DOPPIA ANGUILLA IN AGRO - E - DOLCE - E - FRESCO
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Mai avrei pensato che accettare l'invito di Maricler a preparare l'antipasto per il pranzo "maschio" di Dissapore mi avrebbe portato a delle riflessioni orrorifiche su una mia eventuale affinità di destino con l'anguilla: una serie di espressioni sbigottite e e di sentimenti pietosi nei confronti della vittima prescelta per l'antipasto del rude pranzo natalizio, congelata viva per questioni di opportunità (non potevo comprare e cucinare l'anguilla nello stesso giorno, e la stessa avrebbe perso di sapore se fosse stata congelata gia' tagliata a pezzi, parola di pescivendolo experienced) mi ha convinta a fare un'esternazione estrema: mettiamo il caso che fossi mai costretta a scegliere, si sappia che tra la morte in congelatore e quella per affettamento preferirei la prima :)Detto questo, ricominciamo dall'inizio: un po' di giorni fa io ed alcune delle foodblogger che amo e leggo (Paoletta, Alex, Francesca, Kja) siamo state invitate da Maricler (affettuosa ed efficientissima organizzatrice, grazie!!!!) a pensare ciascuna ad una portata "rude" e maschile per un pranzo natalizio ospitato sulle pagine di Dissapore, il cui tema è, appunto, "Babbo Natale voleva i pantaloni". Il suggerimento di Maricler di dare un occhio alla tradizione mi ha evocato cene natalizie a casa delle zie materne che non potevano assolutamente cominciare senza "il crudo", un assortimento di molluschi assolutamente crudi, appunto, (ostriche, seppioline, taratuffi - o limoni di mare - fasolari, ricci, etc) di cui io e mia sorella facevamo scorpacciate visto che a casa nostra erano e sono off-limits, e ovviamente l'anguilla, o più spesso il capitone, cucinati in almeno due o tre modi.
Il sugo per condire gli spaghetti, un "ragù" di capitone"; tranci di capitone o anguilla infilzati sullo spiedino tra una foglia d'alloro e l'altra, e cotti su un barbecue urbano il cui fumo si univa a quello di altre decine di barbecue in un'unica nube di fumo appestante e festoso. Anguilla nel forno, sempre corredata da foglie di alloro, per eventuali accessi di senso civico o, più probabilmente, per la presenza di condomini intolleranti alla affumicazione collettiva.Anguilla "comacchio", da comprare esclusivamente al banco gastronomia, perchè nessuno in famiglia sapeva farla, fritta e marinata in aceto.Quella che mi mancava era l'anguilla fritta in pastella, che invece è di tradizione qui in Campania.
Prima però bisognava ingaggiare una lotta senza quartiere con i pesci, acquistati vivi il giorno stesso a causa della estrema deperibilità, e per niente votati al sacrificio: ho ricordi di mamma e zie armate di carta assorbente o forse fogli di quotidiano per evitare di farsi sfuggire il capitone e di doverlo poi rincorrere per la casa, o peggio, di vederlo scappare dalla finestra per poi riconoscerlo sul banco del mercato su cui lo si era comprato (e se riuscissi ad accedere a Youtube a questo punto infilerei il video relativo alla citazione :). - UpUp Eccolo!!!
Oh. Parliamo della ricetta??? Volevo cucinare l'anguilla in almeno due modi, giusto per non allontanarmi dalle buone consuetudini :), e trovare un giusto contrasto che accompagnasse i sentori grassi dell'anguilla. L'anguilla fritta si è piegata alla tradizione della marinatura, fatta però con l'aceto di miele (non ditemi che sono monotona, ormai a crudo uso solo quello), mentre su quella arrostita (niente barbecue pirata sul balcone, ma griglia sul gas e nebbia fitta in cucina) la riduzione al succo di melagrana ha trovato la morte sua :)LA ricetta la trovate ovviamente anche su Dissapore, ma io la riporto qui per comodità. Ah, e non dimenticate di andarvi a a leggere giorno per giorno le altre portate del menu! Guardate oggi cosa ha inventato Paoletta:)
Ingredienti per 4 persone.
3-4 anguille,
20 cucchiai di aceto di vino rosso (circa 100 ml),
il succo di 2 melagrane,
1 cucchiaio e mezzo di miele di sulla (o di acacia),
200 g di gambi di sedano lavati e “spellati”,
70 g di acqua, 30 g di zucchero + 1 cucchiaio raso,
1 albume,
olio per friggere, aceto di miele,
semi di aneto (meglio ancora, aneto fresco)
Preparare il sorbetto.
Eliminare i filamenti dai gambi di sedano e passarli al mixer. Preparare uno sciroppo con l’acqua e 30 g di zucchero, e aspettare che si addensi leggermente.Mescolare lo sciroppo alla polpa di sedano. Montare a neve l’albume con lo zucchero e aggiungerne un paio di cucchiai al sedano. Mescolare bene e mettere tutto nella gelatiera, se la si ha, oppure in ghiacciaia, avendo cura di frullare il sorbetto appena comincia a ghiacciare per 3 o 4 volte, in modo che possa incorporare l’aria.Siccome ho usato poco zucchero e non sono stata attenta in questo passaggio, mi è venuta fuori quasi una granita, ma l’occhio e i sensi sono comunque appagati.
Preparare la riduzione.Frullare i chicchi della melegrane, filtrare il succo cosi’ ottenuto e metterlo in un pentolino insieme all’aceto di vino rosso e al miele, portare a ebollizione e far ridurre fino a quando il liquido non assume una consistenza leggermente sciropposa. Tenete presente che raffreddandosi ispessirà.
Preparare le chips di melaAccendere il forno a 50 gradi. Tagliare le mele a fettine sottili e metterle sulla placca ricoperta di carta forno: infornarle lasciando lo sportello leggermente aperto (potete usare degli strofinacci ripiegati per fare spessore). Lasciatele disidratare per il tempo sufficiente girandole a metà cottura (dovrebbero servire da 1 a due ore, ma molto dipende dallo spessore, a me sono bastati 45 minuti). Possono essere preparate con qualche giorno di anticipo e conservate in una scatola di latta una volta che si sono completamente raffreddate.
Preparazione dell’anguilla.Fatevi sviscerare e tagliare l’anguilla dal pescivendolo*. Tagliarla a tronchetti di circa 8 cm di lunghezza. Cuocere la metà dei tronchetti sulla griglia bollente (operazione da fare a finestre aperte!) e tenerli in caldo.*Se volete farlo voi, ma evitando una lotta senza quartiere, potete congelarla viva perchè l’anguilla e il capitone si comprano solo quando sono ancora vivi, come ho fatto io. Sempre se non pensate che sia una fine troppo crudele (perchè invece segarle da vive è un atto di pietà?).Riscaldare in una padella abbondante olio di semi: infarinare i restanti pezzi di anguilla e friggerli tenendo il fuoco non tanto alto, poi farli sgocciolare su carta assorbente. Trasferirli in una ciotola, salare e aggiungere l’aceto e, volendo, l’aneto. Possono riposare anche per un giorno in frigorifero.
Composizione del piatto.In un piatto sistemare i pezzi di anguilla grigliati nappandoli con la riduzione e l’anguilla fritta con le chips di mele, finire con il sorbetto al sedano.
FRYED AND ROASTED EEL WITH POMEGRANATE AND CELERY SORBET

Ingredients for 4 people.
3-4 eels,
20 tablespoons red wine vinegar (about 100 ml),
1 tbs and half of acacia honey,
2 pomegranate juice,
200 g of celery stalks washed and "skinned"
70 g of water, 30 g sugar + 1 tablespoon more,
1 egg white,
frying oil,
dill seeds (better still, fresh dill)
honey vinegar
Prepare the sorbet.
Pull off the filaments from the celery stalks and mince them to the mixer. Prepare a syrup with the water and 30 g of sugar, and let thicken slightly. Stir the syrup on the pulp of celery. Whisk egg white with sugar and add a couple of tbs to the celery. Mix well and put it into an ice cream maker, if you have it. If tot, put the sorbet to freeze, whisking it every 20 minutes for 3 or 4 times, so thet it can incorporate the air. I was not careful in this step, so I got almost a grenade, but the eye and the senses were satisfied. as well.
Prepare the reduction.
Whisk the grains of pomegranate, filter the juice and put in a pot with the red wine vinegar and the honey, bring to boil and let reduce until the liquid takes on a slightly syrupy consistency. Keep in account that it will go on thickenin when it cools.
Prepare the apple chips
Turn on the oven to 50 C. Cut the apples into thin slices and put them on the oven tray covered with oven sheet: bake leaving the door slightly open (you can use some towels folded to make thick). Let them dry for time enough turning them when half cooked (it should take about two hours, but it depends on the thickness, mine took 45 minutes). They can be prepared several days in advance and stored in a tin box only when completely cooled.
Preparation of eel.
Eviscerate and cut the eel. or, better, ask the fishmonger to make it for you. Cut into pieces approximately 8 cm in length. Cook half of the pieces on the hot grill (operation to be done with open windows!) and keep them warm.
Heat plenty of oil in the frying pan: flour the remaining eel pieces and fry them on medium heat, then drain on kitchenpaper. Place it in a bowl, add salt and the vinegar and, if desired, dill. It can rest for a day in the refrigerator.
Composition of the pot.
In a dish arrange the pieces of grilled eel with apple chips, roasted eel with the sauce and finish with the celery sorbet.