblica ricette e foto che ingolosiscono proprio tutti, anche chi celiaco non è: le mie piccole variazioni sono state 1) l'aggiunta di una patata schiacciata, visto che volevo cercare di realizzare una focaccia piu' somigliante possibile alla focaccia barese....(che dire, il glutine se in natura esiste, una funzione ce l'ha, e anche importantissima, ma vi assicuro che in ufficio è stato necessario difenderla dagli altri colleghi, prima curiosi, poi stupiti, che potesse essere cosi' simile a quella "normale") 2) la diminuizione dell'olio di quasi 10-20 grammi.
.
Una curiosità, un effetto derivante dall'assenza di glutine nell'impasto della focaccia, di cui mi sono potuta accorgere solo ora che finalmente...nella mia cucina......è arrivata l'impastatrice (!!!!!!!!!!!): potete anche far lavorare il gancio della planetaria per 5 ore di seguito: l'impasto non si "incorderà" (una esauriente spiegazione sull'argomento la trovate su cookaround) neanche se lo pregate in ginocchio ed in tutte le lingue che la torre di Babele si ricordi. Semplicemente NON puo' farlo, proprio per la mancanza di glutine!

Ing: 500 gr di farina senza glutine (miscela comprata in farmacia)
500 gr di latte
10 gr di zucchero
70 gr di olio di mais (50 g)
1 cubetto di lievito da 25 gr (o meno, se si ha tempo per la lievitazione)
20 gr di sale fine
in più
una patata media lessata e pelata
rosmarino

Se l'impasto è fatto a mano: in una ciotola capiente mettere la farina, formare una cavità e mettere al centro il lievito sciolto in poco latte, l'olio, la patata schiacciata, lo zucchero ed il sale. Aggiungere poco alla volta il latte tiepido e mescolare gli ingredienti, poi cominciare a lavorare energicamente con la mano: credo sia inutile impastare molto a lungo, non c'è glutine a cui dare il tempo di svilupparsi. L'impasto deve essere morbido e piuttosto appiccicoso. Coprirlo con un pnno e farlo lievitare in luogo tiepido fino al raddoppio.
Se si usa l'impastatrice: io nella mia inesperienza ho messo la farina e tutti gli altri ingredienti, tranne il latte, che ho aggiunto gradualmente. Ho azionato prima a velocità minima e poi alla prima velocità per circa 5 minuti.
Pre-riscaldare il forno a 220 gradi.
Versare l'impasto in una o due teglie unte di olio d0liva e praticare dei "buchi" con un dito. Cospargere con un generoso filo di olio extravergine, e aghi di rosmarino (o pomodori), poi infornare e cuocere per 10-15 minuti.
Sfornare e far intiepidire prima di servire.
.

SOFT GLUTEN FREE FOCACCIA ROSMARY FLOUVORED


Ing: 500 g of gluten free flour (blend purchased at pharmacies)
500 ml milk
10 g sugar (one tbs
70 g of olive oil (50 g)
1 cube of yeast by 25 degrees (or less if you have a longer time for rising)
20 g salt
a potato medium size boiled and peeled
a branche of rosemary

If the dough is made by hand: in a large bowl place the flour, forming a cavity in the center and put the yeast dissolved in little milk, oil, mashed potato, sugar and salt. Add lthe warm milk ittle by little and mix the ingredients, then begin to work vigorously with the hand: I think it is useless to knead very long, there is no gluten to let time to develop to. The dough should be soft and rather sticky. Cover and make it rise in warm and reparated place until double.
Pre-heat the oven to 220 °C.
Pour the dough into one or two backing trays prevoiously greased with olive oil and maake some "holes" with a finger. Brush with oil, and sprinkle with rosemary needles (or tomatoes), then bake and cook for 10-15 minutes.
Let cool before serving.

lunedì 11 maggio 2009

Strawberry time forever!

TORTA BAVARESE DI FRAGOLE


.............English below

Dovrebbe essere davvero sempre tempo di fragole! E si, mi piacciono le fragole, questo è certo, ma soprattutto mi piacciono le giornate che si allungano, il cielo limpido, il sole tiepido (anzi, caldo, come quello di ieri!), gli uccellini che volano, i fiori che sbocciano, e insomma tutte quelle cose lì, che ormai neanche alle elementari ti fanno raffigurare la primavera così, chessò, secondo me parlano piuttosto di riniti allergiche legate ai pollini, o di depressione primaverile.......chi difenderà strenuamente la banalità della gioia di avere una stagione al suo posto, come finalmente sembra essere???
Io mi offro volentieri, tanto più che da qualche giorno è spuntato un fiorellino color glicine sulla mia rediviva pianta di erba cipollina!! Incredibile!

Il mio bucolico entusiasmo ha un'altro fondato motivo, più materiale e mangereccio, e forse anche più credibile :)
Le fragole portate dal marito dalla zona di Policoro (Policoro, Scanzano ionico, si, la zona in cui avrebbero voluto depositare le scorie nucleari :-0) erano rosse, e quando dico rosse intendo mature, dolci.... fragole, insomma, non quelle capsule rosate iniettate di acqua che ci propinano di solito...
Occhio, anche queste sono ovviamente fragole coltivate, ed anche queste fino a qualche settimana fa erano piuttosto insipide....ad ogni cosa il suo tempo! Su quest'altra botta di originalità mi congedo, con una torta tipo bavarese che non è assolutamente niente di straordinario o originale, ma, capperi, quanto è buona :D


Ing: 250 ml di panna fresca
400 g di ricotta vaccina (crema di ricotta)
6 cucchiai di zucchero semolato
15 g di gelatina in fogli
Un pompelmo rosa (o un'arancia)
Una tazza di fragole a pezzetti (circa 250 g)
Fragole per la decorazione, 6/7
(Una bustina di fissante per panna)

Per la base
125 g di biscotti secchi
60 g di burro
1 cucchiaio di rum scuro

Tempo di preparazione: 30 minuti più il raffreddamento in frigo

Tritare i biscotti secchi, metterli in una ciotola e mescolarli accuratamente con il burro fuso ed il rum. Posare un cerchio di acciaio di 20 cm di diametro su un piatto da portata (sarà quello definitivo, la torta non potrà essere spostata di là) e disponete la base di biscotti, premendo bene per avere uno strato compatto di spessore uniforme, poi mettere in frigo.
Mettere a bagno i fogli di gelatina in una tazza con acqua fredda. Togliere il picciolo alle fragole e tagliarle a pezzi, poi passarle al mixer per avere una purea. Montare la panna con una bustina di fissante (forse non ce ne sarebbe bisogno, visto che c'è la gelatina a "mantenere") e tenerla in frigorifero.
Con le fruste lavorare a lungo la ricotta con lo zucchero, affinchè diventi cremosa: aggiungere la purea di fragole e continuare a mescolare.
Aggiungere ora delicatamente la panna montata mescolando senza farla smontare. In un pentolino riscaldare due o tre cucchiai di succo di pompelmo rosa (o di arancia), aggiungere i fogli di gelatina strizzati e mescolare bene fino a quando si siano sciolti. Versare il liquido nel composto di panna e ricotta e mescolare ancora per far amalgamare il tutto.
Versare il composto sulla base di biscotti, livellare bene e far raffreddare in frigo per almeno 3 0 4 ore (meglio tutta la notte).


STRAWBERRIES BAVARIAN CAKE

.
Ing 250 ml of heavy (fresh) cream
400 g cow cheese (ricotta)
6 tablespoons sugar
15 g gelatin sheets
A pink grapefruit (or an orange)
A cup of strawberries cut into small pieces (about 250 g)
Strawberries for decoration, 6 / 7
(One packet of a fixative for cream)

For the base
125 g of biscuits (Digestive)
60 g butter
1 tablespoon dark rum

Preparation time: 30 minutes plus cooling in the fridge

Chop the biscuits, put them in a bowl and mix thoroughly with the melted butter and the rum. Put a steel circle of 20 cm in diameter on a dish (it will be the definitive one, the cake can not be moved apart) and make the base of biscuits, pressing well to get a compact layer with uniform thickness, then put into refrigerator.
Soak the gelatin sheets in a cup with cold water. Remove the stalk of strawberries and cut them in pieces, then mix them in the blender to obtain a puree. Whip the cream with a packet of fixative (maybe there would be no need, because the gelatin is to "keep") until stiff peaks form and keep in the refrigerator.
Whip very well the ricotta cheese with the sugar, until it becomes creamy, then add the mashed strawberries and continue to mix. Add now the whipped cream gently stirring. In a small pan heat two or three spoonfuls of pink grapefruit juice (or orange), add the squeezed gelatine leaves and stir well until it is dissolved. Pour the liquid into the cream and mix again to combine everything.
Pour the mixture on the biscuit base, level and keep in the fridge 3 0 4 hours at least (preferably all night).

venerdì 8 maggio 2009

Spalmarsi sul prato...a mangiare paté!

CIALDINE SALATE CON CREMA DI OLIVE E CARCIOFI


Spalmarsi sul prato, sotto il sole che finalmente comincia ad essere tiepido sul serio, con un libro e qualcosa da sgranocchiare: al momento sarebbe davvero il non plus ultra per la sottoscritta :), ma per ora non se ne parla, e così mi accontento di sgranocchiare tegoline salate e di spalmare, piuttosto che di spalmarmi :D
Con i caprini (quelli finti per quanto mi riguarda, cioè i cilindretti fatti con latte vaccino), ci si può veramente sbizzarrire nella preparazione di creme, patè, palline, quenelles, etc etc, grazie al loro sapore leggerissimamente acidulo ma tutto sommato neutro, ed alla loro consistenza solido-cremosa.
Credo di averli visti usati così per la prima volta dal Cavoletto, per i suoi tartufini: io qualche tempo fa ne avevo fatto una crema con olive nere e tabasco per le mie tartine natalizie di polvere di stelle, e la mia zia lettrice :) le aveva fatte ridiventare tartufini con una certa soddisfazione (o no?).
Per una serie di motivi mi trovavo ad aver bisogno di una crema, o di un paté, o di qualsiasi cosa che si potesse spalmare e che non uscisse spremuto dal tubetto (ma lo fanno ancora quel coso curioso che si spreme direttamente sul pane..... brrr.... :) e così mi son venuti in mente i formaggini tubolari, o meglio, mi è venuto in mente un paté velocissimo e buono fatto tempo fa, e che non ero riuscita a fotografare in modo decoroso.

Paté chiama crostini o crackers, e avevo trovato dei crackers davvero interessanti da fare, senonchè l'altra sera la favola si è rovesciata, e dopo aver fatto Cenerentola fino a mezzanotte (no scarpette di cristallo e balli, ma faccende domestiche!!!!) ho concluso che era tardino per far lievitare qualsivoglia impasto, e così mi sono imbattuta in queste cialdine salate pubblicate da Mercotte un bel po' di tempo fa (le foto fanno tenerezza rispetto a quelle più recenti, ma per il resto era una forza già da allora), sfiziose (e burrose), le cialdine possono essere cosparse in qualunque modo si voglia.
Io ho colto l'occasione per usare due dei regali arrivati, stavolta sani e salvi, da quella dolcissima calabrese a Parigi, che altro che fata madrina, di desideri me ne ha esauditi parecchi in un solo colpo! Il fleur de sel à la vanille ad esempio....ho rischiato seriamente di mangiarlo a cucchiaini per l'entusiasmo :), e la miscela di spezie giapponesi (peperone rosso, carota, prezzemolo, semi di papavero, alga nori, tutto biologico), pensata per aggiungerla alla salsa di soia, ha dato un tocco di colore... mediterraneo !



Per il paté:

2 caprini
un cucchiaio abbondante di patè di olive nere taggiasche
un carciofo
Un limone
sale

Per le cialdine salate (tuiles)

100 g di farina (di riso)
100 g di burro
100 g di albumi (3 circa)

Spezie e semi a piacere
.
Accendere il forno a 190 gradi.
Pesare gli albumi, poi pesare una uguale quantita di farina e di burro. Fondere il burro e mescolare accuratamente i tre ingredienti con uno sbattitore. Rivestire con carta forno bagnata e strizzata delle teglie: Prendere un po' di composto con il cucchiaino da caffe e stenderlo sulla carta forno formando un cerchio, poi formare un'altra cialdina lievemente distanziata, e continuare così fino ad esaurimento.

Salare leggermente in superficie e cospargere con dei semini (sesamo,papavero, girasole, ec etc) o con le erbe aromatiche scelte.
Cuocere per 10 minuti circa, in ogni caso si devono dorare solo i bordi (tenetele d'occhio!).

In una ciotola mescolare i caprini con il paté di olive. Pulire il carciofo ricavando solo il cuore, tagliarlo in otto spicchi e spennelarli di succo di limone (o strofinarvi su il limone tagliati a metà): oltre ad evitare l'annerimento, il limone dà anche una gradevole nota acidula. Tagliare gli spicchi a dadini, ed aggiungerli alla crema di caprini, aggiustare di sale e conservare in frigo coperti da pellicola fino al momento di servire.


martedì 5 maggio 2009

Sotto la terra di Puglia...i lambasciun!

Sono due sere che cerco di cominciare il post sui lampascioni comprati nel fine settimana, ma mi avvito a ripetizione su altre foto, quelle che non si mangiano, se non di baci, e che non finiscono sul blog, se non per evocazione della solita, noiosa, stucchevole zia a distanza (di solito), innamorata marcia di un petit bonhomme dall'irresistibile sorriso a sei denti e mezzo e della sua biondissima grand soeur, da bimba a piccola donna in pochi mesi, gulp :)
Cerco di raccogliere le idee, perchè mi preme parlarvi di queste cipolline davvero tipiche della Puglia, più delle cime di rape se è possibile, tanto da non avere un nome diverso da quello dialettale - lambasciun o lampasciun, se non quello scientifico, "Muscari racemosum".
Per parlarvene attingo a piene mani da "La cucina pugliese", un libro che fino ad ora ho sfruttato pochissimo, scritto da Luigi Sada, storico della gastronomia pugliese, e dal sito La terra di Puglia.
Il lampascione cresce spontaneamente all'inizio dell'autunno nei terreni del Subappennino dauno (nord della Puglia) sotto profumati fiori viola, e, sembra, anche in altre zone d'Italia, come la Toscana, ma solo in Puglia è così apprezzato dal punto di vista gastronomico.
In Italia crescono altre sei varietà dei muscari, tra le quali l'Armeniacum, i cui fiori sono usati a scopi ornamentali (Alex, può essere che tu abbia servito ai tuoi amici i cugini dei lampascioni senza saperlo??? :D)
Uno delle divertenti (e fuorvianti) varianti italianizzate della parola "lambascion" è lampone: ovvio che non c'entri nulla con la bacca rossa che ho imparato a conoscere -solo- da adolescente, durante le passeggiate in montagna con le zie (e si, perchè zie si diventa, ma che bello essere nipoti :), ma la possibilità di confondersi non è affatto scarsa.
Molto più facile spigolare lamponi dai rovi che raccogliere lampascioni dalla terra: bisogna individuarle prima la piantina sotto cui si nascondono, e poi scavare delicatamente per evitare di danneggiarli. Un lavoro che io non ho mai fatto, ma che sarebbe molto divertente imparare a fare insieme a qualche esperto (anche se temo finirebbe come per gli asparagi selvatici, tante pazienti spiegazioni per nulla, sarà che so' un po' cecata!).
Dal punto di vista organolettico, i lampascioni sono amarognoli ed hanno un sapore lievemente muschiato (termine usato da Luigi Sada molto a proposito, mentre li mangiavo non mi veniva in mente!): stuzzicanti lessati e conditi con sale, olio e pepe, vengono usati anche per altre ricette, ad esempio al forno con le patate (leggo sempre da La cucina pugliese), ma i contadini li cuocevano addirittura senza pulirli, sotto la cenere, per poi sbucciarli una volta cotti, e condirli con olio, sale e aceto.
.
.
Neanche io li ho sbucciati....ma solo perchè io e mia sorella (golosissima di lampascioni, al contrario di me che praticamente non li avevo mai mangiati) dovendo scegliere tra dei bellissimi tuberi al naturale e i meno poetici -ma tanto più comodi! - lampascioni già pelati, lavati ed immersi in acqua, abbiamo scelto i secondi, con un velocissimo sguardo di intesa :)
.
.
Le cipolline sono state (ri-lavate) e messe in acqua fredda a fuoco medio, fino al raggiugimento del bollore (e neanche questo ho fatto io, c'era la mamma che ci pensava!!), poi lasciate cuocere a fuoco medio-basso per circa un'ora, o fino a quando è riuscita la prova forchetta: no, non bisogna controllare che la forchetta penetri nel bulbo come per le patate, ma mettere un lampascione su un piatto e controllare che si riesca a schiacciare con una forchetta (mai sottovalutare il sapere delle mamme, anche se da quando hai memoria non hai mai visto un lampascione passare per la cucina di casa).
A questo punto io che che non amo molto l'amarognolo ho sgocciolato i lampascioni e li ho immersi in acqua fredda per un quarto d'ora, poi li ho scolati ed ho ripetuto l'operazione per altre due volte.
Dopo averli scolati accuratamente l'ultima volta li ho schiacciati uno ad uno con la forchetta e conditi semplicemente con olio extravergine (devo dirvi di dove???) e sale....devo dirvi anche quante fette di pane di Altamura con realtivo lampone spatasciato ho mangiato? Ma no, va, che mi sono già dilungata troppo :)